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domenica 29 marzo 2026

¿Hemos dejado atrás la prehistoria? ¡No lo creo!


Tradicionalmente, se considera que la transición de la prehistoria a la historia tuvo lugar entre el 3500 y el 300 a. C., con la invención de la escritura. Esto es lo que nos enseñan en la escuela, aunque la percepción común, en lugar de enfatizar el nuevo modo de transmitir información (las fuentes escritas), ha simplificado todo al considerar a los habitantes de la época prehistórica como los "Flinstones" de la serie de televisión del mismo nombre, y a nosotros, los que nacimos dentro de la Historia, como los "modernos".

Sin embargo, dado que esta transición no trajo consigo ningún cambio radical en la organización social —de hecho, se caracterizó más bien por el dominio progresivo del modelo patriarcal y la subyugación gradual y constante de la mitad de la población mundial, es decir, las mujeres—, quizás deberíamos empezar a cuestionar este tema y mirarlo desde una perspectiva diferente.

Si queremos considerar la transición de un "antes" a un "después" como algo significativo para las generaciones venideras, con el fin de dejar un mensaje positivo, una visión de una sociedad más justa e igualitaria que tenga en cuenta a todas las personas que habitan este planeta, podríamos pensar que, incluso hoy, vivimos en el mundo del "antes", un mundo donde los hombres dominan en casi todos los países y sectores económicos y sociales del mundo. El progreso alcanzado en el último siglo se debe casi exclusivamente a las luchas de las mujeres, en contra de la opinión propagada por hombres que temían, y aún temen, que al fortalecer los derechos de las mujeres nosotros, (puesto que también soy hombre) perderíamos el poder que nos corresponde porque "siempre ha sido así".

Numerosas escritoras, expertas y científicas han demostrado la falsedad de esta premisa, dejando claro que no se trata de algo divino, sino de una construcción social masculina que se impone contra la voluntad femenina. El hecho de que todas las religiones se hayan inventado sobre esta base —un Dios masculino, así como el hijo o profeta, y que las ceremonias y la lectura de textos sagrados sean para hombres— forma parte del circo mediático que sirvió para justificar esta violencia y opresión históricas.

Ahora que la Iglesia Anglicana ha nombrado a Sarah Mullally Arzobispa de Canterbury, la primera mujer en los más de cinco siglos de existencia de esta iglesia, resulta cada vez más difícil justificar la exclusión de las mujeres de los sacramentos religiosos.

Poco a poco, el muro erigido por el mundo masculino para marginar todos los descubrimientos de las mujeres, los documentos fundamentales que escribieron, como la Declaración de los Derechos de la Mujer y de la Ciudadana de Olympe de Gouges (1791), una crítica al machismo imperante en la revolución de Robespierre (quien la mandó guillotinar) y compañía, los numerosos Premios Nobel no reconocidos, sobre todo el que se le negó a Rosalind Franklin, cuyo trabajo pionero le permitió identificar la doble hélice del ADN, lo que le valió el Premio Nobel a Watson y Crick, quienes explotaron este descubrimiento sin su consentimiento. En resumen, el muro comienza a crujir lentamente y, esperemos, ¡un día caerá!

Y cuando esto suceda, podremos decir que, como sociedad humana, hemos entrado finalmente en la Historia, emergiendo de la prehistoria de violencia y opresión que aún domina, independientemente del medio, material o escrito, que utilicemos para comunicarnos.

Por supuesto, si el mundo masculino también empezara a colaborar, no estaría mal. Seguir gritando "¡No a la guerra!", "¡No a la violencia!", y luego ser incapaces de cambiar nosotros mismos en nuestro comportamiento diario, nos demuestra cuánto camino nos queda por recorrer, incluso para aquellos hombres que se autodenominan de izquierda o progresistas.

¡La lucha continúa!


Siamo usciti dalla preistoria? Non credo!


Convenzionalmente si considera il passaggio dalla Preistoria alla Storia attorno al 3500-300 AC, con l’invenzione della scrittura. Questo è quanto ci insegnano a scuola, anche se la percezione comune più che mettere l’accento sulla nuova modalità di trasmissione dell’informazione (le fonti scritte), ha semplificato il tutto considerando i Preistorici come gli “Antenati” dell’omonima serie televisiva e noi, quelli delle Storia, come i “moderni”.

