lunedì 6 agosto 2018
2018 L36: Maylis de Kerangal - Tangente vers l'est
Gallimard, 2012
"Ceux-là viennent de Moscou et ne savent pas où ils vont. Ils sont nombreux, plus d’une centaine, des gars jeunes, blancs, pâles même, hâves et tondus, les bras veineux le regard qui piétine, le torse encagé dans un marcel kaki, allongés sur les couchettes, laissant pendre leur ennui résigné dans le vide, plus de quarante heures qu’ils sont là, à touche-touche, coincés dans la latence du train, les conscrits."
Pendant quelques jours, le jeune appelé Aliocha et Hélène, une Française montée en gare de Krasnoïarsk, vont partager en secret le même compartiment, supporter les malentendus de cette promiscuité forcée et déjouer la traque au déserteur qui fait rage d’un bout à l’autre du Transsibérien. Les voilà condamnés à fuir vers l’est, chacun selon sa logique propre et incommunicable.
Una storia da treno, attraversando l'immensa Siberia. Lettura estiva, sans plus.
sabato 4 agosto 2018
Sparare cannonate all’aria
Ovvero, il perché questa sinistra non tornerà più a governare per decenni.
Grazie all’azione combinata dei due Matteo, Renzi e Salvini, mai come in questi mesi si sono sentite e lette iniziative volte a ri-stimolare il popolo di sinistra a mettersi in azione per cambiare lo stato delle cose.
In questi ultimi giorni annoto la lettera di Zingaretti alla Repubblica, un accorato appello lanciato da Cacciare (sempre su Repubblica) e infine il dibattito promosso da Michela Murgia e Zerocalcare sulle pagine dell’Espresso (stesso gruppo editoriale). Magari fuori da questo gruppetto ce ne sono altre, ma mi limito ad alcune considerazioni su queste.
L’iniziativa di Murgia era partita bene, essendo lei una scrittrice concreta e molto terra terra, cosa per cui avevo letto con piacere il suo primo intervento. Poi arrivò Bergonzoni, ed è stato come quando l’aereo decolla e parte verso i cieli. Bello e provocante il titolo, è tempo di passare dal sofà al so fare, ma poi l’autore è partito scrivendo in un modo tale che conferma, se ce ne fosse bisogno, che gli intellettuali di questa sinistra vivono a distanze siderali rispetto alla gente comune. Se non hai almeno due dottorati (io ne ho uno solo) non si capisce un’acca di cosa voglia fare nel concreto il Bergonzoni, a parte dimostrare il saperci fare con la lingua italiana.
Dietro di lui arriva l’appello dei maschi. Filosofi e quanto altro già in prima linea per lanciare la campagna delle europee dell’anno prossimo, con lo stesso difetto di fondo. In mezzo alla gente non ci sono mai stati, funzionano sempre col vecchio riflesso pavloviano che quando i tempi si fanno duri rimangono solo gli uomini a lanciare le discussioni. Insomma, verrebbe da dire che tanto quelli di questo appello come quelli del dibattito dell’Espresso dovrebbero cambiar vita, prendere in mano una pala da dieci chili ed andare a lavorare i campi. Magari basterebbe che si rendessero conto di essere anche loro parte del problema, fare dei bagni di umiltà alle sei del mattino quando è ora di alzarsi, e poi ascoltare la “ggente”, fare lo sforzo per capire perché si sentono soli, abbandonati da governi detti di sinistra, da uno Stato inesistente se non nella vessazione quotidiana e quindi facili prede di percezioni del tipo di quelle contro i migranti.
Che il PD in questi anni abbia contribuito non poco a creare il letto dove si sono stesi Giggino e Salvini, ecco magari sarebbe una domanda da porsi. Uno invece legge la lettera di Zingaretti e gli cascano le braccia e non solo. Idee generiche, del tipo che i francesi chiamano y’a qu’a, faut qu’on….. insomma una lettera da vecchio che non ha nessuna capacità autocritica vera e quindi nulla da proporre.
