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mercoledì 30 novembre 2011

Occupy Wall Street is here....


Dal sito interno passo questa informazione:

Who are the protesters opposite FAO headquarters?
Group draws inspiration from Occupy Wall Street

Staff in Rome may have noticed that a small encampment of people has appeared opposite headquarters. Lauren Sanders and colleagues from the EndingHunger movement visited the group to find out why they are there…

Opposite the main entrance of headquarters, in a green stretch referred to affectionately as il biscotto, you will find a group of tents with a makeshift kitchen area, library, communal space for live music and card games, and even an information centre.

A few of us from the EndingHunger team decided to find out what they were all about. We also wanted to ask them if they would consider being a part of our movement.

Giulia, a group member, welcomed us and explained how they got started.

They began in Piazza Santa Croce in Gerusalemme, then moved to their current spot more recently. Their first night in the open was after the events of 15 October, during which a peaceful social justice protest in Rome – born out of the Occupy Wall Street movement – was hijacked by violent demonstrators.

The first campers slept in cardboard boxes, they say, and gradually people began to donate tents and food.

Approximately 70 in total, the group comes from all segments of society and all age groups. Most but not all are Italians.

Italian Re-evolution – Democrazia Reale Ora – proposes a new society, a return to the values of land, equality and social justice, and an understanding of each other.

Basically, said Giulia, they want a society in which everyone has something to contribute.

Naturally we sensed some common ground with the EndingHunger movement’s goal of universal access to safe, nutritious food.

“What would the people at FAO think about this type of movement?” Giulia wanted to know. “Your goals are similar to ours, no? What could we do to help FAO?”

She signed a hard copy of the petition to end hunger, and agreed to pass it around so that the majority of the camp activists could lend their names and voices.

Living outdoors has not prevented the group from being active – they run events ranging from a discussion last week on “zero waste” to a meeting with officials from the Italian Ethics Commission.

They welcome visitors and anyone who would like to know more about their cause.

For us, we felt it was important to show we were aware of a campaign group set up so close to FAO, to discuss each other’s work and find some common ground.

martedì 29 novembre 2011

Fettuccine à ma façon - Fettuccine a modo mio




Ingrédients:
Pour les pates: œufs, farine 00, sel, eau
Pour la sauce: Oignons, Ail, Tomate, Basilic
Pour servir: Parmesan (le vrai!)

Recette simple mais qui nécessite d’un peu de pratique. Il faut calculer grosso modo un œuf par personne (maximum); vous pouvez éventuellement réduire le nombre d’œufs et ajouter de l’eau (moi par exemple pour 5 personnes je fais 3 œufs)
Faire une fontaine avec la farine, ajouter les œufs et un peu de sel. Melanger au début avec une fourchette, lentement. Si la farine n’est pas assez, il faut en rajouter. Si elle est en trop, y mettre un peu d’eau. Avec un peu d’expérience on apprend les doses. Grosso modo, pour deux personnes, je vous conseil 1 œuf et 150 gr de farine (et un peu d’eau).

Travailler bien la pate (avec les mains) pendant au moins 5-10 minutes. Elle doit devenir lisse (voire photo) mais surtout élastique. Si vous avez du temps, laissez-la reposer, autrement vous pouvez l’utiliser tout de suite.

Pour l’étaler utiliser le rouleau à pâtisserie (pas le plus petit); il faut la tourner souvent, en rajoutant de la farine à chaque fois. Elle doit arriver à un epaisseur de maximum 1 mm.

Un conseil: tant que vous n’êtes pas expérimenté avec l’étalage, essayer avec des petites boules de pates.

Laisser reposer dans un endroit aéré. S’il fait trop humide cela prendra bcp de temps. Dans les pais tropicaux j’utilise meme la clime.

Quand elle commence à être sèche il faut la border de deux cotés de sorte à en faire une espèce de salami, que l’on coupe avec un gros couteau à lame plate : par convention on les appelle « fettuccine » quand elles sont environ 1 cm et « tagliatelle » si elles sont plus petites, 6-8 mm.

