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giovedì 12 febbraio 2026

2026 L10: Anna Negri - Con un piede impigliato nella Storia

Derive e Approdi, 2023

Il libro è un’autobiografia: quella di Anna, figlia di Toni Negri, professore di Scienze politiche all’Università di Padova, fondatore di Potere operaio e leader di Autonomia operaia. Ed è anche una storia personale e intima; racconta l’infanzia e l’adolescenza di una figlia, insieme alle vicende familiari fra gli anni Settanta e Ottanta. Soprattutto le vicende di un padre ingombrante che un po’ come uno spettro l’ha accompagnata nella sua vita.È il maggio del 1977 quando in casa Negri irrompono i carabinieri a mitra spianati. La dodicenne
Anna li guarda a lungo, rabbrividisce al contatto della canna fredda dell’arma sulla pancia attraverso la canottiera e poi scoppia a ridere. Anna è una testimone, suo malgrado. Da un lato
c’è la figura paterna, assente, contraddittoria, complessa, capace di suscitare alternativamente sarcasmo e invidia nei compagni di scuola di Anna. Dall’altro, un percorso di crescita e
maturazione che ha come tutori hippy e intellettuali, famiglie «bene» e rivoluzionari armi in pugno. Sullo sfondo il terrorismo, la politica extraparlamentare, i movimenti. E poi il padre in
carcere, Parigi, l’irreperibilità, la solitudine. Ma tutto, ancora una volta, viene ricondotto a lei, Anna. Anna che soffre di disturbi alimentari, che si innamora, che cerca stabilità nella sfuggente figura paterna, che mal tollera la nevrotica sfida della madre nel tenere unita la famiglia, che prova a vivere una vita normale sui banchi di scuola. Anna che, ancora oggi, cammina con un piede impigliato nella Storia.

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Molto interessante ...

2026 L9: Titou Lecoq - Libérées - le combat féministe se gagne devant le panier de linge sale

Fayard, 2017

Un jour, je me suis demandée : pourquoi est-ce moi qui ramasse les affaires qui traînent ?

Je n’ai trouvé qu’une seule réponse. Parce que je suis une femme qui vit avec un homme et deux enfants et que, conséquemment, les corvées, c’est pour ma gueule.

Être une femme, ce n’est pas seulement l’idéal de minceur et de cheveux qui brillent, c’est le souci permanent des autres et du foyer, c’est être sans cesse ramenée à la saleté, aux taches, à la morve. L’égalité serait déjà là, mais les femmes conservent la conviction intérieure qu’elles doivent s’occuper de tout et tout le monde, et d’elles en dernier, s’il reste cinq minutes à la fin de leur triple journée.

Cette féminisation de la sphère privée implique une autre conséquence : l’espace public est toujours masculin. Peut-on se dire égaux quand la moitié de la population adapte ses vêtements en fonction des transports et fait attention à ne pas être seule la nuit dans la rue ?

Et si le combat féministe devait encore et toujours se jouer dans la vie quotidienne de chacune et chacun, chez soi, dans sa propre maison, devant le panier de linge sale ?

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Se l'avessi letto quando è uscito magari il nostro gruppetto lo creavamo prima. Conferma comunque l'intuizione che la battaglia che portiamo avanti sia quella giusta.

martedì 3 febbraio 2026

2026 L8: Louise Mey - Petite sale

Le Masque, 2023

" La terre est riche. Parfois, elle y pense – la terre est riche. La boue est riche. Elle pas. Tout le monde est plus riche qu’elle, même la boue. "
Catherine est pauvre. Catherine fait sale. Catherine parle peu. Elle n’aime pas qu’on la regarde – les filles qu’on regarde ont des problèmes. Au Domaine où elle travaille, elle fait partie de ces invisibles grâce à qui la ferme tourne.
Monsieur, lui, est riche. Il ne parle pas non plus – il crache ou il tonne. Et il possède tout.
Mais quand sa petite-fille de quatre ans disparaît ce jour glacé de février 1969, Monsieur perd quelque chose d’une valeur inestimable.
Dans cette vallée de champs de betterave, où chaque homme et chaque femme est employé de près ou de loin par Monsieur, deux flics parisiens débarquent alors pour mener l’enquête avec les gendarmes.
Car une demande de rançon tombe. Mais le village entier semble englué dans le silence et les non-dits. Personne ne veut d’ennuis avec Monsieur. À commencer par Catherine. Catherine qui se fait plus discrète et plus invisible encore. Catherine qui est la dernière à avoir vu la petite.

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Ci ho messo un po' a entrare nella storia, forse perché di vecchie aziende padronali ne ho viste anche troppe nel mio lavoro. Ma poi la storia è diventata molto ma molto interessante. Consigliato. 

2026 L7: Cristina Cassar Scalia - Mandorla amara

Einaudi, 2025

Sette cadaveri su uno yacht alla deriva. Causa della morte, avvelenamento. Un delitto quanto mai insolito che spalanca un abisso di ipotesi, sospetti e stranezze in cui Vanina Guarrasi, nonostante il difficile momento personale, è pronta a calarsi.

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Sempre un piacere leggere le storie di questa autrice.

mercoledì 21 gennaio 2026

2026 L6: Salomé Saqué - Résister

Payot et Rivages, 2026

Un appel à la résistance, à l'indignation et au retour du collectif pour préserver la démocratie et le bien commun par Salomé Saqué.

