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lunedì 16 maggio 2016

2016 L23: George P. Pelecanos - Le chien qui vendait des chaussures


Gallimard, Folio Policier 2005

Constantin est infiniment disponible, doux et tellement dangereux. Il a vu tant de choses que" plus rien ne le touche. Revenu à Washington après dix-sept années d'errance à travers monde, il joue une nouvelle fois son destin où d'autres ne feraient que passer. Il suffit parfois d'un rien, de lever le pouce sur une route déserte et de monter avec un inconnu...

Il suffit d'un peu de désespoir et de beaucoup de temps.

Letto in una gironata. Lettura rapida ma devo dire che mi lascia un po' cosí... Una storia abbastanza stramba, dove un autostoppista, preso in stop da un vecchietto simpatico, accetta di andar a mettersi in mezzo a banditi, ladri e rapinatori cosí per la compagnia... per poi scoprire che questi stessi rapinatori sono costretti a farlo per colpa di un riccone che non sa come riempire il suo (poco) tempo che gli resta da vivere... per fortuna muoiono tutti e almeno la ragazza, ovviamente bionda e bellissima, si becca la grana e vivrá felice almeno finché i bigliettoni basteranno... insomma non lo troverete nella mia Top...

venerdì 13 maggio 2016

2016 L22: Fèdor Dostoevskij - Delitto e castigo



"È il rendiconto psicologico di un delitto. Un giovane, che è stato espulso dall'Università e vive in condizioni di estrema indigenza, suggestionato, per leggerezza e instabilità di concezioni, da alcune strane idee non concrete che sono nell'aria, si è improvvisamente risolto a uscire dalla brutta situazione. Ha deciso di uccidere una vecchia che presta denaro a usura..." (Dostoevskij).


Ho aspettato anni prima di leggerlo. Va letto cercando di immedesimarsi nell'atmosfera dell'epoca e nel periodo specifico della vita dello scrittore, allora si prende la misura del perchè sia stato strutturato cosí, la lunghezza dei dialoghi e tutto il resto. Bello, proprio. Sará nella Top dell'anno.

martedì 3 maggio 2016

2016 L21: Mimmo Gangemi - La Revanche du petit juge






Points, 2016

La Calabre, de nos jours. Giorgio Maremmi, substitut du procureur, est assassiné peu après qu'un prévenu l'a menacé de mort en plein prétoire. Son ami et collègue Alberto Lenzi, dit « le petit juge », décide de le venger. Mieux connu pour ses conquêtes féminines et sa gourmandise que pour son ardeur au travail, Lenzi se révèle un enquêteur tenace et audacieux. Son principal indicateur, don Mico Rota, boss local de la 'Ndrangheta, est emprisonné à vie mais rien ne lui échappe. De sa cellule, il continue à défendre l'honneur de la « famille ». Il s'exprime curieusement, par le truchement de symboles obscurs et de paraboles colorées, mais pour qui sait entendre entre les lignes... Lenzi le peut, apparemment, et, mettant sa carrière en péril, il s'acharne à faire la lumière sur un scandale qui dépasse de loin la criminalité mafieuse habituelle.

Allora, sará che invecchio o che a forza di leggere uno si fissa più sugli aspetti meno piacevoli, ma devo dire che la storia raccontata in questo libro quasi sparisce nascosta dietro le "paturnie" sessuali del protagonista, che, uscito male da un matrimonio, si trova davanti due - ovviamente - bellissime colleghe, se le porta ambedue a letto, ma senza impegnarsi, poi si ingelosisce .. insomma  fa perdere molti punti ad una storia che altirmenti sarebbe stata interessante.

Vabbé, passiamo oltre.

mercoledì 27 aprile 2016

2016 L20: Roberto Saviano - Zero Zero Zero



Feltrinelli, 2013

Scrivere di cocaina è come farne uso. Vuoi sempre più notizie, più informazioni, e quelle che trovi sono succulente, non ne puoi più fare a meno. Sei addicted. Anche quando sono riconducibili a uno schema generale che hai già capito, queste storie affascinano per i loro particolari. E ti si ficcano in testa, finché un'altra - incredibile, ma vera - prende il posto della precedente. Davanti vedi l'asticella dell'assuefazione che non fa che alzarsi e preghi di non andare mai in crisi di astinenza. Per questo continuo a raccoglierne fino alla nausea, più di quanto sarebbe necessario, senza riuscire a fermarmi. Sono fiammate che divampano accecanti. Assordanti pugni nello stomaco. Ma perché questo rumore lo sento solo io? Più scendo nei gironi imbiancati dalla coca, e più mi accorgo che la gente non sa. C'è un fiume che scorre sotto le grandi città, un fiume che nasce in Sudamerica, passa dall'Africa e si dirama ovunque. Uomini e donne passeggiano per via del Corso e per i boulevard parigini, si ritrovano a Times Square e camminano a testa bassa lungo i viali londinesi. Non sentono niente? Come fanno a sopportare tutto questo rumore?" (Roberto Saviano)

Bel libro, anche se si sente molto il tono del racconto giornalistico e alla fine, al di là di farci capire quanto grande sia l'impero bianco, si resta un po' cosí... insomma questi hanno mille trucchi per farla passare, hanno i soldi per comprarsi tutto ... e quindi? insomma mi ha lasciato un po' perplesso...


mercoledì 13 aprile 2016

2016 L19: Francesco Guccini - Un matrimonio, un funerale per non parlar del gatto




Mondadori, 2015

Questi racconti, come le foto di un tempo, vogliono parlare di persone che sono passate, che ci sono state, che hanno il diritto di essere ricordate. Questo è uno dei pregi della narrativa come delle canzoni: dire di personaggi che attraverso le parole rimangono in vita, che si vestono in qualche modo di eternità. Perché, si licet parva, Cervantes ci ha lasciati da un pezzo ma la sua creatura, il "cavaliere dalla trista figura", Don Quijote, cavalca ancora per le plaghe della Mancha.