Non ne trovi uno (e forse nemmeno una) a sinistra capaci di porsi la domanda del giorno: come mai noi che siamo stati al governo così tanti anni abbiamo lasciato una scuola in queste condizioni, un mondo del lavoro disastrato, non abbiamo combattuto le mafie e le ecomafie, non abbiamo eliminato il caporalato, non abbiamo intrapreso una vera politica di recupero dei territori … potrei continuare per ore a enunciare tutto quello che non è stato fatto. Perché non se lo chiedono? Passando poi al tema immigrati, ripeto le solite domandine che continuo a mettere su questo blog e che mi valgono risposte un po’ blande da parte di amici: perché la nostra sinistra in 30 anni non è stata capace di farsi carico di una iniziativa italiana, europea, mondiale sul tema dello sfruttamento intenso che facciamo noi del nord delle risorse del sud? Perché per ragioni di bassa convenienza politica abbiamo sempre appoggiato delle classi dirigenti corrotte e servili (nei nostri confronti) facendo capire alle deboli società civili locali che noi, Italia e noi, Europa, al dunque non saremmo mai stati lì a difenderli? Perché non abbiamo ripulito l’ENI da quei tanti manager ladroni e corruttori che ne fanno di tutti i colori per avere un contratto all’estero e poi ci portiamo addirittura l’ENI nelle discussioni sul futuro della Libia? Perché così fan tutti? Ma allora cosa vuol dire essere di sinistra?
Continuiamo a sproloquiare sulla necessità di aiutare gli immigrati. Benissimo, allora i responsabili politici di questa sinistra (e di questa Chiesa cattolica) perché non hanno fatto e non fanno nulla a livello politico nei confronti delle imprese rapinatrici e dei dittatori da quattro soldi che abbiamo messo in Africa? Il livello delle analisi sul tema migranti è realmente desolante. Spendiamo i soldi che andrebbero alla cooperazione internazionale (che già sono bruscolini) per allestire compie aiutare gli immigrati in Italia. In altre parole stiamo dicendo loro: a casa vostra non vi aiutiamo, cercate di attraversare il mare e, per quelli che non muoiono, abbiamo qualche briciola da darvi e poi ci facciamo le foto assieme.
Il caporalato che sfrutta gli immigrati a 3 euro al giorno a raccogliere pomodori si trova in Siberia o nel territorio della repubblica italiana? E come mai non siamo riusciti a debellare nemmeno questo? Come mai non spendiamo soldi per la ricerca universitaria, costringendo così una massa enorme di diplomati e laureati del sud ad andarsene via? E’ colpa di Salvini e Giggino? Chi ha fatto i patti con la mafia, mettendo in mezzo carabinieri, servizi segreti, politicanti di vario bordo? E siamo ancora qua a stupirci che la “ggente” non ne voglia più?
Volete rimettere in piedi la sinistra? Bene, allora cominciate col chiedere, conditio sine qua non, che l’attuale gruppo dirigente tanto di PD come di LEU e di qualsiasi altro gruppo che si richiami a questa sinistra, se ne vada seduta stante. Azzerare e basta. Poi va bene andare a cercare le realtà locali come fa l’Espresso, ma restano sempre di respiro corto, sempre la stessa ottica di aiutare i deboli a casa nostra, mai che si rifletta sulla necessità ovvie di cambiare direzione di politica economica e di modello politico. Questo modello che piace tanto al PD di oggi e di ieri è un modello di economia neoliberale che nel mondo ha fatto ripartire verso l’alto le statistiche della fame nel mondo. Quelle della povertà sono sempre rimaste a livelli altissimi, circa la metà della popolazione mondiale e, da una decina d’anni a questa parte, anche la classe media sta pagando il conto.
La ricchezza degli straricchi aumenta a dismisura e l’unica cosa che riescono a dire questi “leader” è di piangere sulla morte di un servo, fedele e capace, ma sempre servo, del capitale (finanziario) come Marchionne. Ogni giorno che passa questi partiti e questi intellettuali di contorno si allontana sempre più dalla vita reale, da chi non ha lavoro, da chi non capisce perché il figlio di un consigliere politico PD tira uova in faccia a una persona di colore e allora è un cretino, questo stesso partito che poi viene a blaterare di difesa dei diritti… ma de che? dicono a Roma….
Salvini e Di maio saranno anche degli inetti, Salvini sarà (anzi è) un razzista, ma ciò non toglie che se sta li qualcuno ce l’ha messo.