Dato però che questo passaggio non ha significato nessun cambio radicale nell’organizzazione sociale, anzi, si è caratterizzato per il progressivo dominio del modello patriarcale e la sottomissione progressiva e costante della metà della popolazione umana, quella femminile, forse bisognerebbe cominciare a interrogarsi su questo tema in maniera un po’ diversa. 

Se vogliamo considerare il passaggio da un “prima” a un “dopo” come qualcosa di significativo per le generazioni che verranno dopo di noi, volendo con questo lasciare un messaggio positivo, di una visione di società più giusta e paritaria che consideri l’insieme delle persone che abitano questo pianeta, verrebbe da pensare che noi, ancora oggi, siamo nel mondo del “prima”, un mondo cioè dove dominano gli uomini in quasi tutti i paesi e settori economici e sociali del mondo. I passi avanti che si sono registrati nell’ultimo secolo, si devono in misura quasi esclusiva alle lotte delle donne, contro l’opinione propagandata dai maschi che temevano, e temono, che rafforzando i diritti delle donne loro (noi, dato che anche io sono maschio) perderemmo quel potere che ci è dovuto perché “è sempre stato così”.

Molte scrittrici, esperte e scienziate hanno dimostrato la falsità di questo assunto, mettendo in chiaro che non è un qualcosa di divino, ma una costruzione sociale del maschio contro la volontà della donna. Che poi tutte le religioni siano state inventate sulla base di questo assunto, un Dio maschile, così come il figlio o profeta, che le cerimonie e la lettura dei sacri testi sia roba da uomini, fa parte del circo mediatico che serviva a giustificare questa violenza e sopraffazione storica.

Adesso però che la Chiesa anglicana ha incoronato Sarah Mullally come arcivescovo di Canterbury, prima donna negli oltre 5 secoli di vita di questa chiesa, diventa sempre più complicato giustificare l’estromissione delle donne dai sacramenti religiosi. 

Pian piano il muro eretto dal mondo maschile per mettere in un angolo tutte le scoperte realizzate da donne, i documenti fondamentali da loro scritti, come la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791) di Olympe de Gouges, critica del maschilismo imperante nella rivoluzione di Robespierre (che la fece ghigliottinare) e soci, i tanti premi Nobel non riconosciuti, valga fra tutti quello negato a Rosalind Franklin i cui lavori pionieristici permisero di individuare la doppia elica del DNA, cosa che fruttò a Watson e Crick, che sfruttarono questa scoperta senza il suo consenso, il premio Nobel; insomma, pian piano il muro comincia a scricchiolare e, un giorno, speriamo cadrà!

E quando questo succederà, allora sì che potremo dire di essere entrati, come società umana, dentro la Storia, uscendo dalla preistoria di violenza e sopraffazione che continua a dominare, indipendentemente dal mezzo, materiale o scrittura, che usiamo per comunicare.

Certo che se anche il mondo maschile cominciasse a collaborare, non sarebbe male. Continuare a gridare No alla guerra!, No alla violenza! E poi non essere capaci di cambiare noi stessi, nei nostri comportamenti quotidiani, ci dice quanta strada ci sia ancora da percorrere, anche per quegli uomini che si dicono di sinistra o progressisti.

La lotta continua!


giovedì 19 febbraio 2026

Interdipendenza tra sfera pubblica e sfera domestica - Cos'è e come tradurla in pratica


 

un possibile spin-off del nostro IPAD nel mondo delle imprese; grazie a Elisabetta per il lavoro che stiamo iniziando assieme. 

Articolo disponibile qui: https://www.linkedin.com/pulse/interdipendenza-tra-sfera-pubblica-e-domestica-cos%C3%A8-come-isa-maggi-dxjgf/?trackingId=TqBiSeDm5%2BpwSczaUyHXLQ%3D%3D


giovedì 12 febbraio 2026

2026 L9: Titou Lecoq - Libérées - le combat féministe se gagne devant le panier de linge sale

Fayard, 2017

Un jour, je me suis demandée : pourquoi est-ce moi qui ramasse les affaires qui traînent ?

Je n’ai trouvé qu’une seule réponse. Parce que je suis une femme qui vit avec un homme et deux enfants et que, conséquemment, les corvées, c’est pour ma gueule.

Être une femme, ce n’est pas seulement l’idéal de minceur et de cheveux qui brillent, c’est le souci permanent des autres et du foyer, c’est être sans cesse ramenée à la saleté, aux taches, à la morve. L’égalité serait déjà là, mais les femmes conservent la conviction intérieure qu’elles doivent s’occuper de tout et tout le monde, et d’elles en dernier, s’il reste cinq minutes à la fin de leur triple journée.