Da dietro il crinale della collina si vede arrivare il piccolo corteo, preceduto dal suonatore di fisarmonica e dal mescitore di vino. Lo sposo e la sposa sono in cammino dall'alba, raggiungeranno la chiesa non proprio freschissimi e poi, dopo la cerimonia, riprenderanno la strada insieme agli altri, di nuovo per mulattiere, pronti a godersi un pranzo e una cena con l'appetito rinvigorito dalla scarpinata. Un matrimonio oggi inimmaginabile, che era perfettamente normale quando il piccolo Francesco Guccini vi prendeva parte, portando in dono agli sposi un dono veramente prezioso... E ancora: il funerale del mitico Gigi dell'Orbo, il sarto sempre ubriaco, il tenore lirico appassionato di ciclismo, la contadina poetessa, l'uomo che era convinto di dover reggere il cielo e tante altre "istantanee", colme di ironia e appena velate di malinconia, di un tempo andato che non ritornerà. Qualche volta, tra queste pagine, la pellicola della memoria dell'autore resta impressionata da figure sfuggenti, sornione come gatti, dolci come il ricordo di chi se n'è andato, o forse un po' beffarde come fantasmi... Questi racconti sono un viaggio attraverso il tempo e i registri narrativi, e riportano in vita per noi esistenze minime, destinate a essere dimenticate se non giungessero le parole a rievocarle.

leggere il vecchio Guccio fa sempre piacere....

domenica 10 aprile 2016

2016 L18: Pablo Servigne & Raphael Stevens - Comment tout peut s'effondrer

Seuil, 2015
Et si notre civilisation s’effondrait ? Non pas dans plusieurs siècles, mais de notre vivant. Loin des prédictions Maya et autres eschatologies millénaristes, un nombre croissant d’auteurs, de scientifiques et d’institutions annoncent la fin de la civilisation industrielle telle qu’elle s’est constituée depuis plus de deux siècles. Que faut-il penser de ces sombres prédictions ? Pourquoi est-il devenu si difficile d’éviter un tel scénario ?
Dans ce livre, Pablo Servigne et Raphaël Stevens décortiquent les ressorts d’un possible effondrement et proposent un tour d’horizon interdisciplinaire de ce sujet - fort inconfortable - qu’ils nomment la "collapsologie". En mettant des mots sur des intuitions partagées par beaucoup d’entre nous, ce livre redonne de l’intelligibilité aux phénomènes de "crises" que nous vivons, et surtout, redonne du sens à notre époque. Car aujourd’hui, l’utopie a changé de camp : est utopiste celui qui croit que tout peut continuer comme avant. L’effondrement est l’horizon de notre génération, c’est le début de son avenir. Qu’y aura-t-il après ? Tout cela reste à penser, à imaginer, et à vivre…

Da leggere. Cito, non a caso, fra le loro conclusioni: Le plus important, pour ne pas dire l'urgence, serait de reconstruire un tissu social local solide et vivant, afin d'instaurer progressivement un climat de confiance, c'est-à-dire en fin de compte un "capital social" qui puisse servir en cas de catastrophe.

Per chi ci segue da decenni e conosce le nostre proposte metodologiche (PNTD, IGETI e adesso GreeNTD) non sarà una sorpresa se diciamo non solo di essere d'accordo ma di portar avanti questi sforzi da quasi vent'anni, sul nostro lavoro. Spes Ultima Dea.

giovedì 7 aprile 2016

2016 L17: Olivier Truc - Le détroit du loup

Points 2015

Hammerfest, petite ville de l’extrême nord de la Laponie. Les bords de la mer de Barents, le futur Dubai de l’Arctique… Tout serait parfait s’il n’y avait pas quelques éleveurs de rennes…
L’histoire se déroule au printemps, quand la lumière ne vous lâche plus, obsédante. Autour du détroit du Loup qui sépare l’île où se trouve Hammerfest de la terre ferme, des drames se nouent. Alors que des rennes traversent le détroit à la nage, un incident provoque la mort d’un jeune éleveur. Peu après, le maire de Hammerfest est retrouvé mort près d’un rocher sacré qui doit être déplacé pour permettre la construction d’une route longeant le détroit. Et les morts étranges se succèdent encore.
À Hammerfest, les représentants des compagnies pétrolières norvégiennes et américaines ont tout pouvoir sur la ville, le terrain constructible est très convoité, ce qui provoque des conflits avec les éleveurs de rennes qui y font paître leurs animaux l’été.
Les héros de ce grand centre arctique de la prospection gazière sont les plongeurs, trompe-la-mort et flambeurs, en particulier le jeune Nils Sormi, un plongeur d’origine sami.
Klemet et Nina mènent l’enquête pour la police des rennes. Mais pour Nina, troublée par les plongeurs, une autre histoire se joue, plus intime, plus dramatique. Les jeunes plongeurs qu’elle découvre lui rappellent ce père scaphandrier qui a disparu depuis son enfance. Subissant cette lumière qui l’épuise, elle va partir à la recherche de ce père mystère, abandonnant Klemet à sa mauvaise humeur, à ses relations ambiguës avec son ombre.
Et c’est une police des rennes en petite forme qui va faire émerger une histoire sombre venue des années 1970, dévoilant les contours d’une patiente vengeance tissée au nom d’un code d’honneur venu d’un autre monde, montrant à quel prix a été bâtie la prospérité de la région.

Avevo amato forse troppo il primo, per cui questo giallo mi é sembrato un po' meno interessante, anche se resta un ottimo scrittore.