La sauce est encore plus simple : faire revenir l’oignon et l’ail avec de l’huile d’olive. Ensuite utiliser des tomates fraiches ou en boite, « Veraci » ou à « Pezzettoni ». Une bonne demi ehure de cuisson, sel, poivre, basilic.

Chauffer l’eau et, quand elle boue, mettre les pates et un peu d’huile (pas forcement d’olive) pour éviter qu’elles s’attachent. Cuisson rapide, 1-2 minutes. Une fois égoutter, les mettre avec la sauce et continuer la cuisson 1 minute maximum. Servir avec bcp de parmesan et, bon appétit.

Ingredienti:
Per la pasta: uova, farina, un pizzico di sale, un po d’acqua
Per il sugo: Cipolla, Aglio, Pomodori, Basilico
Condimento: Parmiggiano

Sono le piú semplici. Calcolare grosso modo un uovo per persona (come massimo), oppure ridurre le uova e sostiturle con acqua (esempio: per 5 persone io faccio 3 uova)

Fare una fontana con la farina, aggiungere le uova e un pizzico di sale. Con una forchetta cominciare ad amalgamare, pian piano. Se la farina è poca, aggiungere; se invece è troppa e non si riesce ad amalgamare bene, aggiungere un po’ d’acqua. Con l’esperienza si imparano le dosi. Grosso modo, per due persone consiglio fare un uovo e usare circa 150 gr di farina piú un po’d’acqua.

Lavorare bene la pasta, sbattendola e rimestandola per circa 5-10 minuti. Deve diventare liscia (vedi foto) ma soprattutto elastica. Se avete tempo lasciatela riposare al fresco, altrimenti potete usarla subito.

Stenderla col mattarello, rigirandola spesso e mettendoci farina perchè non si attacchi. Deve arrivare a uno spessore di massimo 1 mm (mio padre, vicentino, diceva, che alzando la sfoglia in verticale e guardando verso il Santuario di Monte Berico, si dovevano vedere i frati in camicia attraverso la sfoglia – questo per dire che deve essere sottile, piú lo è meglio é). Siccome è tutta una questione di esperienza, provate con pazienza – senza fretta. Anche se fate dei buchi ricordarsi che non è mai morto nessuno per quello. Evitate, in caso di buchi, di arrabbiarvi e riprendere tutta la pasta e reimpastarla; diventa dura e il risultato finale sará ancora peggiore.

Altro consiglio: finché non siete pratici non tirate palline di pasta da tre uova: sono troppo grandi. Fate delle palline piú piccole cosí vi esercitate.
Lasciate riposare il tutto in luogo aerato. Se è troppo umido ci mette una vita; in paesi tropicali io uso l’aria condizionata.

Quando comincia ad esser secca, arrotolatela dai due bordi in modo da farne una specie di salame e con un coltello grosso a lama piatta tagliatele della larghezza che volete: per convenzione si chiamano taglaitelle quando sono larghe 6-8 mm e fettuccine quando sono un po’piú larghe, circa 1 cm.

La salsa è quanto di piú semplice: fare un soffritto con cipolel buone (non dico di Tropea ma magari…); io ci metto parecchio aglio perché dà molto sapore (tranquilli che l’aglio cotto non lascia nessun odore residuo in bocca). Potete usare dei pomodori freschi o la salse Veraci o a Pezzettoni. Una mezz’ora di cottura almeno, sale e pepe e basilico.

Scaldare l’acqua, salatela e quando bolle, assieme alla pasta metteteci un goccetto d’olio, (di semi va bene) che evita che si attacchino. Cottura veloce, le fettuccine vengono su nel giro di 1-2 minuti per cui state attenti a non cucinarle troppo. Scolate la pasta, magari con meno cottura e mettetela nella teglia del sugo per un ultimo minuto. Servite con abbondante parmiggiano e.. buon appetito.