Cette féminisation de la sphère privée implique une autre conséquence : l’espace public est toujours masculin. Peut-on se dire égaux quand la moitié de la population adapte ses vêtements en fonction des transports et fait attention à ne pas être seule la nuit dans la rue ?

Et si le combat féministe devait encore et toujours se jouer dans la vie quotidienne de chacune et chacun, chez soi, dans sa propre maison, devant le panier de linge sale ?

=

Se l'avessi letto quando è uscito magari il nostro gruppetto lo creavamo prima. Conferma comunque l'intuizione che la battaglia che portiamo avanti sia quella giusta.

lunedì 12 gennaio 2026

Rabbia, Libertà, Fantasia: IPAD 2026

Rabbia, libertà e fantasia sono le tre parole che mi hanno accompagnato durante la mia vita professionale. Rabbia per questo mondo ingiusto e voglia profonda di cambiarlo. Libertà di pensiero, per non restare incasellato in ideologie che non sentivo mie, più interessato a promuovere valori e diritti com’ero e, finalmente, fantasia: quest’ultima è fondamentale per adattare il modo di agire alle cambianti situazioni da affrontare. Due delle mie ultime consulenti, amiche profonde da oltre 20 anni di collaborazioni congiunte, si ricordano ancora quando gliene ho parlato per la prima volta, quando organizzammo la conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale ICARRD in Brasile, nel lontano marzo del 2006. Avevamo tanti fattori contro di noi, nemmeno i movimenti contadini ci credevano molto, la Banca mondiale che boicottava, supportata da alcuni dei dirigenti FAO. Ma ce la facemmo.

Rabbia, libertà e fantasia mi hanno permesso, con le varie squadre di lavoro miste messe assieme per ogni progetto/programma, di cambiare la politica nazionale delle terre del Mozambico, successivamente la legge, così da far riconoscere i diritti fondiari delle comunità contadine, per la prima volta nella loro storia, e poi per formare decine e decine di giudici, poliziotti locali, agenti delle ONG, in modo da tradurre in pratica quanto scritto nei documenti ufficiali. Lo stesso riuscimmo a fare in Angola dove, per la prima volta, un popolo indigeno, i Koi-San del Sud del paese, hanno avuto i loro diritti alla terra riconosciuti con titoli ufficiali del governo. In questi paesi difendemmo con molta forza, anche contro il parere dei vecchi lider comunitari, i diritti delle donne, e non ringrazierò mai abbastanza Marianna Bicchieri per l’immenso lavoro svolto.

In Brasile siamo riusciti a imporre all’attenzione di un governo di destra, il tema dell’agricoltura familiare, in un’epoca quando il tema non esisteva, nella letteratura e nelle politiche. Da lì è diventato un tema di importanza mondiale, ma a me è costato il posto di lavoro. Chi negli anni ha fatto solo il ripetitore senza continuare a sviluppare il tema, non ha capito quanto fosse importante iniziare da lì, cioè dal riconoscere l’importanza di queste pratiche contadine, ma da lì andare avanti per snidare il diavolo che si trovava all’interno della sfera domestica. La favola della famiglia contadina, unita nello sforzo come un sol corpo unito e democratico, continua ad essere messo in giro da chi non vuol capire le basi dello sfruttamento. Ci ritorneremo quando porteremo il nostro IPAD nel mondo contadino.

Contro capi ufficio, direttori di divisione, direttori generali, ministri e grandi organizzazioni finanziarie, non ci siamo mai arresi. Solo chi ha avuto paura di difendere questi valori ha abbassato gli occhi ed oggi si vergogna. Dei miei colleghi FAO quasi nessuno è diventato un/a amico/a, a parte poche e care persone che non hanno bisogno di essere citate. 

La rabbia è rimasta intatta, la libertà anche, così che cerchiamo strade diverse per portare avanti IPAD, e finalmente la fantasia che ci fa entrare in terreni ancora sconosciuti.

Se non ci hanno fermato quei poteri di allora, figuratevi se possiamo aver paura di quello che stiamo portando avanti noi adesso. Il 2026 sarà un anno IPAD, in Italia e all’estero.