Non combineranno nulla nemmeno loro, perché i presuppostioosti non ci sono: non si parla di cambiare radicalmente modello politico e ancora meno di politica economica, non si arriva a capire le cause di questi fenomeni crescenti di migrazione che non potranno essere bloccati dal mediterraneo e quindi i risultati non ci saranno. Allo stato attuale, data l’incapacità della sinistra di riflettere seriamente su queste cose, l’esito più probabile è che mano a mano che le cose andranno peggio l’asse elettorale si sposterà ancora più a destra.
Ricordiamoci che abbiamo qualche milione di immigrati fermi alle frontiere dell’Unione e questo grazie a Libano, Giordania e Turchia. L’ordine di grandezza delle cifre sta sui nove zeri… non sappiamo cosa fare con questi quattro gatti attuali e anzi siamo contenti, sempre popolo di sinistra, del fatto che da centomila siano scesi a quindici-venti. E gli altri ottantamila? Vogliamo andare a vedere come sono le condizioni nelle galere libiche e nei campi creati da Minniti (il Salvini del PD)?
Concludendo, fatela finita con questi discorsi da salotti chiusi. Aprite le finestre e tornate a vivere e a studiare e magari un giorno una nuova classe dirigente di sinistra riuscirà a emergere. Ma finché tenete il tappo sopra, mantenendo i vecchi e usando la lingua italiana per chiarire quanto lontani siamo, noi e voi, allora non ci resta che piangere.
lunedì 30 luglio 2018
26 Juillet, mariage Charlotte - mon discours / matrimonio Charlotte, il mio discorso
E mo’ me tocca
Partiamo dalle emozioni.
Erano i primi mesi del 1988, tua nonna se n’era andata da poco
e un giorno tua madre tornò a casa con la notizia che era incinta
non ringraziammo Dio, ma i medici dell’Ospedale di Denfert-Rochereau.
Un pensiero forte andò anche a lei, mamma Frida, di cui porti il nome per la vita.
La notte del 26 novembre ti annunciasti presto, e alle 1,30 eravamo già per strada
Nella fretta dimenticammo anche i vestiti, per cui alle 7 di mattina, sabato, tornai a casa
Sembrava cosa fatta, e cominciai a chiamare un po’ di amici per avvisarli che Charlie arrivava
Credo che più d’uno m’abbia mandato a quel paese, ma non ascoltavo più, troppo preso da quel tuo arrivo
Il travaglio in realtà andò per le lunghe, e fu solo alle cinque del pomeriggio che un’infermiera mi chiamò nel corridoio
Veniva avanti con un qualcosa avvolto dentro un telo verde e mi disse: Monsieur Groppo?
Credo che questa sia per lei…
Facile dire che non sapevo cosa fare; non avevamo fatto corsi per diventare genitori, al massimo un libro che poi nemmeno leggemmo. L’infermiera lesse nei miei occhi e prima che potessi dire qualcosa mi tranquillizzò: adesso bisogna lavarla, mi segua…
Commençons par les émotions.
C'était les premiers mois de 1988, ta grand-mère venait de partir
Et un jour ta mère est rentrée avec la nouvelle qu'elle était enceinte
Nous n'avons pas remercié Dieu, mais les médecins de l'Hôpital de Denfert Rochereau
Une pensée forte fut aussi pour ma mère Frida, dont tu porte le prénom à vie
La nuit du 26 novembre tu t’annonça très tôt, et à 1h30 nous étions déjà dans la rue
Dans notre hâte, nous avions également oublié les vêtements, donc à 7 heures du matin, samedi, je suis retourné à la maison
Il semblait que c'était fait, et j'ai commencé à appeler quelques amis pour leur faire savoir que Charlie arrivait
Je crois que plus d'un m'a envoyé balader, mais je n’écoutais plus, trop occupé avec ton arrivée
Le travail en réalité a duré longtemps, et ce n'est qu'à cinq heures de l’après-midi qu'une infirmière m'a appelé dans le couloir
Elle avait dans les bras quelque chose enveloppé dans un drap vert et m'a dit: Monsieur Groppo?
Je pense que c'est pour vous ...