Oggi é morto un Uomo

Forse nessuno di chi legge questo blog sa chi sia stato Lucio Magri, morto per sua spontanea volontá (suicidio assistito si chiama) all’etá di 79 anni. Io ero ancora piccolo quando vidi arrivare in casa le prime copie del Manifesto (quotidiano da lui fondato nel 1969) che portava mia sorella (dato che mio fratello stava piú su Lotta Continua). Essendo curioso per natura cercai di capire cosa fosse questo Quotidiano Comunista e fu cosí che pian piano imparai che chi l’aveva fatto era stato un gruppo di pensatori liberi, tutti iscritti e con ruoli importanti nel PCI dell’epoca, che cercavano di spingere per una maggiore demcorazia interna e per avere il diritto di pensare da italiani innanzitutto, rispetto ai problemi centrali di quel periodo storico. La goccia che fece traboccare il vaso fu la loro posizione sull’invasione sovietica della Cecoslovacchia; essendo totalmente contrari a questo modo di concepire la politica, scrissero un editoriale rimasto famoso (Praga è sola) che valse loro l’espulsione diretta dal Partito. Per Magri, uno dei fondatori del Manifesto, venne trovata una giustificazione “amministrativa” per espellerlo, a dimostrazione di come potesse essere vile la lotta politica.

Io crescevo in quegli anni, anni che significarono molto sangue sparso, dalle bombe sui treni del 67, alla bomba di Piazza Fontana del 69, quella di Piazza della Loggia a Brescia e poi sull’Italicus sempre nel 1974, e poi tutti i morti provocati dai gruppi terroristi di destra e sinistra, fino ad arrivare alla strage di Bologna del 1980. In mezzo il rapimento di Moro (1978), e prima ancora il tentativo di colpo di Stato della X-Mas di Valerio Borghese nel 1970. Per i giovani d’oggi quel periodo sembra roba da antichi romani, ed è difficile immaginarsi cosa significasse il far politica all’epoca. Era come nel calcio: tu hai una squadra e con quella resti, per sempre. Se sei della Roma nemmeno morto potrai passare alla Lazio, e viceversa. Un giocatore che avesse tradito la maglia, passando da Inter al Milan o dal Torino alla Juve, aveva finito di campare. Con i partiti era lo stesso. Tutti (quelli dell’arco costituzionale, perché i fascisti del MSI erano fuori) ovviamente pensavano e credevano di avere la veritá infusa e che le loro proposte fossero quanto di meglio per il popolo italiano. Il PCI non poteva entrare nella stanza dei bottoni per colpa di quello che fu chiamato il fattore K. Troppo forte la paura che fossero teleguidati dai Russi per lasciarli avvicinare a ministeri chiave dove potessero aver accesso a informazioni sensibili. Per cui era come giocare una partita truccata dove ad ogni elezione si sapeva giá chi non poteva vicnere.

Il PCI non era un gran esempio di democrazia interna; la consideravano come “centralizzata”, cioè comandava chi stava sopra e gli altri.. zitti e mosca. L’idea che qualcuno appartenent e a quel filone di pensiero potesse mettere in discussione questo verticismo proprio non esisteva. Se ti avvicinavi alle idee di sinistra e al Partito, sapevi che quelle erano le condizioni.

Magri,e gli altri, le misero in discussione, pubblicamente. Peggio che bestemmiare in chiesa. E la reazione del partito comunista, espellendoli, fu il motivo principale per cui mai e poi mai in vita mia avrei potuto votarlo. Ero e sono rimasto di sinistra, ma c’erano cose che non si potevano accettare, soprattutto per quanto riguarda la libertá di pensiero e di espressione, quello che oggi chiameremmo un “rights based approach”.

Magri mi ha fatto diventar grande e, credo, (abbastanza) libero pensatore. Mi rendo conto anch’io nella mia vita (professionale) quanto sia difficile essere liberi di pensare con la propria testa, mantenere una coerenza di pensiero ed azione, in un mondo, anche lavorativo, dove si premiano gli Yes-men, chi abbassa il capo e non critica mai.

