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domenica 27 maggio 2012

2012 L28: Charlotte Dufour - Amitiés afghanes

Fayard, 2011 Dix ans après le 11 Septembre et l'entrée en guerre des États-Unis contre l?Afghanistan, on devrait reparler de cette région? et pour une fois, on pourrait envisager de le faire avec une certaine empathie. Loin du discours surplombant des journalistes, sociologues ou essayistes qui ont passé une semaine en Afghanistan et pensent avoir tout compris du pays, loin des théories géopolitiques développées par les diplomates et des récits de soldats engagés sur le terrain, Charlotte Dufour propose un portrait tout en nuances, nourri par dix ans de présence quasi-ininterrompue dans diverses régions afghanes. Jeune humanitaire envoyée étudier les problèmes de malnutrition durant la période talibane, salariée du gouvernement afghan pendant la reconstruction puis mandatée par l?ONU pour y superviser les politiques liées à l?alimentation, elle a pu tisser des liens privilégiés avec ses interlocuteurs et souhaite corriger l?image que nos médias donnent d?un pays trop souvent réduit à la guerre et à l?intolérance des fanatiques religieux. A travers un récit parfois intime, elle raconte sa vie dans les faubourgs de Kaboul, comment elle parvient à entrer en contact avec les femmes afghanes, à entretenir des relations avec les hommes avec lesquels elle travaille et à nouer des amitiés indéfectibles avec les unes et les autres. Letto con curiosità, trattandosi di una collega di lavoro. La mia editrice dice sempre che il primo libro si scrive per se stessi, per buttar fuori quello che uno ha dentro. Ecco, Charlotte è riuscita in questo esercizio. Al di là dei ritratti delle persone incontrate, il libro è soprattutto un racconto della sua crescita personale, un percorso dai tratti comuni a chi si sia messo nel tema "humanitaire" o cooperazione allo sviluppo. Lettura interessante per capire meglio, visti dal di dentro, chi fossero questi Talibani e cosa ne sia del peso culturale nell' irrisolto problema dello sviluppo afgano.

sabato 26 maggio 2012

Cari socialisti francesi, cominciamo male

Leggo e rilancio. Il giornale Le Monde, datato sabato 26, riporta in prima pagina il caso del deputato Dosière, intrigante vecchietto di sinistra, "apparentato" PS (cioè eletto nelle liste PS pur senza esser iscritto al partito) il quale si è reso famoso in Francia per le sue battaglia sulla trasparenza dei costi nella politica (un po' come faceva da noi il liberale Biondi). Vari anni a spulciare i conti dell'Eliseo, libri pubblicati ed una fama ben meritata. Con lui la parola Etica cominciava a circolare di nuovo nel linguaggio politico. Addirittura, l'attuale primo ministro, nei giorni precedenti l'investitura, gli aveva chiesto di preparare una nota ad uso interno del futuro governo su come ridurre il livello delle spese eccessive (viaggi, consulenze etc.). Tutto bene? No, perchè in vista delle prossime elezioni legislative, il Nostro non ha ottenuto l'investitura del PS, che ha preferito candidare un altro membro del gruppo locale. Queste decisioni sono prese dal partito, la cui segretaria resta Martine Aubry, che sappiamo essere stata la candidata interna in forte opposizione a Hollande. Se l'idea è che il buongiorno si vede dal mattino, il povero Hollande ha ancora parecchio lavoro da fare.