Bien évidemment je ne savais pas quoi faire ; nous n'avions pas fait de cours pour devenir parents, tout au plus un livre que nous n'avions même pas lu. L'infirmière lisait dans mes yeux et avant que je puisse dire quoi que ce soit, elle me rassura: maintenant vous devez la laver, suivez-moi ...
Il tuo primo bagno. Imparare a sentire se l’acqua fosse troppo calda mettendo il gomito, poi tenendoti la testa e con l’altra mano lavarti. Istanti che non si dimenticano. Asciugarti, vestirti e metterti nella culla, tutti gesti che sarebbero diventati comuni nei mesi seguenti, dato che Christiane dovette tornare a lavorare a due mesi dal parto. Lei ti lasciava la mattina e io ti riprendevo la sera, ti lavavo, ti cambiavo, ti davo da mangiare e poi a letto. Mi sono sentito da subito un vero mammo e continuo ad esserlo ancora oggi.
Sei diventata grande in fretta, il Cile e la “queca" che ballavi così naturalmente: “mi paìs" dicevi e già allora si capiva che eri figlia del mondo.
Il liceo arrivò in un baleno e così anche quella banda che ti accompagna ancora oggi. L’incidente in moto ci fece capire a tutti e tre la fragilità della vita, quanto poco ci volesse per trasformare la gioia della libertà conquistata con lo Scarabeo in una paura che non ci ha lasciato mai da allora.
Non potrò (anzi, non potremo) mai dimenticare l’ultimo mese del liceo quando preparavate l’esame di maturità: lo sforzo fatto assieme a alcuni dei tuoi compagni, per far sì che anche il povero Francesco… riuscisse a passarlo. Ecco, quello fu uno dei momenti più emblematici di cosa volesse dire per noi la scuola italiana: portare avanti il gruppo e non l’individuo, aiutare chi stava più indietro, per infermità o per difficoltà di apprendimento. Quei tanti maestri e maestre che ti (vi) hanno insegnato come fosse fondamentale pensare agli altri prima che a se stessi, sono fra quelli da ringraziare oggi che sei grande, adulta e matura.
Nonna Alfrida non l’hai conosciuta, ma sarebbe sicuramente stata felice di esser qui oggi, così come nonno Angelo con quel suo sorriso che ritrovo in te.
Ton premier bain. Apprendre à sentir si l'eau est trop chaude en mettant le coude, puis en tenant ta tête et en utilisant l’autre main pour te laver. Des moments qui ne peuvent pas être oubliés. T’essuyer, t’habiller et te mettre au berceau, tous les gestes qui deviendront courants dans les mois suivants, puisque Christiane a dû retourner au travail deux mois après l'accouchement. Elle te quittait le matin et je te reprenais le soir, pour te laver, te changer, te donner à manger et ensuite au lit. Je me suis immédiatement ressenti un vrai “mammo” et je continue à l’être encore aujourd'hui.
Tu as grandi vite, le Chili et la "queca" que tu dansais si naturellement : "mi paìs" tu disait et déjà alors on sentait que tu étais la fille du monde.
Le lycée est venu en un éclair et avec lui ce groupe qui t’accompagne depuis. L'incident avec la mobylette nous a fait comprendre à tous les trois la fragilité de la vie, le peu qu’il fallait pour transformer la joie de la liberté conquise avec ton Scarabeo dans une peur qui ne nous a jamais quittés depuis.
Je ne peux pas (en fait, nous ne pouvons pas) oublier le dernier mois de lycée lorsque vous prépariez le BAC: l'effort fait avec tes compagnons, pour que même le pauvre Francesco ... réussisse lui aussi. Cela a était pour nous l'un des moments les plus emblématiques de ce que l'école italienne signifiait : pousser le groupe et non l'individu, aider ceux qui étaient moins bons, par suite d'infirmités ou de difficultés d'apprentissage. Ces nombreux “maestri” qui t’ont (vous ont) appris à quel point il est fondamental de penser aux autres avant que à soi même, sont parmi ceux à remercier aujourd'hui que tu est grande, adulte et mature.
Grand-mère Alfrida tu ne l’a pas connue, mais elle aurait certainement été heureuse d'être ici aujourd'hui, ainsi que grand-père Angelo avec son sourire que je retrouve en toi.