Never surrender!


mercoledì 24 dicembre 2025

Gruppo EquiDom – stato dell’arte dicembre 2025


I cantieri che abbiamo in corso (o in fase di avvio) sono i seguenti:

Sardegna
Bergamo
Vicenza
Cile - Quinta Normal
Paraguay
Cavagnolo
Possibile nuova area di lavoro: IPAD per settore privato

Sardegna: agli inizi di dicembre abbiamo realizzato una call con Rossana ed Enrico, Rifondazione Sardegna, contando con la presenza di Giovanna Capelli, ex-Senatrice della Repubblica, che fa parte della direzione nazionale. La registrazione è disponibile a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=ImqfsPhKDSg
Lo scopo era di preparare l’invio dei questionari per la seconda misurazione e discutere con Giovanna dell’interesse della direzione nazionale a questa proposta. Siamo molto contenti di come è andata e nelle prossime settimane riprenderemo i contatti con lei per vedere se possiamo mettere in cantiere qualche attività, come da lei suggerito.

Bergamo: pochi giorni fa ho fatto il punto con Annalisa Colombo, responsabile del tema Genere alla CGIL di Bergamo. A metà dicembre è stato distribuito un volantino alle/agli iscritte/i della CGIL per sensibilizzarle alla proposta. Contiamo fare il punto a fine gennaio per capire meglio quale settore specifico porterà avanti il lavoro. Nel frattempo, mi è stato confermato lo stretto collegamento con Giulia Fattori della CGIL di Vicenza, così che le due iniziative avanzino in parallelo.

Vicenza: l’ultima riunione è stata tenuta una settimana fa, nell’ufficio della vice-sindaca. Confermato il collegamento fra le CGIL di Vicenza e Bergamo, l’altra buona notizia è la possibile/probabile entrata nel gruppo di una responsabile della CISL vicentina che, dopo aver letto i materiali nostri, si è detta molto interessata. Nelle prossime settimane verrà contattata anche la UIL, così da spingere per un’iniziativa congiunta dei sindacati. È importante ampliare e rafforzare la base perché l’intenzione, nel corso del 2026 e 27 è di portare questa tematica a livello di discussioni di politica pubblica. Idealmente, possiamo sperare che, se entro l’estate il lavoro di raccolta dati sarà partito, potremo provare, grazie alla vicesindaca e al sindaco, di contattare anche le città di Padova e Verona, dove esistono già contatti informali. Avremmo quindi, potenzialmente, un asse progressista Padova-Vicenza-Verona che potrebbe permettere di portare la discussione a livello nazionale. 
L’incontro è stato anche un momento di festeggiamenti per il riconoscimento ricevuto come Uomo Illuminato da parte degli Stati Generali delle Donne con cui Vicenza ha firmato l’impegnativa per far parte delle Città delle Donne.

Cile-Quinta Normal: abbiamo ricevuto un lungo messaggio di ringraziamenti da parte della sindaca, dato che, in occasione dell’8 marzo, verrà firmato l’impegnativa per entrare a far parte, prima città latinoamericana, della rete delle Città delle Donne. Si sta lavorando anche all’installazione di una “Panchina Rossa” nella stessa occasione. In quella data verrà lanciata l’iniziativa IPAD, che conta con l’appoggio anche dell’Università del Cile. Attualmente si sta lavorando a dettagliare il campione che dovrebbe coinvolgere 300 persone appartenenti a vari strati sociali e quartieri della città.

Paraguay: come riferito dalla responsabile locale, Veronica Serafini, l’iniziativa avanza lentamente perché all’inizio volevano portarla avanti via internet. Dato che lavorano con famiglie contadine di basso reddito, l’idea non si è dimostrata molto concludente, per cui lo faranno in maniera presenziale. Lavoreranno inizialmente con due gruppi distinti per livello educativo, per vedere le differenze nelle risposte al questionario (che è stato tradotto e adeguato alla realtà contadina locale).

Cavagnolo: come informato in precedenza, grazie all’impegno di Stefania Grande, siamo entrati in contatto col sindaco della cittadina di Cavagnolo. Dopo averne discusso telefonicamente, ho inviato la proposta che avevamo messo in discussione nel gruppo. Per il momento non ho risposte, ma conto dopo le feste, di ricontattare il sindaco.