giovedì 24 maggio 2012

Stunde Null

Lo Stunde Null rappresenta, per i tedeschi, l’ora zero, il 1945, quando la Germania uscì collassata dal secondo conflitto bellico. Ci avviciniamo anche noi a una situazione del tutto simile anche se diametralmente opposta: la Germania partì da li per ricostruirsi, non da sola ma dentro un disegno di largo respiro che, partendo da Adenauer e continuato poi da Brandt, Schmidt e Kohl, le permise non solo di rimettersi in piedi economicamente, ma di diventare un pilastro chiave per una costruzione europea alla quale tendevano pochi ma illuminati pensatori: Robert Schuman, Jean Monnet e il nostro Altiero Spinelli. La spinta iniziale non fu sufficiente; ci si fermò prima, vuoi per colpa delle paure di Mitterand, vuoi per mille altre ragioni. In questi ultimi anni ciò che abbiamo sotto gli occhi in maniera molto chiara è proprio la sparizione dei grandi visionari tedeschi e l’accaparramento dell’agorà da parte della Bundesbank. Comandano i banchieri (tedeschi) e non più gli illuminati filosofi che quella terra, che è stata la terra anche di parte della mia famiglia, ha prodotto in abbondanza nel passato. Adesso siamo lì come una barca esposta al vento, senza nocchiere che sappia indicare una visione strutturale, di lungo periodo. Ci circonda sempre di più la paura e cominciamo a cercare colpevoli. La storia siamo noi, nessuno si senta escluso, cantava anni fa De Gregori, ma sembra proprio che si cominci ad escludere, i Greci per primi e poi a ruota gli altri. Non abbiamo più memoria per ricordarci che solo quando abbiamo avuto un sogno comune, e le persone all’altezza della sfida, ci siamo non solo rimessi in piedi ma abbiamo anche fatto un salto sociale (e non solo economico) notevole. Nei prossimi giorni, oggi, domani, si deciderà non la sorte della Grecia, ma quella della nostra e delle prossime generazioni di europei non nati e che forse mai nasceranno. Torneremo a essere italiani, macedoni, spagnoli, lituani…. ? O sapranno svegliarsi in tempo, aprire un libro di storia o chiedere a qualcuno dei pochi grandi vecchi di raccontar loro cosa fece sì che il dopoguerra europeo produsse benessere, meno ansietà, più tensione emotiva verso il futuro? Barbara Spinelli ci prova con i suoi articoli di fondo, portandosi dietro quelle energie paterne che furono così importanti al’epoca. Se non leggete me, leggete almeno i suoi articoli, ne vale proprio la pena. Non vogliamo più andare verso l’ora zero, ma per farlo dobbiamo rimboccarci le maniche tutti noi.

domenica 20 maggio 2012

Arrivata l'ultima opera Martoriati

Ieri, sabato 19 maggio, abbiamo installato l'ultima opera del Maestro; in quattro per alzarla, l'opera ha una dimensione pratica dato che l'usiamo come tavolo da cucina, ma volendo potrebbe anche essere esposto verticalmente. Foto davanti e dietro.

2012 L27: Arundhati Roy - In marcia con i ribelli

Guanda (collana Narratori della Fenice)- 2012 Nitido e scritto a macchina, il biglietto in busta sigillata infilato sotto la porta confermava l'appuntamento. Arundhati Roy aspettava questa notizia da mesi, era pronta: doveva farsi trovare al tempio di Ma Danteshwari nell'orario e nel giorno stabiliti, con la macchina fotografica, il tika e una noce di cocco. In questo modo il pericoloso ribelle adivasi che avrebbe incontrato, a sua volta provvisto di cappellino, rivista hindi "Outlook" e banane, avrebbe potuto riconoscerla. Ad accoglierla, però, c'era un ragazzino dall'aria tutt'altro che minacciosa, e per giunta senza giornale né banane, veloce spuntino consumato per ingannare l'attesa. Molto poco professionale per chi costituiva "la più grande minaccia per la sicurezza interna" dell'India, come sostenuto senza mezzi termini dal primo ministro Chidambaram in persona. Comincia così questa coraggiosa e sorprendente ricognizione attraverso un'India sconosciuta, il cui orizzonte fisico ed economico negli ultimi decenni è stato completamente ridisegnato dalle multinazionali. Con la connivenza del governo, le grandi aziende si sono impadronite delle terre, delle foreste, delle vite delle popolazioni locali in maniera del tutto illegittima e anticostituzionale. Ma i poveri di questi villaggi hanno deciso di fare fronte comune e di unirsi alla ribellione maoista per guidare la più grande democrazia del mondo verso un futuro alternativo al capitalismo selvaggio e all'avidità dilagante. Dedicato a quelli che ancora considerano che l'accaparramento delle terre attualmente in corso nel sud del mondo sia un'occasione buona per le comunità locali. Bel libro, facile da leggere ma difficile da mandaqr giù.

