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martedì 31 ottobre 2023

MAREA - Grazie a lei - speciale uomini (ti racconto la mia femminista)

 

Ringraziare una donna, se sei un uomo, non è operazione semplice. Nel patriarcato diffuso le donne non si toccano neanche con un fiore, sono produttrici di carne da cannone e a loro volta sono carne da conforto, oggetti di consumo, merce avariata o preziosa a seconda dell’uso e del momento, solo per citare alcune situazioni conosciute.

Ma difficilmente le donne vengono ringraziate dagli uomini, perché dire grazie, riconoscere valore, esprimere gratitudine è una pratica che richiede relazione alla pari, non sottomissione o cavalleria.
Su suggerimento della nostra Rossana Piredda, la colonna sarda di Marea, abbiamo osato fare uno strappo rispetto alle precedenti edizioni di Grazie a lei-ti presento la mia femminista, e allargando l’orizzonte che la rivista offre agli autori nella rubrica Delfino abbiamo osato fare un’edizione del quarto numero annuale dove la scrittura è tutta maschile.

Eccola qui, dunque, la risultanza della nostra decisione di pubblicare, nel numero di chiusura dell’anno, dieci auto/ritratti di autori che spiegano perché sentono gratitudine verso altrettante donne che hanno in vario modo arricchito e segnato le loro esistenze.

Un esperimento che a noi sembra riuscito e che speriamo vi sorprenda e vi piaccia.
Buona lettura, dunque, anche questa volta con Marea.

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Fiero di esserci!

2023 L46: Autrici varie - Spigolatrici d'ambiente

 

Libreria Editrice Fiorentina 2021

A parlare attraverso le pagine di questo libro sono donne protagoniste, in Italia, di nuovi percorsi di vita quotidiana , di analisi, di studio e di ricerca che hanno deciso di raccogliere in queste pagine il loro contributo alla sfida dei cambiamenti climatici.

Di seguito risportiamo solo alcuni brevi stralci dei numerosi e interessanti interventi contenuti nel libro.

"Far conoscere il contributo delle donne nella promozione del valore ambiente nei differenti aspetti (scientifici, tecnici, economici, sociali, culturali, educativi, politici ed istituzionali) costituisce un dovere, perché corrisponde ad un criterio di verità. Personalmente ho avuto il privilegio di incontrare e collaborare con donne capaci di cogliere con immediatezza e sensibilità straordinaria la “concretezza” di sogni impossibili, come quello di una giustizia effettiva, obbligatoria ed accessibile, per la protezione della salute e dell’ambiente, anche nella dimensione internazionale..." Dalla prefazione di Amedeo Postiglione


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Utile approfondimento sulla visione femminista del tema ambientale

sabato 28 ottobre 2023

2023 L45: Antonio Manzini - Vecchie conoscenze

 

Sellerio, 2021

È morta nel suo appartamento Sofia Martinet, colpita alla testa con un oggetto pesante. Mentre Rocco Schiavone porta avanti una nuova inchiesta, alcuni ritorni dal passato scuotono emotivamente il vicequestore, che si sorprende quasi quasi a pentirsi della propria scorza di durezza: forse perché aleggia dappertutto un’invitante allusione alla forza emancipatrice dell’amore. Amore di qualunque tipo.

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Un valore sicuro. 

venerdì 27 ottobre 2023

Patente civica o Brevetto per la lotta contro i comportamenti sessisti e la violenza (Work in Progress)

Riprendo e elaboro meglio un mio post del 15 ottobre intitolato “una patente di vita”

 

 Riporto qui sotto l’idea iniziale: 

 

a volte mi vien da pensare che, per arginare questa violenza maschile che non cessa di aumentare, i corsi di educazione civica, quando e se vengono fatti (nella mia esperienza scolastica direi che avremo speso in tutto un’oretta…) sono chiaramente insufficienti. 

 

Forse potremmo ispirarci alla patente di guida. Instaurare l’obbligatorietà per tutte le persone di età superiore a una certa età (esempio, 14 anni), di accedere, tramite corsi organizzati da istituzioni e/o organizzazioni del settore, a una specie di “patente di vita”, con un punteggio di base di, che ne so, 20 punti (a me verrebbe da pensare che i maschi dovrebbero partire da un punteggio ridotto, data la loro predisposizione alla violenza) e che, a ogni infrazione constata (a scuola, sul luogo di lavoro, nei campi sportivi o simili) vengano persi dei punti che si possono poi recuperare dopo aver seguito un corso di aggiornamento presso delle istituzioni certificate (organizzazioni femministe o simili).