L’esperienza di Bologna fu dura, soprattutto all’inizio, giovane com’eri, ma grazie a Eleonora, i suoi genitori che vogliamo ringraziare oggi, e molto anche grazie al tuo carattere, sei riuscita a tirare fuori il meglio da quell’esperienza. Parigi e poi Milano hanno solo confermato che avevi una forza dentro, una energia che in tanti ti hanno sempre riconosciuta.
Per me un momento importante è stato anche quando mi hai detto qual era il tuo centro di interesse intellettuale: le questioni legate al genere, la parità di diritti e doveri, di opportunità, il battersi per una società più giusta, ecco, in quel momento mi sono detto che eri un po’ come me, diversa ma uguale in queste lotte che non finiranno mai.
Le feste e le cene continuavano a susseguirsi qui a casa, come un perno attorno al quale ruotavano quei compagni con cui vi seguite, stimate ed aiutate da quindici anni. Forse avevi in mente un modello simile, quello di Vicenza a casa di Consuelo, con gli amici di lassù, Alessandro, Anna, Michela, Roberto, Roberta e tanti altri.
L'expérience de Bologne a été difficile, surtout au début, jeune comme tu était, mais grâce à Eleonora, ses parents que nous voulons remercier aujourd'hui, et merci beaucoup à toi, t’as réussi à faire ressortir le meilleur de cette expérience . Paris puis Milan ont seulement confirmé que t’avait une force à l'intérieur, une énergie que beaucoup t’ont toujours reconnue.
Pour moi, un moment important a été aussi lorsque tu m'a dit quel était ton centre d'intérêt intellectuel : les questions de genre, l'égalité des droits et des devoirs, les opportunités, la lutte pour une société plus juste, voilà, à ce moment-là je me suis dit que tu étais un peu comme moi, différente mais égale dans ces luttes qui ne finiront jamais.
Les fêtes et les dîners continuaient à se succéder chez nous, comme un pivot autour duquel tournaient ces compagnons avec qui vous vous suivez, vous estimez et vous aidez depuis quinze ans. Peut-être t’avais un modèle en tête, celui de Vicenza chez Consuelo, avec les amis Alessandro, Anna, Michela, Roberto, Roberta et bien d’autres.
Sei cresciuta e, come era prevedibile, la tua vita ti ha portato a incrociare una persona importante. La regola che noi avevamo fissato, come sai bene, prevedeva di vivere assieme prima di decidere di formalizzare l’unione. E’ importante il vivere quotidiano, imparare a sopportare gli umori, buoni e cattivi, gli odori, le rabbie e le gioie di chi ti sta a fianco. Pungolarsi a vicenda, stimolarsi per crescere, e poi, sopra tutto, ovviamente l’amore. Vedendo Loic attraverso le tue parole ogni giorno che passava ci sentivamo più rassicurati. Un carattere forte, che non deve essere facile tutti i giorni, ma una persona che ci piace proprio, e siamo contenti stasera di essere qui a festeggiarvi tutti e due e augurarvi il meglio per il vostro futuro, così come il meglio lo auguriamo a Erwan e Lucie.
Tu a grandi et, comme c'était prévisible, ta vie t’a amené à rencontrer une personne importante. La règle que nous avions fixée, comme vous le savez bien, était de vivre ensemble avant de décider de formaliser l’union. Le quotidien est important, apprendre à supporter les humeurs, bonnes et mauvaises, les odeurs, les colères et les joies de la personne qui se tient à côté de toi. Se stimuler les uns les autres, se stimuler pour grandir, et par dessus tout, bien sûr, l’amour. En voyant Loic à travers tes mots chaque jour qui passait, nous nous sentions plus rassurés. Un caractère fort, qui ne doit pas être facile tous les jours, mais une personne que nous aimons vraiment, et nous sommes heureux ce soir d'être ici pour faire la fête avec vous et vous souhaiter à tous les deux le meilleur pour votre avenir, ainsi que pour Erwan et Lucie.
Per finire una parola su questo posto dove ci troviamo stasera. Ci sono con noi parecchie di quelle persone che ci hanno aiutato a far diventare Formelluzzo quello che vedete attorno. Sono stati importanti anche loro nella tua crescita, e non posso non fare una menzione speciale per Vezio, e per i nostri eroi bolognesi Alvaro e Giuseppe.