Pensare da sé è difficile, ma è la sola via che ci resta.

Oggi è morto un Uomo, ed io sono triste. Addio compagno Lucio.

lunedì 28 novembre 2011

Andar Guaivi: Diecimila visualizzazioni – Ten thousand hits – Diez mil entradas

Il mese prossimo festeggio i due anni di questo blog, il primo della mia vita. Nato un po’ per caso, pian piano è diventato un modo per raccontare esperienze di viaggio, di cucina e di riflessioni legate al mondo che ci circonda, da vicino o da piú lontano, su di me, oppure sugli altri, visti dal prisma della mia sensibilitá, buona o cattiva che sia. Un numero (crescente?) di amici mi sta seguendo su questa strada e, con mia gran sorpresa, siamo arrivati a questa cifra simbolica delle diecimila visualizzazioni in un periodo molto breve. Da un certo punto di vista questo vuol essere uno stimolo per andare oltre, dedicarci ancor piú tempo e cominciare a strutturarlo meglio. Il tutto domanderá tempo e pazienza, ma ci proveró. Grazie a voi tutti, un caro saluto, Paolo

El próximo mes voy a celebrar los dos años de este blog, el primero de mi vida. Nacido un poco casualmente, paulatinamente se ha vuelto un modo para compartir experiencias de viaje, de cocina además de reflexiones ligadas al mundo que nos rodea, de lejos o de más cerca, sobre mi o sobre los demás, mirados a partir del prisma de mi propia sensibilidad (buena o mala que sea). Un número (creciente?) de amig@s me está siguiendo en este camino y, para mi gran sorpresa, hemos llegado a esta cifra simbólica de las diez mil entradas en un tiempo muy corto. Esto puede ser leído como un estimulo a seguir adelante, dedicarle más tiempo aún, además de ir estructurándolo mejor. Todo eso necesitará tiempo y paciencia, sin embargo voy a ensayarlo. Gracias a tod@s Uds., un cálido saludo, Paolo

Next month I’m celebrating the second year of this blog, the first of my life. Born almost by accident, it gradually became a way to share experiences of travel, cooking and reflections related to the world around us, from near or far more, about me or the other, viewed from the prism of my good or bad sensitivity. A (growing?) number of friends are following me on this road and, with my big surprise, we did reach this symbolic figure of ten thousand hits is a very short period of time. From a certain point of view, this is to be seen as a stimulus to continue working on it, dedicating even more time and better structuring it. This will imply more time and patience, but I will try to do it.
Thanks to all of you, Paolo

venerdì 25 novembre 2011

84 nouvelles plantes OGM sont en attente du feu vert de Bruxelles pour être commercialisées !!

Le Canard Enchaîné du 16 novembre 2011
Quatre-vingt-quatre : C’est le nombre de plantes OGM qui attendent le feu vert de Bruxelles pour être commercialisées, dont 21 avec en prime une autorisation pour être cultivées en plein champ. Le dernier dossier déposé, c’était il y a quinze jours celui du géant allemand de la chimie BASF pour sa patate transgénique. Chaque fois, les arguments pour emporter l’autorisation sont les mêmes : les OGM permettent de produire plus, et de manière plus écolo parce qu’ils consomment moins de pesticides. Dès leur création Monsanto et consorts nous ont promis-juré qu’ils allaient faire disparaître la faim dans le monde.

Un collectif d’une vingtaine d’ONG, piloté par Vandana Shiva et son mouvement paysan indien Navdanya, s’est lancé dans une grande enquête pour voir ce qu’il en était réellement vingt ans après les premières plantations. Son rapport de 58 pages (www.navdanyainternational.it) démontre par a + b que non seulement le transgénique n’a en rien diminué la faim dans le monde, mais qu’en plus c’est une bonne affaire pour les fabricants de pesticides puisque, contre toute attente, il fait augmenter leurs ventes.