 

La “patente di vita” potrebbe diventare un documento obbligatorio per presentarsi a concorsi pubblici e/o di carriera militare (e simili): chi fosse al di sotto di un limite, diciamo 16 punti, non potrebbe accedere ai concorsi (e/o ai centri di ricerca di lavoro).

 

Io butto lì l’idea, che potrebbe essere pensata e discussa con calma, così da fissare meglio i contorni legali e il suo uso che vorrebbe chiaramente ispirarsi a un principio di formazione continua, da un’età giovane e poi via via fino alla vecchiaia.

 

Per conseguirla si potrebbe pensare a una parte teorica e una pratica, da adattare alle fasce di età. Il suo uso iniziale sarebbe testato su cittadini e cittadine italiane, con possibilità di estenderla anche alle altre nazionalità, previo adattamento culturale, con lo stesso principio educativo e non repressivo.

= fine del post precedente

 

Innanzitutto, come mi ha fatto notare mia figlia, il nome non è ben scelto. Le do ragione e propendo per una possibile Patente Civica (o di educazione civica … da discutere)

 

Sempre mia figlia mi ha ricordato che quando lavorava con la Ministra per l’uguaglianza di genere, avevano iniziato ad affrontare il tema, e mi ha mandato la prima applicazione concreta applicata nel dipartimento della Seine-Saint-Denis in varie scuole medie. 

Posto qui sotto il questionario, al quale, se l’idea trovasse delle persone interessate, ci si potrebbe ispirare per adattarlo al contesto italiano.

 

BREVETTO PER LA LOTTA CONTRO I COMPORTAMENTI SESSISTI E LA VIOLENZA

(per ottenerlo bisogna ottenere un minimo di 15 punti su 20)

 

4 tipi di domande

 

1.     Gli elementi essenziali (3 domande = 3 punti)

2.     Stereotipi e comportamenti sessisti e violenti nelle relazioni ragazze/ragazzi (5 domande = 5 punti)

3.     Violenza contro le ragazze e le donne (6 domande = 6 punti)

4.     Competenze trasversali (3 domande = 6 punti)

 

1.     Gli elementi essenziali:

 

In Francia... Le donne hanno acquisito il diritto di voto in:

1936

1944

1968

 

Le donne sposate potevano lavorare, aprire un conto bancario e gestire i propri beni, senza bisogno del permesso dei mariti:

1789

1945

1965

 

La legge che autorizza l’interruzione volontaria della gravidanza (aborto) risale a:

1945

1967

1975

 

2.     Stereotipi e comportamenti sessisti e violenti nelle relazioni tra ragazze e ragazzi:

VERO O FALSO

 

Pensi che le donne siano naturalmente dotate nella comunicazione e gli uomini nella scienza?

             Vero

             Impostore

 

Pensi che alcune professioni dovrebbero essere riservate alle donne e altre agli uomini?

             

             NO

 

Sono una coppia, uno di loro ridicolizza o insulta l'altro davanti ai loro amici. Trovi questo:

• Accettabile

•Non accettabile

 

Sono una coppia, uno esce senza l'altro. Trovi questo:

• Normale, ha fiducia nell'altro.

• Non normale. Lui/lei deve prima chiedere il permesso all'altra persona.

 

Sono una coppia, uno di loro dice di amare l'altro ma lo chiama in continuazione, controlla le sue uscite, i suoi viaggi, le sue relazioni... Per te è:
 
• Normale, così avviene nel rapporto di coppia.
• Normale, è geloso perché la ama.
• Non normale, è controllo, violenza.
 
Da qui a volte sono possibili diverse risposte
 
3.     Violenza contro ragazze e donne
 
Lei ha detto di no, lui l'ha baciata comunque. Secondo te:
• Lui non ne aveva il diritto, lei non voleva.
• È un atto banale, far ridere gli amici.
• Questa è una violenza sessuale ed è punibile dalla legge.
 
Sei d'accordo con la seguente affermazione: "La voce mette in pericolo la sua vittima".
• No, è solo un gioco tra amici.
• Sì, perché è una forma di molestia ed è punibile dalla legge.
• No, spesso è colpa della ragazza. Si veste troppo corta, troppo scollata...
• Sì, perché annuncia il passaggio alla violenza sessuale.
 