Settore privato: certificazione di genere e di sostenibilità (ESG)

Ha iniziato a collaborare con noi da qualche settimana Antonella Trocino, specialista della tematica ESG, che è convinta che il nostro IPAD possa avere un ruolo interessante da giocare in questa tematica. Abbiamo avuto una riunione di lavoro alcuni giorni fa, assieme a Marco D’Errico, e Antonella sta preparando una nota iniziale. Questa sarà condivisa anche con una conoscente vicentina, Laura Carrucciu, che si occupa di formazione in materia di certificazione di parità di genere con imprese vicentine. Nella stessa direzione informo di un contatto realizzato da poco con Elisabetta Pieragostini, imprenditrice, formatrice in materia ESG, consulente in parità di genere ad altre ancora. Anche con lei stiamo iniziando a condividere alcune riflessioni iniziali. Lo stesso siamo intenzionati a fare, nei prossimi mesi, con Elisa Dellarosa, Head of Sustainability and Corporate Governance al Crédit Agricole di Parma. Informeremo in maniera più dettagliata quando avremo le idee più chiare.

Varie ed eventuali

Durante il mese di novembre abbiamo realizzato una presentazione alla FAO presso l’unità ESP, grazie al lavoro di Erdgin Mane e Clara Park. A metà gennaio proveremo a dare seguito ai contatti iniziali con un pranzo informale per vedere se possono esserci eventuali sbocchi.

Nel mese di dicembre ha avuto dei contatti interni al GCF per discutere della nostra proposta IPAD. È possibile che nel trascorso del mese di gennaio si realizzi una call per iniziare una discussione di fondo.

domenica 7 dicembre 2025

Message in a bottle

È appena uscito un interessante articolo a firma di Annalisa Camilli, sulla rivista Internazionale (ringrazio mia cugina Elettra per avermelo passato). La giornalista riporta una discussione partita da un podcast sul New York Times che, di fatto, promuove la tesi secondo cui le donne, in particolare quelle che hanno un lavoro salariato, di fatto rovinano i luoghi di lavoro, ma anche la società intera, dato che promuovono valori che la destra americana considera nefasti, come empatia e cooperazione. Cito dall’articolo: “le estreme destre al potere stanno prendendo di mira le donne che lavorano, esaltando modelli più tradizionali di femminilità e di famiglia, con una struttura ideologica che si diffonde anche online” e qui entrano in gioco anche le influencer antifemministe che promuovono, con un’audience crescente, il modello delle TradWives (su cui ho già scritto quasi un anno fa - https://www.restartrivista.it/lo-tsunami-trad-wives-e-la-cecita-della-sinistra-italiana/restartadmin/).

Due aspetti mi preoccupano, alla lettura di questo articolo e di quelli originali americani: da un lato il fatto che, “per ridurre le disuguaglianze di genere che ancora oggi penalizzano la vita lavorativa e personale delle donne, si rendono necessari interventi sia a livello aziendale che istituzionale.” Trovo incredibile che dopo aver lavorato per tre anni a questa ricerca, le persone responsabili non abbiano capito che il punto di partenza è quello domestico. Eppure, nel loro lavoro, si specifica come “i dati evidenziano con chiarezza il peso delle responsabilità familiari che grava sulle donne, riducendo in modo significativo il loro tempo libero e generando effetti importanti sul benessere personale e psicologico.” Mi trovo costretto ancora a citare il testo: “Le risposte più frequenti riguardano sensazioni di stanchezza, irritazione e difficoltà di rilassamento,

delineando uno stile di vita complessivamente stressante. […] Tra gli altri effetti ricorrenti figurano la rinuncia agli hobby e alla vita sociale e culturale. Particolare preoccupazione desta il dato relativo al trascurare la propria salute per mancanza di tempo.

Alle intervistate è stato chiesto di avanzare proposte in merito a modifiche organizzative utili per migliorare la gestione del tempo. In tutti i cluster le tre risposte più frequenti, che rappresentano circa l’80% del totale, sono state: maggiore collaborazione del partner.

Collegato a questa prima e grande svista, che non riesco proprio a giustificare, viene quella relativa all’assoluta mancanza di riferimenti al necessario coinvolgimento del mondo maschile, almeno quella parte (piccola?) sensibile a questi temi.

Le mie conclusioni sono le seguenti: da un lato abbiamo una classe politica (ovviamente mi riferisco a quella progressista) che proprio non riesce a vedere l’amplitudine dell’attacco conservatore in corso. Le raffiche di slogan prodotti ogni giorno dalle influencer TradWives (io sto seguendo da un anno SubmissiveChristianTradWives su Insta e vi giuro che è molto ma molto preoccupante), i podcast come quelli all’origine dell’articolo di Camilli, i gruppi di pressione e le prese di posizione sempre più marcatamente retrograde non trovano, di fronte a loro, che delle risposte modeste e con una eco marginale. 