Pour finir un mot sur cet endroit où nous sommes ici ce soir. Nous avons parmi nous plusieurs personnes qui nous ont aidé à faire de Formelluzzo ce qu’il est devenu. Ils ont également joué un rôle important dans votre croissance et je ne peux manquer de mentionner spécialement Vezio et nos héros bolonais Alvaro et Giuseppe.
Viviamo un’epoca difficile, il futuro che vediamo davanti non fa sperare nulla di buono, ma ci portiamo dentro un convincimento sicuro. Come diceva il poeta di Pavana: “la mia parte ve la posso garantire”. Siamo sicuri, tua madre ed io, che la tua parte la farai, per te, per la tua famiglia, per quei figli che ci sono e per quelli che verranno, ma anche per gli altri, per chi soffre e non ha i mezzi per lottare. La parità di genere è una lotta paradigmatica per un mondo migliore, e ogni giorno di più ce ne rendiamo conto.
Adesso in alto i calici e festeggiamo con un augurio di cuore e
che la lotta continui
Nous vivons une époque difficile, l'avenir que nous voyons devant nous n’inspire rien de bon, mais nous avons en nous une conviction certaine. Comme l'a dit le poète de Pavana: “je peux vous garantir ma part”. Nous sommes sûrs, ta mère et moi, que tu assumera ta part, pour toi, pour ta famille, pour les enfants qui sont là et pour ceux qui viendront, mais aussi pour les autres, pour ceux qui souffrent et qui n'ont pas les moyens de se battre. L'égalité de genre est une lutte paradigmatique pour un monde meilleur, et de cela nous en sommes conscients chaque jour davantage.
Maintenant ”in alto i calici” et célébrons avec un vœu sincère et
que la lutte continue
domenica 22 luglio 2018
2018 L35: Marlo Morgan - Message des hommes vrais au monde mutant
Éditeur : J'AI LU (04/01/1999)
On les appelle le Peuple sauvage. Lorsque Marlo Morgan, Américaine tranquille, rencontre cette tribu d'aborigènes australiens, elle ne sait pas que sa vie va être bouleversée. Adieu cartes de crédit, loyer, échéances ! Dépouillée de ses vêtements, déconnectée de sa culture, la " mutante " est propulsée, pieds nus, dans le bush australien. Au contact de ses étranges compagnons, entre la peur et l'émerveillement, elle va apprendre à remplacer les médicaments par les plantes, les jetons de téléphone par la télépathie, la psychologie par la communion avec les animaux. Recevoir les dons généreux du hasard, devenir réel, entendre les messages de la nature auxquels nous sommes devenus sourds : tel est l'enseignement de ce récit insolite qui nous ouvre les portes d'une sagesse vieille de cinquante mille ans. Ecoutons battre, jaillies du désert, les pulsations d'une vie très ancienne : un monde de pureté nous est offert.
Rischia di essere il libro dell'anno. E ho detto tutto!!
2018 L34: Alberto Angela - Empire Un fabuleux voyage chez les Romains
Éditeur : PAYOT ET RIVAGES (06/04/2016)
Entre 115 et 177 ap. J.C., une pièce d'un sesterce passe de main en main à travers tout l'empire romain occidental. L'auteur imagine de nous faire rencontrer tous ceux et celles qui ont tenu cette pièce et nous fait voyager à travers les classes sociales et les types humains divers de cet empire antique. Sa fiction s'appuie toujours sur des témoignages d'archéologues et se donne toujours un objectif à la fois ludique et instructif.
E bravo Alberto. Si legge con piacere e si scoprono tantissime cose interessanti.
