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giovedì 2 maggio 2013

2013 L13: Les vieilles - Pascal Gautier



Résumé : Il y en a une qui prie, une autre qui est en prison, une autre encore qui parle à son chat, et certaines qui regardent les voisines de haut en buvant leur thé infect. Leurs maris ont tous disparu. Elles sont vieilles, certes, mais savent qu'elles pourraient bien rester en vie une ou deux décennies encore, dans ce pays où il n'est plus rare de devenir centenaire. Alors elles passent leur temps chez te coiffeur, à boire et à jouer au Scrabble, à essayer de comprendre comment fonctionne un téléphone, à commenter les faits divers, à critiquer leur progéniture qui ne vient pas assez, à s'offusquer de l'évolution des mœurs... Elles savent que le monde bouge, et qu'elles devraient changer leurs habitudes, mais comment faire, à leur âge? Aussi, l'arrivée de Nicole, une " jeunesse " qui entame tout juste sa retraite, et l'annonce d'une catastrophe imminente, vont perturber leur quotidien. Ce nouveau roman de Pascale Gautier est irrésistible par sa fraîcheur, sa volonté de prendre avec humour le contre-pied de certaines idées reçues sur la vieillesse. On y retrouve avec délectation la causticité et la liberté de ton qui caractérisent ses précédents textes.

Francamente, dovrei fare una classifica dei libri più deludenti... questo sarebbe molto in alto in classifica...

lunedì 29 aprile 2013

2013 L12: Dizionario delle cose perdute - Francesco Guccini

Una volta, c'era la banana: non il frutto amato dai bambini, bensì l'acconciatura arrotolata che proprio i bimbi subivano e detestavano ma che veniva considerata imprescindibile dai loro genitori. I quali, per bere un buon espresso, dovevano entrare al bar e chiedere un "caffè caffè", altrimenti si sarebbero trovati a sorbire un caffè d'orzo. Una volta, per scrivere, non c'erano sms o e-mail, ma si doveva dichiarare guerra ai pennini e uscire da scuola imbrattati d'inchiostro da capo a piedi. Una volta, si poteva andare dal tabacchino, comprare una sigaretta - una sola - e fumarsela dove meglio pareva: non c'erano divieti, e i non fumatori erano una gran brutta razza. Una volta, i bambini non cambiavano guardaroba a ogni stagione, andavano in giro con le braghe corte anche d'inverno e - per assurdo contrappasso - col costume di lana d'estate. Una volta, la Playstation non c'era, si giocava tutto il giorno per strada e forse ci si divertiva anche di più. Una volta, al cinema pioveva... Con un poco di nostalgia, ma soprattutto con la poesia e l'ironia della sua prosa, Francesco Guccini posa il suo sguardo sornione su oggetti, situazioni, emozioni di un passato che è di ciascuno di noi, ma che rischia di andare perduto, sepolto nella soffitta del tempo insieme al telefono di bachelite e alla pompetta del Flit. Un viaggio nella vita di ieri che si legge come un romanzo: per scoprire che l'archeologia "vicina" di noi stessi ci commuove, ci diverte, parla di come siamo diventati. 

Inclassificabile... una lettura per il piacere di ricordare le cose di una volta.... mancano peró la bicicletta, il pallone e altre cosette...

Spari a Palazzo Chigi: fine della luna di miele

Nemmeno il tempo di giurare, e ancor meno di godersi la luna di miele che molti giornalisti si prendevano a disegnare ieri nei giornali. Il signor Nessuno è arrivato davanti al Palazzo e si è messo a sparare. Benvenuti sul pianeta terra, località Italia. Questa NON è ordinaria follia, come provano a descriverla i telegiornali immediatamente successivi. Uno squilibrato, uno esaurito... ci provano a non voler vedere da dove venga questa "follia", ma è inutile nascondersi, questa è opera della crisi economica che da vent'anni viene avanti grazie a un governo inesistente, col suo lider carismatico in preda alle follie di garndeur e alla difesa dei suoi interessi personali anche, e soprattutto, a costo dell'interesse generale.

E adesso la crisi è lì, le piccole industrie chiudono una dietro l'altra, lo stato non funziona e non paga i suoi debiti strangolando sempre di più chi lavora. E cosa fanno, quelli dei piani alti? Fanno il governo con chi ci ha portato a questa crisi.

Ricordiamocelo quando queste scene, non più di individui ma di gente che non ne può più, arriveranno sotto i portoni dei palazzi a protestare. Pensare che la stessa gente che ci ha portato fin qua riesca poi ad avere il coraggio per prendere quelle decisioni non prese durante vent'anni... beh bisogna avere realmente fede in Dio...

sabato 27 aprile 2013

E la nave va... ma verso dove?

Dice che hanno fatto il governo, tante facce nuove, D'Alema eliminato, ancora non ci credo. Vedo tante facce femminili, giovani, insomma il giovane Letta non si può dire che non ci provi.

Domani la nave salpa.

Tutti lì a incensare l'unico governo possibile, l'alleanza col Caimano. Sottotraccia, per non spaventare nessuno, ma resta lui a dettare le carte.