L'extrême droite est aux portes du pouvoir. Dans les urnes comme dans les esprits, ses thèmes, son narratif et son vocabulaire s'imposent. Il est encore temps d'inverser cette tendance, à condition de comprendre les rouages de cette progression et de réagir rapidement (quatrième de couverture).

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Lettura periodicamente necessaria per ricordarci i rischi che corriamo.

martedì 20 gennaio 2026

2026 L5: Titiou Lecoq - Les grandes oubliées

L'Iconoclaste, 2021

« On nous a appris que l’histoire avait un sens et que, concernant les femmes, elle allait d’un état de servitude totale vers une libération complète, comme si la marche vers l’égalité était un processus naturel. Ce n’est pas exact. On a travesti les faits. »
De tout temps, les femmes ont agi. Elles ont régné, écrit, milité, créé, combattu, crié parfois.
Et pourtant elles sont pour la plupart absentes des manuels d’histoire.
Pourquoi ce grand oubli ?
De l’âge des cavernes jusqu’à nos jours, Titiou Lecoq s’appuie sur les découvertes les plus récentes pour analyser les mécanismes de cette vision biaisée de l’Histoire. Elle redonne vie à des visages effacés, raconte ces invisibles, si nombreuses, qui ont modifié le monde.
Pédagogue, mordante, irrésistible, Titiou Lecoq propose un livre et une lecture engagés. Elle révèle au grand jour les rôles qu’ont joués les femmes dans l’Histoire, et s’inscrit avec brio dans la lignée des travaux de l’historienne Michelle Perrot qui signe la préface.
« Femme libre et engagée, esprit avide et curieux, écrivaine confirmée, Titiou Lecoq livre un grand récit, passionnant et vrai. » Michelle Perrot
Les femmes ne se sont jamais tues.
Ce livre leur redonne leurs voix.

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Nessun dubbio: sarà nella Top!

lunedì 12 gennaio 2026

Rabbia, Libertà, Fantasia: IPAD 2026

Rabbia, libertà e fantasia sono le tre parole che mi hanno accompagnato durante la mia vita professionale. Rabbia per questo mondo ingiusto e voglia profonda di cambiarlo. Libertà di pensiero, per non restare incasellato in ideologie che non sentivo mie, più interessato a promuovere valori e diritti com’ero e, finalmente, fantasia: quest’ultima è fondamentale per adattare il modo di agire alle cambianti situazioni da affrontare. Due delle mie ultime consulenti, amiche profonde da oltre 20 anni di collaborazioni congiunte, si ricordano ancora quando gliene ho parlato per la prima volta, quando organizzammo la conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale ICARRD in Brasile, nel lontano marzo del 2006. Avevamo tanti fattori contro di noi, nemmeno i movimenti contadini ci credevano molto, la Banca mondiale che boicottava, supportata da alcuni dei dirigenti FAO. Ma ce la facemmo.

Rabbia, libertà e fantasia mi hanno permesso, con le varie squadre di lavoro miste messe assieme per ogni progetto/programma, di cambiare la politica nazionale delle terre del Mozambico, successivamente la legge, così da far riconoscere i diritti fondiari delle comunità contadine, per la prima volta nella loro storia, e poi per formare decine e decine di giudici, poliziotti locali, agenti delle ONG, in modo da tradurre in pratica quanto scritto nei documenti ufficiali. Lo stesso riuscimmo a fare in Angola dove, per la prima volta, un popolo indigeno, i Koi-San del Sud del paese, hanno avuto i loro diritti alla terra riconosciuti con titoli ufficiali del governo. In questi paesi difendemmo con molta forza, anche contro il parere dei vecchi lider comunitari, i diritti delle donne, e non ringrazierò mai abbastanza Marianna Bicchieri per l’immenso lavoro svolto.

In Brasile siamo riusciti a imporre all’attenzione di un governo di destra, il tema dell’agricoltura familiare, in un’epoca quando il tema non esisteva, nella letteratura e nelle politiche. Da lì è diventato un tema di importanza mondiale, ma a me è costato il posto di lavoro. Chi negli anni ha fatto solo il ripetitore senza continuare a sviluppare il tema, non ha capito quanto fosse importante iniziare da lì, cioè dal riconoscere l’importanza di queste pratiche contadine, ma da lì andare avanti per snidare il diavolo che si trovava all’interno della sfera domestica. La favola della famiglia contadina, unita nello sforzo come un sol corpo unito e democratico, continua ad essere messo in giro da chi non vuol capire le basi dello sfruttamento. Ci ritorneremo quando porteremo il nostro IPAD nel mondo contadino.

Contro capi ufficio, direttori di divisione, direttori generali, ministri e grandi organizzazioni finanziarie, non ci siamo mai arresi. Solo chi ha avuto paura di difendere questi valori ha abbassato gli occhi ed oggi si vergogna. Dei miei colleghi FAO quasi nessuno è diventato un/a amico/a, a parte poche e care persone che non hanno bisogno di essere citate. 

La rabbia è rimasta intatta, la libertà anche, così che cerchiamo strade diverse per portare avanti IPAD, e finalmente la fantasia che ci fa entrare in terreni ancora sconosciuti.

Se non ci hanno fermato quei poteri di allora, figuratevi se possiamo aver paura di quello che stiamo portando avanti noi adesso. Il 2026 sarà un anno IPAD, in Italia e all’estero.

Never surrender!