mercoledì 9 maggio 2012

2012 L26: Marco Paolini - Ausmerzen

Einaudi, Stile Libero, 2012 «Ausmerzen ha un suono dolce e un'origine popolare. È una parola di pastori, sa di terra, ne senti l'odore. Ha un suono dolce ma significa qualcosa di duro, che va fatto a marzo. Prima della transumanza, gli agnelli, le pecore che non reggono la marcia, vanno soppressi». Marco Paolini, Ausmerzen
Gran libro. Voglio ricordare alcune frasi: Cos'è la memoria? Un esercizio faticoso che peró mette in relazione qualcosa che tu fai con qualcosa che riguarda altri. Lorenz [Konrad], non lo puoi buttare via, ma per prendere quello che ti serve non ti basta tutta la scienza. Per farsi una coscienza tocca studiare almeno altrettanto che per farsi una scienza. La seconda in realtá è del fratello, Mario Paolini: Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l'avarizia (citazione dal libro Scuola di Barbiana (Don Lorenzo Milani), Lettera a una professoressa, 1967 La logica del confronto, della contaminazione, per costruire un modello circolare in cui nessuno è senza un bisogno e capirsi è necessario: l'alternativa è la guerra, questo lo dice sempre Luigi Ciotti, e lo diceva tanti anni fa un altro prete rompiscatole, Lorenzo Milani. Solo per queste frasi varrebbe la pena leggere il libro. Sará nella top ten.

martedì 8 maggio 2012

2012 L25: Jonas Jonasson - Le vieux qui ne voulait pas fêter son anniversaire

C'est un grand jour pour Allan Karlsson : il doit fêter ses 100 ans. Notre Papy ne l'entend pas de cette oreille : en plein préparatif il prend la poudre d'escampette. Charentaises aux pieds, il n'a qu'un seul but : fuir le plus loin possible et profiter de la vie. Son errance dans la ville le mène à la gare routière : il décide de prendre le premier bus. Un jeune homme assez patibulaire lui confie sa grosse valise le temps d'aller aux toilettes. Il tarde à revenir. Allan ne veut pas rater son bus : il embarque la valise. Le bagage recèle un précieux chargement. Notre homme va se retrouver poursuivi par un gang de malfrats et par la police. Une improbable cavale débute à travers la Suède ainsi qu'une incroyable Odyssée au coeur du XXe siècle. Allan a eu une vie particulièrement bien remplie bien malgré lui. Ses talents d'artificier ont fasciné les plus puissants de ce monde : Franco, Churchill, Harry Truman, Staline, Mao Tsé-toung, Lyndon B. Johnson, De Gaulle ... Ce procédé original permet à l'auteur de revisiter l'histoire du XXème siècle sous un mode assez inédit. Dans sa fuite Allan rencontre une série de personnages tous plus ou moins déjantés. Un escroc assez touchant, un vendeur de hot-dogs surdiplômé, une rousse au lexique impressionnant de gros mots,inséparable de son chien et flanquée d'une éléphante : une véritable bande de pieds nickelés. Tous l'accompagnent dans son errance. 50 000 Couronnes dans une valise ça crée des liens ! Le vieux qui ne voulait pas fêter son anniversaire est inclassable. Forrest Gump a trouvé son père. Ce premier roman avec ses dialogues savoureux jusqu'à l'absurde, son comique de situation est un beau coup d'essai. On pense à Paasilinna comme un lointain cousin.
Grande libro, sicuramente in testa per la top ten dell'anno. Da morir dal ridere. Bravo, bravo, bravo.