Dall’altro abbiamo un mondo di piccoli e grandi gruppi femministi che, come il mondo della politica, non sembra vedere il problema oppure, quando lo vedono, come nel caso del rapporto di Unitelma Sapienza, non riescono proprio a proporre un’agenda di lavoro che tocchi i punti chiave del problema.

Noi del gruppo EquiDom (https://www.notion.so/Indice-di-Parit-Domestica-IPAD-259585e6f5e480ae8fc5eddfcf1a3b62) lavoriamo proprio su questi temi: la sfera domestica, laddove lo squilibrio tra uomini e donne è più marcato, con gli effetti dettagliati dallo studio di cui sopra, e proponiamo un cammino che porti a lavorare assieme uomini e donne per una migliore condivisione del tempo: più tempo maschile per liberare tempo femminile. 

Tra le varie iniziative in corso, con l’amministrazione comunale di Vicenza e di Quinta Normal (in Cile), nonché con partiti politici e sindacati, speriamo sul serio che, oltre a testare il nostro Indice di Parità Domestica, si apra il cantiere politico, ossia come passare dal livello di prova locale a quello di politica pubblica che queste entità, con le loro responsabilità istituzionali, possono facilitare.

Io penso che, con il loro aiuto attivo, possiamo aprire una strada politicamente necessaria e che può portare lontano. Certo, sarebbe utile che anche il mondo femminista aprisse gli occhi su queste tematiche (perché sia chiaro: non tanto sulla diagnosi del problema, che è conosciuto e sviscerato in modo sempre più dettagliato, ma sul modo di agire per andare oltre e cercare di venirne fuori). 

Cambiare si può, e ripeto ancora una volta, come dicevano le donne islandesi al momento del loro sollevamento nell’ottobre del 1975:

Io oso, posso e lo voglio!

 


domenica 2 novembre 2025

Borrador de cuestionario de Recolección de Datos para el Indicador de Igualdad Doméstica (IPAD)


Respeto a la Privacidad: Los datos recopilados mediante cuestionarios y entrevistas se tratarán de forma anónima y confidencial. No se divulgará información personal ni se utilizará para fines distintos a los expresamente previstos para la investigación.

Consentimiento Informado: La participación en la recolección de datos es voluntaria. Toda/os las/los participantes deben ser informadas/os de los objetivos de la investigación y dar su consentimiento explícito antes de participar.

Ausencia de Juicios: El indicador no pretende juzgar ni culpar a ninguna persona por la distribución actual de las tareas domésticas. El objetivo es crear conciencia y promover un diálogo constructivo para lograr una mayor equidad.

Respeto a las Diferencias Culturales: Reconocemos que las dinámicas domésticas varían ampliamente entre culturas y contextos socioeconómicos. La implementación del IPAD debe ser sensible a estas variaciones y adaptarse a las circunstancias locales.

==

Características sociodemográficas

B1. Título académico más alto obtenido:

1) primaria

2) secundaria

3) preparatoria

4) universitaria

5) maestría/doctorado

6)  No sé/No quiero contestar Responda aquí, indicando el número

B2. Título académico más alto obtenido (pareja):  

1) primaria

2) secundaria

3) preparatoria

4) universitaria

5) maestría/doctorado

6)  No sé/No quiero contestar

B3. Situación familiar:  

1) soltero/a

2) casado/a

3) viudo/a

4) divorciado/a

5) divorciado/a con nueva pareja

B4. Hijos/as: Número de hijos

B5. Nacionalidad Indique su país de nacimiento

B6. ¿Cómo se identifica?

1) Masculino;

2) Femenino;

3) Otro (especifique)

4) Prefiero no contestar

B7. ¿Cuál es su edad?

Años

B8. ¿Y la de su pareja?

Años

B9. ¿Cuál es la orientación sexual de su pareja?

1) Heterosexual;

2) Homosexual (dos hombres);

3) Homosexual (dos mujeres);

4) Otra (especifique)

B10. ¿Cuánto tiempo lleva en esta relación?

1) Menos de 1 año;

2) 1-3 años;

3) 3-5 años;

4) 5-10 años;

5) 10-20 años;

6) Más de 20 años

B11.¿Cuántos hijos tiene de esta relación?