Un gros mensonge transgénique
Un meilleur rendement ? Prenez le coton Bt de Monsanto. En Inde, où il est cultivé à grande échelle, il plafonne à 1 000 kg l’hectare, trois fois moins que ce qui avait été promis. Même constat pour le colza, dont Monsanto a bidouillé les gênes pour qu’il souffre sans broncher d’être arrosé par son herbicide vedette, le Roundup. En Australie, l’enquête de Navdanya montre que le canola, le colza transgénique de Monsanto, affiche avec deux applications de glyphosate (principe actif du Roundup) un rendement plus faible que le colza traditionnel : 89 kg à l’hectare de moins !
Deuxième entourloupe : la réduction des pesticides. En Argentine, les planteurs de soja transgénique utilisent deux fois plus d’herbicides que les agriculteurs restés au soja non transgénique. Mieux, les cultures d’OGM sont maintenant envahies par des insectes super résistants. En Chine, les populations de punaises ravageuses sont 12 fois plus importantes. Aux Etats-Unis, on compte désormais 10 espèces d’insectes résistants dans les champs de soja, coton et maïs. C’est ce que l’on appelle un constat transgênant…

mercoledì 23 novembre 2011

Campo minato

Sono stati giorni intense in Italia, ma varie cose sono anche successe fuori di qui. Cerchaimo di fare una rapida sintesi.

E’iniziato il processo di uscita dall’era berlusconiana; ci vorranno ancora anni sicuramente, e non è detto che, liberandoci di lui, riusciremo necessariamente a diventare degli italiani normali. Nel frattempo cosa leggiamo sui giornali? Da un lato le bombe nascoste nelle pieghe del bilancio e delle manovre preparate dal duo Berlusconi/Tremonti (la piú grossa essendo la delega assistenziale e fiscale) che se non vengono trattae rapidamente provocheranno dei buchi di bilancio crescente, il che significherá piú tagli o piú tasse (alcuni dei giornali di oggi ne parlano piú in dettaglio). Ma abbiamo anche i comportamenti provocatori di una parte dell’establishment economico, in particolare Marchionne che, proprio nel momento di maggior pericolo per il paese, quando tutti dovrebbero fare uno sforzo di concertazione per aiutarci a venire fuori dalla situazione dove ci ha cacciato il cavaliere, non trova di meglio che denunciare gli accordi sindacali ed aprire un fronte di lotta potenzialmente drammatico. La CGIL-FIOM non potrá restare con le mani in mano, e nemmeno il nuovo ministro del lavoro; ma mentre per la CGIL-FIOM è facile immaginare la risposta (Lotta dura senza paura), piú difficile immaginare gli spazi di manovra del ministro. Va detto che anche per la sergetaria generale della CGIL, S. Camusso, giá in difficoltá per tenere le anime dure della FIOM dentro spazi di concertazione nazionale, una notizia come questa non puó certo averle facilitato la digestione.

A livello internazionale, l’economista Nouriel Roubini, quello che aveva previsto la crisi del 2008, continua nelle sue previsioni catastrofiche sull’Italia. Nell'intervista rilasciata a Reuters Television a Mosca, ha previsto che l'Italia andrà in default l'anno prossimo, se non metterà in campo azioni aggressive contro il debito; default che comporterà automaticamente l'uscita dell'Italia dalla zona euro. La via crucis del nostor primo ministro epr cercare di riguadagnare la fiducia deimercati e degli investitori stranieri è lunga assai …