giovedì 19 luglio 2018
E' sempre carnevale: governo colombiano ancora peggio dei nostri governanti
A volte basta andar a prendere un caffè al bar ed eccoti lì.... la foto che non ti aspetti. Il nostro Pierfi, politico noto essenzialmente per le sue posizioni antidivorzismo, a favore della famiglia "tradizionale", con divorzi alle spalle, una ex compagna appartenente ancor più di lui alla casta imprenditoriale romana (i Caltagirone), insomma uno che ha imparato la sola arte che conta in Italia, cioè stare a galla, uno che è riuscito a diventare il candidato di bandiera del PD (quello di Renzi... sì, proprio lui) a Bologna (Bologna la rossa.... di vergogna)... insomma, sto soggetto che ovviamente è riuscito a beccarsi un incarico di prestigio nella legislazione precedente, presidente della commissione di relazioni esterne del senato, ha meritato (voce del verbo meritare... ricordate la meritocrazia tanto annunciata di Renzi?) un titolo onorifico: la orden de San Carlos en el grado de Santa Cruz (me cojoni...) e sapete per cosa? Non ridete:
por su apoyo al proceso de paz en Colombia como Presidente de la Comisión de Relaciones Exteriores de Senado y por su constante preocupación por los temas de Colombia y de América Latina.
Además, se reconoció su contribución a la elaboración de proyectos de cooperación italiana con Colombia en diversas áreas donde se destaca el sector agrícola.
http://www.cancilleria.gov.co/newsroom/news/ministra-relaciones-exteriores-condecoro-orden-san-carlos-grado-gran-cruz-senador
Casini, per meritarsi tutto questo, ha fatto una missione in Colombia, nel 2016, portando un messaggio del Presidente del Senato, che metteva a disposizione l'esperienza italiana nel tema dello sminamento
https://www.elespectador.com/noticias/paz/hemos-puesto-disposicion-de-colombia-nuestra-experienci-articulo-629319
Ripeto: me' cojoni!!!!!
Magari domani scrivo anch'io alla Cancelliera per vedere se magari danno anche a me un Cavalierato: in fin dei conti ho fatto varie missioni in Colombia occupandomi di conflitti, mettendo a disposizione la mia esperienza in materia di conflitti e post-conflitti e ho anche contribuito a formulare progetti nel settore agricolo. Forse però mi manca un qualche "pituto" politico ....
http://www.cancilleria.gov.co/newsroom/news/ministra-relaciones-exteriores-condecoro-orden-san-carlos-grado-gran-cruz-senador
Casini, per meritarsi tutto questo, ha fatto una missione in Colombia, nel 2016, portando un messaggio del Presidente del Senato, che metteva a disposizione l'esperienza italiana nel tema dello sminamento
https://www.elespectador.com/noticias/paz/hemos-puesto-disposicion-de-colombia-nuestra-experienci-articulo-629319
Ripeto: me' cojoni!!!!!
Magari domani scrivo anch'io alla Cancelliera per vedere se magari danno anche a me un Cavalierato: in fin dei conti ho fatto varie missioni in Colombia occupandomi di conflitti, mettendo a disposizione la mia esperienza in materia di conflitti e post-conflitti e ho anche contribuito a formulare progetti nel settore agricolo. Forse però mi manca un qualche "pituto" politico ....
mercoledì 18 luglio 2018
2018 L33: Franck Thilliez - Sharko
Fleuve Editions 2017
" Sharko comparait toujours les premiers jours d'une enquête à une partie de chasse.
Ils étaient la meute de chiens stimulés par les cors, qui s'élancent à la poursuite du gibier.
À la différence près que, cette fois, le gibier, c'était eux."
Eux, c'est Lucie Henebelle et Franck Sharko, flics aux 36 quai des Orfèvres, unis à la ville comme à la scène, parents de deux petits garçons.
Lucie n'a pas eu le choix : en dehors de toute procédure légale, dans une cave perdue en banlieue sud de Paris, elle a tué un homme. Que Franck ignore pourquoi elle se trouvait là à ce moment précis importe peu : pour protéger Lucie, il a maquillé la scène de crime. Une scène désormais digne d'être confiée au 36, car l'homme abattu n'avait semble-t-il rien d'un citoyen ordinaire et il a fallu lui inventer une mort à sa mesure.
Lucie, Franck et leur équipe vont donc récupérer l'enquête et s'enfoncer dans les brumes de plus en plus épaisses de la noirceur humaine. Cette enquête autour du meurtre qu'à deux ils ont commis pourrait bien sonner le glas de leur intégrité, de leur équilibre, et souffler comme un château de cartes le fragile édifice qu'ils s'étaient efforcés de bâtir.
Un autore che mi piace. Libri sempre ben preparati, storie complicate e avvincenti. Se non fosse già stato nelle top precedenti ci starebbe anche stavolta. Consigliato.
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