1) Ninguno;

2) Uno;

3) Dos;

4) Tres o más

B12. ¿Cuántos hijos tiene de otras relaciones?

1) Ninguno;

2) Uno;

3) Dos;

4) Tres o más

B13. ¿Cuáles son los ingresos netos mensuales de su hogar? (pesos)

1) Menos de … ;

2) Entre …y …;

3) Entre … y … ;

4) Entre … y … ;

5) Más de …

B14. ¿Cuál es su situación laboral?

1) Jornada completa,

2) Jornada parcial,

3) No trabaja

B15. ¿Y la de su pareja?

1) Jornada completa,

2) Jornada parcial,

3) No trabaja

==

Perímetro restringido

D1. ¿Quién recoge y lava la ropa sucia?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D2. ¿Quién tiende la ropa?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D3. ¿Quién la dobla y la guarda?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D4. ¿Quién lava los platos?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D5. ¿Quién compra el detergente y otros productos de limpieza?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D6. ¿Quién cuida a los familiares o niños enfermos?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D7. ¿Quién separa la basura?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D8. ¿Quién la pone afuera?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D9. ¿Quién les compra la ropa/zapatos a los niños?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D10. ¿Quién lava, seca y viste los niños?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D11. ¿Quién los lleva a la escuela?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D12. ¿Quién los recoge a la salida de la escuela?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D13. ¿Quién les compra los útiles escolares?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D14. ¿Quién se encarga de sus tareas?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D15. ¿Quién los lleva a actividades deportivas?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D16. ¿Quién prepara el desayuno?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D17. ¿Quién prepara el almuerzo?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D18. ¿Quién prepara la cena?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D19. ¿Quién paga las facturas del hogar?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D20. ¿Quién administra las finanzas del hogar?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D21. ¿Quién se encarga de la limpieza general? (Baño, cocina, dormitorios, etc.)

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

D22. ¿Quién se encarga de prestar atención (lavar) a personas dependientes (ancianos)  

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

==

Perímetro intermedio

E1. ¿Quién de ustedes practica algún deporte?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E2. ¿Quién de ustedes tiene algún pasatiempo?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E3. ¿Quién de ustedes pasa algún tiempo jugando con los niños?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E4. ¿Quién de ustedes cuida las flores/plantas?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E5. ¿Quién de ustedes corta el pasto?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E6. ¿Quién de ustedes hace la lista de compras para la familia?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E7. ¿Quién de ustedes hace la compra (shopping -no alimento) para la familia?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E8. En particular, ¿Quién hace la compra de alimento?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

E9. ¿Quién hace las pequeñas reparaciones de la casa?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

==

Perímetro ampliado

F1. ¿Quién pasa más tiempo en el coche haciendo las tareas del hogar?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

F2. ¿Quién lleva a un familiar dependiente?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

F3. ¿Quién conduce durante los viajes en coche?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

F4. ¿Quién cuida de las mascotas?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

==

Equidad domestica

C1. ¿Cómo describirías la evolución de la distribución de las responsabilidades del hogar a lo largo de tu relación?

1) Se ha vuelto más equitativo;

2) No ha cambiado;

3) Se ha vuelto menos equitativo;

4) No lo sé

C2. ¿Crees que las responsabilidades del hogar cambian con la edad de los hijos o de la pareja?

1) Sí, mucho;

2) Sí, en parte;

3) No, en absoluto;

4) No lo sé

C3. ¿Crees que tu pareja discute y negocia las responsabilidades del hogar de forma justa?

1) Nunca;

2) Rara vez;

3) A veces;

4) A menudo;

5) Siempre

C4. ¿En qué medida el aumento de hijos ha afectado la distribución de las responsabilidades domésticas en su pareja?

1) No tuvo ningún impacto;

2) Aumentó ligeramente la desigualdad;

3) Aumentó significativamente la desigualdad;

4) No lo sé.

C5. ¿Reciben ayuda con las tareas del hogar?

1) Sí;

0) No

C6. ¿Tienen una niñera habitual?

1) No;

2) Una vez a la semana;

3) Hasta tres veces a la semana;

4) Todos los días

C7. ¿Ha habido alguna alteración particular en el equilibrio de su pareja?

1) Sí;

0) No

==

Carga mental

G1. ¿Quién se encarga de programar las citas?

(p. ej., el médico, la escuela, el contador, etc.)