Finché Monti fa il giro delle sette chiese, intanto è scopiato lo scandalo Finmeccanica, confermando, se mai ce ne fosse bisogno, che le buone pratiche di mazzette ai politici continua come nulla fosse, tanto sicura è la casta al potere che nesusno potrá mai toccarla sul serio. Basta poi leggere le reazioni sdegnate di un Casini qualsiasi, quando il tesorierie del suo partito viene accusato di aver intascato una valigetta di 200mila euro, per capire che Mani Pulite è oramai un pallido ricordo. Con questi partiti e questa classe politica, è chiaro che la disaffezione del cittadino lambda non potrá che aumentare. I partiti politici, checché ne dica D’Alema, sono oramai parte del problema e sempre meno della soluzione. Fanno gli affari loro e non certo quelli nostri. Guardiamo i coatti della Lega e il loro parlamento padano. Tante sbruffonate contro Roma ladrona e poi cos’hanno fatto in questi anni al governo? Occupato le loro belle “cadreghe”, dimostrato una capacitá ridicola di gestione economica-finanziaria (Credieuronord - http://www.giornalettismo.com/archives/59269/banche-lega-ricordiamoci-credieuronord/ ) e poi, a livello di qualitá personale, espresso il loro meglio con Calderoli e le sue magliette. Nemmeno quando il loro fedele alleato era degenarato a livelli triviali, bordelli e puttane a piú non posso, non hanno osato dire nulla, anche perché secondo quanto racconta il libro su Bossi, “Umberto Magno”, di Leonardo Facco, il Senatur, almeno prima dell’ictus che l’ha colpito nel 2003, “andava un po’ con tutte” e, soprattutto, quelle che andavano con lui avevano assicurato un posto di prestigio, nel partito o fuori (http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/bossi-sesso-luisa-corna-donne-663105/).

Ma sia chiaro, trovarne uno di partito che non sia affetto da questi problemi, sembra operazione impossibile. Esiste un roblema di fondo: mentre il capitalismo finanziario a livello mondiale si estende a macchia d’olio, travolgendo pian piano tutti i baluardi democratici (vedi la fine dei ragazzi di Occupy Wall Street a New York), a scala nazionale o comunque piú limitata, non ci si prepara a difenderci. L’Unione Europea in quanto tale non riesche a schiodarsi da una visione economicista, in linea con gli stessi rpesupposti ideologici del male che vorrebbe curare. La dimensione sociale e politica del’Unione non si è voluta fare, preferendo priorizzare la parte economica, avendo in mente un modello di relazioni sociali dove comanda uno, il dio denaro, e gli altri abbozzano. I diritti dei lavoratori devono essere negoziabili, al ribasso ovviamente, mentre i diritti del dio denaro e delle sue vestali (banche e istituzioni finanziarie) sono per definizione intoccabili.
Per metter in chiaro i rapporti di forza, il nuovo paese leader mondiale, la Cina, ha deciso di cominciare a sostituire gli operai in maniera definitiva mettendo al loro posto i robot: leggete I robot non si suicidano: ecco la soluzione finale Foxconn http://www.tomshw.it/cont/news/i-robot-non-si-suicidano-ecco-la-soluzione-finale-foxconn/34624/1.html. Le dichiarazioni del presidente Foxconn, Gou Tai-ming, sono quanto di piú chiaro si possa chiedere a un padrone industriale: "per ora" gli operai possono stare tranquilli; i cyber-colleghi si limiteranno a svolgere "mansioni pericolose, operazioni di precisione e operazioni che espongono agli effetti di sostanza tossiche".

Leggo un articolo interessante sul Le Monde Diplomatique di questo mese (Salvare il genere umano, non solamente il Pianeta, di Lucien Sève): effettivamente le considerazioni fatte dall’autore sulla mondializzazione via la finanza e sui suoi comprimari, in primis l’estremismo religioso, meritano di essere lette con attenzione.
Noi siamo qua a sperare che Monti ci riporti a galla, pagando bollette e debiti, ma alla fine non ci interroghiamo sul dove ci stia portando questo treno. Siamo sempre meno attori del nostro sviluppo, entriamo in un’era emergenziale dove bisogna lasciar perdere i nostri diritti, i nostri bisogni, in nome di necessitá superiori presentate con giustificazioni inoppugnabili: salvare l’economia se vogliamo salvare il mondo. Chi ci lavora nell’Emergenza sa che è il miglior sistema per non rispettare le regole e saltare tutti i paletti esistenti. D’altronde basta ricordarsi del nostro campione nazionale Bertolaso: non una delle sue oepre fatte in emergenza è riuscita a resistere negli anni, o vanno giú da sole per lacattiva qualitá dei materiali oppure sono i tribunali a metterci lo zampino a causa delle truffe che si sono mascherate dietro.