Stanno insieme da due anni e stasera lui l'ha costretta a fare sesso. Per te :
• È stupro. E lo stupro è un reato punibile dalla legge.
• Non è stupro, è la sua ragazza e hanno già fatto sesso.
• È stupro, anche la sua ragazza può dire di no. E quella sera non voleva.
 
Cos’è un matrimonio forzato?
• Significa essere costretti a sposare una persona che non hai scelto.
• Non esiste più da molto tempo.
• Significa essere vittima di rapporti sessuali forzati, cioè di stupro.
 
Per te, escort-girl, sugar baby, è:
• Prostituzione!
• Offrire servizi sessuali in cambio di denaro, regali, ecc.
• È pericoloso per la persona.
 
Per te, la pornografia:
• È un'immagine degradante della donna.
• Blocca i ragazzi nel mito della virilità, del dominio del proprio partner e della prestazione.
 
4.     Competenze trasversali
 
Sono vittima di un atto di violenza, cosa posso fare?
• Soprattutto non dirlo a nessuno e tenere tutto per me.
• Chiedere aiuto a un adulto di cui mi fido.

 

Il/La mio/mia migliore amico/a ha trovato sui social la foto spogliata di una ragazza della mia classe e vuole che la condivida con i miei amici a scuola, cosa devo fare?
·      Mando la foto a tutti i miei amici del college. 
·      Non invio la foto ma non dico nulla al mio amico.
·      Mi rifiuto di distribuire la foto e lo dico al mio amico.
·      Cancello immediatamente la foto.
·      Ne parlo con un adulto
 
Il/La mio/a compagno/a di classe non sta bene da qualche tempo. Quando gli chiedo cosa c'è, lui/lei risponde che suo padre grida molto alla madre, che lancia i piatti... Ha molta paura per sua madre e pensa solo a quello... tutto il tempo. Come potevo aiutarlo?
• Gli dico che non posso fare niente per lui/lei.
• Se è d'accordo, vorrei accompagnarlo da un adulto di fiducia del collegio (infermiera scolastica, assistente sociale, assistente sociale, CPE, insegnante, ecc.)
• Se lui/lei è d'accordo, posso chiedere consiglio ai miei genitori,
• Se non è pronto a parlarne, gli dico che può cambiare idea e che io sono sempre lì per lui/lei.

 Un brevetto del genere potrebbe avere una durata, come per la patente, di 10 anni, dopodiché sarebbe (eventualmente) necessario ripassarlo. Si potrebbe pensare anche ad una sua obbligatorietà nel caso di presentarsi a concorsi per la pubblica amministrazione in qualsiasi settore e livello, o cose simili.


L'idea di base è che un/a cittadino/a meglio educato/a, forse avrà meno comportamenti sessisti e/o violenti più tardi.


Si sollecitano critiche e commenti.

La stessa logica degli USA di George Bush Jr. dopo l’11 settembre


 La storia non è affatto maestra di vita. In genere non insegna nulla se non a scrivere libri ex-post per spiegare quanto sarebbe stato meglio se …

 

Bushetto, spinto dai falchi di casa sua, e forte di una ignoranza che in America è considerata un vanto, decise che, in risposta all’assalto dei sauditi di Ben Laden, chi doveva pagare fossero gli afghani: sia i talebani che il popolo afgano.

 

Cosa centrassero i Talebani è stato dibattuto per anni: giustamente non piacevano a nessuno, ma la loro colpa fondamentale fu di aver ospitato Ben Laden a casa loro, dopo che era fuggito da casa sua e dal Sudan. Con questa logica gli americani avrebbero dovuto bombardare Parigi dato che i francesi avevano ospitato per anni il vecchio Khomeini.

 

Come sia andata a finire lo abbiamo visto tutti. Un casino durato 20 anni e che, alla fine, ha riportato i Talebani al potere e gli americani andarsene con la coda tra le gambe.

 

Il buon Biden gliel’ha detto a Bibi di star attento a non ripetere gli stessi errori. Sembra però impossibile che Bibi lo ascolti, dato che oramai è bruciato politicamente e solo gli resta la pazza idea di entrare nella storia distruggendo i palestinesi che vivono nella striscia di Gaza.

 

Quindi avanti con i bombardamenti che colpiscono la popolazione civile palestinese, magari qualche soldato di Hamas, ma non certo i capi che vivono a Doha. Se Bibi volesse colpire alla testa l’idra Hamas, dovrebbe bombardare Doha … mi vien da ridere solo al pensarci.

