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lunedì 8 maggio 2017

Francia Elezioni: E adesso organizziamo l’opposizione unita della sinistra





La triade ha vinto: Draghi – Merkel e Macron assicurano un futuro tranquillo alle direttive della finanza internazionale. Battuta MLP, non ci sono più scuse per non impegnarsi sul serio a sinistra. Lo so che una parte dei socialisti, quelli attaccati alle cadreghe come dicono a Milano, si sono già venduti l’anima per mostrarsi amici di Macron. Non stupisce, d’altronde il PS da anni ha dimenticato dove stiano le classi lavoratrici e dove sia l’emarginazione sociale. Non ha dimenticato di abbassare i pantaloni di fronte alla Merkel, non ha dimenticato di ridurre i diritti dei lavoratori e soprattutto non ha dimenticato di regalare una valanga di soldi al MEDEF, la Confindustria francese, il cui costo stimato è di “40 milliards d'euros annuels” (https://www.marianne.net/politique/pacte-de-responsabilite-sans-les-emplois-faut-il-verser-les-7-derniers-milliards-aux).
Come anticipavo ieri, la vittoria di Macron è stata buona ma non travolgente. 25% di astensioni e 12% di voti bianchi o nulli più un 35% per MLP. Insomma, hanno poco da celebrare visto che i giochi duri iniziano adesso. Credo anch’io, come JLM, che un fronte progressista unito possa diventare una opposizione seria e articolata, ma soprattutto un movimento che riparte alla ricerca delle radici popolari perse per strada dai vari PS e PC. Sara una lotta lunga perché quel terreno è occupato da MLP da anni oramai, ma la speranza esiste proprio perché MLP porta con se un senso di paura e non di speranza come ha dimostrato JLM.
La legge elettorale francese può riservare molte sorprese, e ovviamente moltissimo dipenderà dalla qualità delle liste presentate – e dalla speranza che gli ultimi veri socialisti rimasti nel partito capiscano che oramai la sola salvezza sta nel raggiungere JLM e non nel farsi male come hanno fatto al primo turno. E’ probabile che gli elefanti PS che se ne vanno da Macron si portino dietro le loro clientele e tutti i loro contatti locali, ma non è affatto detto che questo si traduca in voti veri per Macron il quale avrebbe tutto interesse a buttarli fuori dalla barca.
Possiamo farcela ad avere una massa di parlamentari progressisti e popolari che metta fuori gioco Macron costringendolo a svelare la sua vera faccia di protettore della finanza e delle lobby agro-industriali. In questo nuovo governo, se mai nascerà, l’ecologia non entrerà nemmeno per sbaglio, basta leggere le dichiarazioni del candidato su questo tema. Si continuerà, accelerando, la distruzione dei diritti sindacali, per cui mi vien da pensare che l’autunno 2017 potrebbe essere caldo assai.
Invito quindi gli aventi diritto di voto e amici o parenti miei su FB, di scrollarsi di dosso l’apatia, tirare una linea definitiva su quel Macron che hanno votato per salvare la Repubblica, e comincino a darsi da fare per JLM, l’ultima speranza rimasta.

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