Questo è lo scenario dove vogliono portarci. Monti non puó farci nulla, a parte, se gli va bene, tirarci fuori (col nostro aiuto) da questa m… Ma se non si fa fuori questa casta, se gli industriali non cambiano passo nelle loro concezioni medioevali delle relazioni sociali, se le gilde del commercio non cominciano ad accettare il patto sociale e quindi a pagare anche loro le tasse, lo stesso per le professioni liberali, difficile che ne veniamo fuori. Chiedere sempre agli stessi, operai, classe media, funzione pubblica, difficilmente sará sopportabile, e reazioni anche violente devono essere attese.

Ma anche se ne veniamo fuori, ricordiamoci che siamo periferia e non centro dell’Impero e che quello che si prospetta come futuro immediato è ancora peggio. Dicevo alcuni giorni fa che bisogna rimettersi al lavoro, con l’impegno di tutti. Un processo lungo, la soluzione non è giá costruita, bisogna mettercisi d’impegno, assieme.. forza ….

South Africa: One Step Behind


Years ago, Madness made a big success with this song: One Step Beyond. Not sure if South Africa Gvt will made the same with their One Step Behind Press Law

Ciudad del Cabo (Agencias/RNW) - El parlamento de Sudáfrica aprobó una ley que restringe la publicación de documentos sensibles.Esa controvertida ley no está libre de críticas que acusan al partido gubernamental, Congreso Nacional Africano, ANC, de poner en peligro la democracia. La ley, llamada de "Protección de las informaciones del Estado", amenaza con enviar a prisión por cinco años a los periodistas que publiquen datos secretos, o de 25 años de cárcel si se presume que se trata de espionaje.
http://www.rnw.nl/espanol/bulletin/diputados-sudafricanos-aprueban-controvertida-ley-de-prensa

Afrique du Sud: l’Assemblée nationale vote un projet de loi controversé sur la presse
L’Assemblée nationale sud-africaine a adopté, ce mardi 22 novembre 2011, un projet de loi très controversé sur la protection de l’information. Un texte qui restreint la publication des documents secrets. Il prévoit jusqu’à cinq ans d’emprisonnement pour les personnes dévoilant des secrets d’Etat. Les journalistes d’investigation qui révèlent des affaires et leurs sources pourraient donc se retrouver devant les tribunaux. Lundi, plusieurs rassemblements étaient organisés dans le pays contre ce projet de loi.
http://www.rfi.fr/afrique/20111123-assemblee-nationale-vote-projet-loi-controverse-protection-informations

South Africa Passes Law to Restrict Reporting of Government SecretsBrushing aside protests by press-freedom advocates and heroes of South Africa’s anti-apartheid struggle, Parliament overwhelmingly passed a contentious bill on Tuesday that will severely restrict the ability of journalists to report any information deemed to be a government secret.
http://www.nytimes.com/2011/11/23/world/africa/south-african-parliament-to-vote-on-press-law.html

África do Sul aprova lei que protege segredos no governoO partido governista Congresso Nacional Africano (CNA) apresentou e aprovou em voto um projeto de lei no Parlamento da África do Sul nesta terça-feira, 22, para proteger segredos de Estado, apesar das fortes críticas e objeções da oposição, a qual inclui desde conservadores brancos a nacionalistas negros, grupos que eram inimigos na era do Apartheid. A lei foi aprovada por 229 votos a favor e 107 contrários.
http://www.estadao.com.br/noticias/internacional,africa-do-sul-aprova-lei-que-protege-segredos-no-governo,801699,0.htm