Vedremo presto se riusciranno ad uscire dal porto, cosa a cui non credo assolutamente. I confini del porto sono vicini, fra un mese o poco più dovrebbero arrivare le due colonne d'Ercole delle sentenze Mediaset e Ruby. Chi scommette che, in caso di colpevolezza, il Caimano dirà che lui rispetta il giudizio dei magistrati e che questo non influirà sulla tenuta del governo? Io non ci metto neanche mezza sterlina. Il sospetto è che abbiano trattato, sottobanco. Nessun giornale sembra ricordarlo, tutti lì a parlare della crisi economica e della necessità di far qualcosa. Due programmi antitetici, domande sociali che se non soddisfatte fanno pensare a un ritorno agli anni 70 e, dietro tutto questo, l'unica cosa che realmente gli interessa: star lontano dal gabbio.

Arrivederci fra un mese.... metto lo champagne in frigo...

venerdì 26 aprile 2013

ESPERANZA: 24 Aprile - Portici (NA)



Il 24 aprile presso l'Università Federico II, Facoltà di Agraria, è stata realizzata un'altra presentazione del libro Esperanza, grazie all'organizzazione della Prof. Maria Rosaria Carillo.
Bellissimo il luogo, molto buona la presenza e ancor di più la discussione che ha fatto seguito alla presentazione.
Continuiamo il Tour. Paolo

martedì 23 aprile 2013

Repetita Iuvant?



Per strada stamattina pensavo all’arrocco, una  mossa scacchistica che consiste nel muovere il re di due case a destra o a sinistra in direzione di una delle due torri e successivamente muovere la torre (verso la quale il re si è mosso) nella casa accanto alla casa occupata dal re. L’arrocco ha uno scopo importante nell’apertura delle partite perché permette di rafforzare la difesa del re e nel contempo mettere la torre in una posizione più attiva.

Pensavo a questo dopo essermi riletto il discorso di Re Giorgio e gli applausi indecenti che una classe politica allo sbando gli riservava. Si sono difesi come potevano, essendo oramai allo sbando, autisti incapaci di condividere il comune sentire della gente fuori da quei palazzi. Si difendono, chiudendo porte e portoni, facendo spallucce alle critiche durissime come riguardasse qualcun altro. Solo i grillini e i sellini hanno, coerentemente, ricordato che lì dentro si stavano solo scavando la fossa.  

Che il caimano fosse contento lo si può capire, ogni giorno che passa lo allontana dai processi in corso e da quelli da venire. Essendo lui proprietario unico del suo partito, avendoli comprati tutti fino all’ultimo, può permettersi di fare e disfare il paese a suo piacimento e interesse. Che i civici a loro volta fossero soddisfatti, anche questo si può capire: tutto pur di evitare la scomparsa (chi si ricorda più di Fini, uno dei tre proprietari del partito?).

Ci resta l’ex PD, il participio passato che deve solo certificare a se stesso di essersi suicidato. 

Vedremo se il Notaio passerà oggi in Sede, in occasione della riunione interna, o se si dovrà aspettare ancora qualche tempo.

Resta che questi deputati e senatori, per ragioni diversissime tra loro, ma accomunati nella stessa incapacità di coniugare l’interesse nazionale con le loro piccole voglie personali, hanno pensato di trovare la soluzione riproponendo il Presidente uscente. Pensavano in questo modo di realizzare il salto della quaglia, disorientando un’opinione pubblica che non li regge più, rimettendo al suo posto Giorgio Napolitano, facendolo diventare “Re” (fra virgolette) e dimostrando così la loro totale incapacità a guardare avanti. Il fatto poi che si parli di Giuliano Amato come possibile Premier, la dice lunga su come questi politici guardino avanti con gli occhi sulla nuca.

Che poi il Presidente uscente abbia accettato, non rendendosi conto del prezzo che dovrà pagare in termini di credibilità con quel popolo progressista che l’aveva sostenuto all’inizio del settennato scorso, lascia pensare che, ancora una volta, la vecchia classe politica parli un linguaggio di interessi che le sono propri e che il richiamo della foresta sia stato più forte di tutto. Accettare l’incarico per difendere, nei fatti, questa classe politica, vuol dire accettare di farsi trascinare in pieno in quel “teatrino della politica” che, a parole, tante volte si era criticato e detto di voler cambiare. Forse mai come stavolta repetita NON iuvant.

lunedì 22 aprile 2013

2013 L11: Les visages - Jesse Kellerman

Sonatine Editions, 2009

Lorsque Ethan Muller met la main sur une série de dessins d’une qualité exceptionnelle, il sait qu’il va enfin pouvoir se faire un nom dans l’univers impitoyable des marchands d’art. Leur mystérieux auteur, Victor Crack, a disparu corps et âme, après avoir vécu reclus près de quarante ans dans une maison délabrée. Dès que les dessins sont rendus publics, la critique est unanime : c’est le travail d’un génie. Mais les ennuis commencent lorsqu’un flic à la retraite reconnaît sur certains portraits les visages d’enfants victimes des années plus tôt d’un mystérieux tueur en série. Ethan va alors se lancer dans une enquête qui va bien vite virer à l’obsession.C’est le début d’une spirale infernale à l’intensité dramatique et au coup de théâtre final dignes des plus grands thrillers.

Premier roman traduit en France de Jesse Kellerman, Les Visages se place d’emblée au niveau des plus grands livres du genre, que ce soit Ne le dis à personne d’Harlan Coben ou L’Analyste, de John Katzenbach.

Questo é quanto dicono alcune delle recensioni fancesi. Ma poi lo leggi e lo trovi francamente palloso. L'intrigo non é granché, lo stile nemmeno, insomma lungi da me l'idea di raccomandarlo. Passiamo al prossimo...