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lunedì 27 agosto 2018

Vaticano contro Vaticano: giorni difficili per papa Francesco



La lunga lettera con cui Mons. Viganò squaderna una serie di fatti e fattacci interni, difficilmente potrà essere risolta con la frase: “decidete voi!” che il Papa ha pronunciato quando gliene hanno chiesto notizie.

Che dietro ci sia il rancore dell’ex nunzio, può anche essere, che si senta l’odore tipico degli imbrogli di palazzo questo è sicuramente vero, data la tempistica di questa denuncia, che arriva con anni di ritardo e proprio nel mezzo dello scandalo americano.

Sta di fatto che ci sono alcuni punti da chiarire, come ben ricorda l’articolista della Stampa: http://www.lastampa.it/2018/08/26/vaticaninsider/lex-nunzio-negli-usa-vigan-il-papa-si-deve-dimettere-GD4OIe79fAWf1bRoqENZDM/pagina.html

Il problema con la lettera di Viganò è che trasuda di un’ideologia conservatrice e contro gli omosessuali che fa pensare più di un articolista che si tratti della dichiarazione di guerra contro tutto quel settore del mondo cattolico uscito dal Concilio Vaticano secondo. 

Che ci siano settori tradizionalisti interni che Vogliano la pelle di Papa Francesco è poco ma sicuro,    adesso almeno la guerra è dichiarata pubblicamente e il Papa dovrà difendersi in qualche modo. 

E qui sta il punto: se avesse scelto meglio certi suoi “collaboratori”, come l’arcivescovo di Osorno in Cile, fortemente sospettato di aver coperto moltissimi casi di pedofilia della chiesa cilena, prima difeso a spada tratta da Bergoglio (che l’aveva nominato) e poi costretto a chiederne le dimissioni di fronte all’ondata di protesta popolare nel paese, ecco se scelte di questo tipo non fossero state fatte, e se invece di tante belle parole fosse passato agli atti fin da subito, allora sarebbe più facile difendersi. Ma il punto è che da quando è stato eletto, a parte il caso Mc Carrick, non risulta che nulla di concreto sia stato fatto dal Papa su questi temi. Concreto vuol dire qualcosa di diverso e di più di mandare lettere e appelli vari. Voler farci credere che il potere del Papa sia così ridotto da non poter comandare nulla, sembra una linea di difesa molto debole. Papa Wojtyla comandava, eccome, e nessuno si sarebbe sognato di disobbedire ai suoi ordini. Quindi, mi vien da pensare che ordini non ce ne siano stati.

Basti pensare allo scandalo americano: se non fosse  stata l’inchiesta del procuratore Shapiro, nulla sarebbe trapelato. Tornando un momento sul Cile, dove Papa Francesco non aveva visto nulla (“portatemi le prove” fu la sua difesa al momento di lasciare il paese), forse adesso le prove gliele porteranno quelli della magistratura che sta indagando su 158 religiosi, vescovi, sacerdoti e diaconi in prima fila.https://www.ilmessaggero.it/primopiano/vaticano/papa_francesco_cile_abusi_pedofilia_magistratura_indagini_cardinali_vescovi_barros-3874873.html

Se non fosse la Chiesa Cattolica, ma una semplice setta, le galere sarebbero già piene di questi tristi figuri. Ma siccome la Chiesa va sempre difesa, eccoci qua a fare la faccia sorpresa per queste serie interminabili di scandali. Pensare che qualcuno che ha fatto tutta la sua “carriera” all’interno di questa organizzazione, fino ad arrivare al vertice, possa non aver mai sentito dire o conosciuto qualcuno di questi personaggi, sinceramente è difficile da credere.

Avessimo un governo minimamente rivoluzionario, la cosa più ovvia sarebbe di rimettere mano al Concordato!


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