 

Allora le bombe le manda sui palestinesi i quali, in nome del diritto internazionale, hanno ed avranno tutto il diritto di rispondere, una volta che questa battaglia sarà finita. Scrivo palestinesi e non Hamas perché chi sta morendo sono palestinesi che non hanno scelto di essere prigionieri nella Striscia, lo sono per decisione unilaterale di Israele, che ha fatto di tutto per appoggiare lo sviluppo di Hamas così da rendere pericolante il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese.

 

Date le premesse, è evidente che Israele ha perso la testa, nel senso che non ha nessuna idea di cosa fare, non oggi con le bombe, ma una volta finiti i bombardamenti. Entrare o non entrare? E per fare che? Occupare la Striscia e metterci una autorità israeliana a governare? Neanche per sogno, quindi, chi dovrà rimettere insieme i cocci? Non certo l’Autorità Nazionale Palestinese che, preda anche dei suoi molti difetti, corruzione, maschilismo e incapacità di ascoltare la propria popolazione, non ha autorità a Gaza e, oramai, nemmeno nella Cisgiordania. 

 

Insomma, siamo davanti a una accelerazione di una guerra che può solo portare a livelli superiori di conflitto, facendo entrare anche gli altri comprimari.

 

USA e EU non hanno credibilità per giocare da mediatori, essendo troppo allineati su Israele. Resta una coalizione barcollante che va dalla Cina al Vaticano passando per vari paesi arabi. La Russia, schierata troppo con Hamas, così come la Turchia di ieri (domani non si sa), valgono come USA e EU: sparring partner per Hamas.

 

Il futuro, ovvio, è quello che nessun partner di peso osa dire davanti alla Knesset e davanti a Bibi: due Stati con i confini del 1967, quindi ritirare gli insediamenti e riconoscere Gerusalemme Est come capitale Palestina.

 

Bene che il Papa e gli altri lo dicano stando a casa loro, ma sarebbe necessario e coraggioso andare a dirlo davanti agli israeliani. Difficile, forse impossibile. Ma l’alternativa è un conflitto che da locale fra poco sarà regionale.

martedì 24 ottobre 2023

2023 L44: José Esquinas - Rumbo al Ecocidio

¿Qué está fallando en un sistema económico que aumenta las desigualdades, que confunde desarrollo con crecimiento, que esquilma y privatiza los recursos naturales limitados del planeta y que rompe los equilibrios ecológicos y ciclos naturales, provocando el cambio climático? ¿Qué está fallando en una sociedad que confunde bienestar con consumismo, aún a costa de degradar la naturaleza y condenar a las generaciones futuras? A estas y otras muchas preguntas intenta dar respuesta el libro ‘Rumbo al ECOCIDIO.

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Libro interessante del mio vecchio amico Pepe Esquinas, che ci presenta il dietro le quinte del lavoro di molti anni che hanno portato alla firma del Trattato sulle Risorse Fitogenetiche nel 2001 alla FAO (la parte più interessante del libro).

Peccato che in 292 pagine non sia mai riuscito (e nemmeno la giornalista che lo ha aiutato) a mettere a fuoco la questione e l'importanza del tema genere e le asimmetrie di potere che questo ha comportato nella genesi e nel dominio capitalista attuale che ci porta all'ecocidio.

Non avendo visto questo enorme problema strutturale dell'umanità, le proposte che vengono messe alla fine del libro, secondo me, perdono quasi tutta l'eventuale efficacia. 

Sembra quasi impossibile che nessuno degli interlocutori e compagni di strada con cui si è accompagnato in questi decenni, abbia mai capito che, di fronte a macro forze capaci di dare la linea (quella del profitto a tutti i costi) al pianeta intero, sognare di cambiare la governance mondiale o cose simili, senza partire dall'unico livello dove possiamo realmente iniziare a cambiare qualcosa, cioè nella sfera domestica, era probabilmente tempo perso. Quello che i francesi riassumerebbero con "Y a qu'àfaut qu'on".

Resta solo da sperare, anche se non sembra così evidente, che le prossime generazioni capiscano che, per battersi per un mondo migliore sperando di portare a casa dei risultati veri, sia necessario partire proprio da casa e cioè dall'impostare dei rapporti diversi e più equi tra gli esseri umani, uomini e donne soprattutto. Un mondo che rimetta in questione il patriarcato dominante potrà ripensare l'importanza del profitto come unica bussola del comportamento umano, e quindi ripensare il nostro rapporto con la Natura.

Spiace dirlo, ma pare che Pepe non lo abbia visto questo tema. Se non altro sta in buona compagnia, dato che nemmeno il Papa l'ha capito.