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G2. ¿Quién se encarga de organizar las tareas del hogar?

(p. ej., recordar qué comprar y cuándo)

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G3. ¿Quién brinda apoyo emocional a la otra persona, a los niños o a los familiares?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G4. ¿Quién le recuerda a la pareja que debe realizar ciertas tareas del hogar?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G5. ¿Quién le explica a la otra persona cómo hacer las tareas del hogar?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G6. ¿Quién media o se encarga de la resolución de conflictos? 

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G7. ¿Quién se encarga de decidir sobre las escuelas, los campamentos de verano o las vacaciones de los niños?

1) Solo yo;

2) Principalmente yo;

3) Ambos;

4) Principalmente mi pareja;

5) Solo mi pareja;

6) Ayuda en el hogar

G8. ¿Se siente emocionalmente abrumado por las responsabilidades del hogar?

(en otras palabras: ¿Cuánto le carga? (responda en una escala del 1 al 5 donde 1 significa nada y 5 significa mucho)

G9. ¿Cuánto piensa en las tareas del hogar cuando está ocupado con otras cosas? (p. ej., cuando está en el trabajo)

(responda en una escala del 1 al 5 donde 1 significa nada y 5 significa mucho)


Bozza di questionario IPAD

BOZZA - Questionario di Raccolta dati per Indicatore di Parità Domestica 

Dichiarazione Etica

L'Indicatore di Parità Domestica (IPAD) è stato sviluppato come uno strumento per misurare e promuovere l'uguaglianza di genere nella sfera domestica. Questo questionario ha lo scopo di capire la situazione attuale per poterla comparare in futuro. Prima di iniziare, è importante considerare le seguenti avvertenze etiche:

Rispetto della Privacy: I dati raccolti tramite questionari e interviste saranno trattati in modo anonimo e confidenziale. Nessuna informazione personale sarà divulgata o utilizzata per scopi diversi da quelli espressamente previsti dalla ricerca.

Consenso Informato: La partecipazione alla raccolta dati è volontaria. Tutti i partecipanti devono essere informati degli scopi della ricerca e devono fornire il loro consenso esplicito prima di partecipare.

Non Giudizio: L'indicatore non ha lo scopo di giudicare o colpevolizzare alcun individuo per la distribuzione attuale dei compiti domestici. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza e promuovere il dialogo costruttivo per raggiungere una maggiore equità.

Rispetto delle Differenze Culturali: Riconosciamo che le dinamiche domestiche variano ampiamente tra diverse culture e contesti socio-economici. L'implementazione del DEI dovrà essere sensibile a queste variazioni e adattarsi alle specificità locali.

Ringraziamo tutti i partecipanti e le organizzazioni che contribuiscono a questa importante iniziativa. Il nostro impegno è di lavorare insieme per promuovere una società più equa e giusta per tutti.

==

Caratteristiche Socio Demografiche

    B1. Massimo titolo di studio raggiunto

1) elementare

2) medie

3) superiori

4) università

5) master/PhD

6) non so/voglio rispondere

    B2. Massimo titolo di studio raggiunto (partner)     

1) elementare

2) medie

3) superiori

4) università

5) master/PhD

6) non so/voglio rispondere

B3. Stato familiare  

1) celibe/nubile

2) sposata/o

3) vedova/o

4) divorziata/o 

5) divorziata/o con nuovo partner

B4. Figli Numero di figli

B5. Nazionalità Indicare paese di nascita

B6. Come ti identifichi?  

1) Maschio; 

2) Femmina; 

3) Altro (specificare)

4) preferisco non rispondere

B7. Qual è la tua età? Numero di anni

B8. E del tuo partner? Numero di anni

B9. Qual è l'orientamento sessuale della tua coppia?  

1) Eterosessuale; 

2) Omosessuale (due uomini); 

3) Omosessuale (due donne); 

4) Altro (Specificare)

B10. Da quanto tempo sei in questa relazione?  

1) Meno di 1 anno; 

2) 1-3 anni; 

3) 3-5 anni; 

4) 5-10 anni;

5) 10-20 anni; 

6) Oltre 20 anni

B11. Quanti figli hai da questa relazione?  

1) Nessuno; 

2) Uno; 

3) Due; 

4) Tre o più

B12. Quanti figli hai da altre relazioni?  

1) Nessuno; 

2) Uno; 

3) Due; 

4) Tre o più

B13. Qual è il reddito mensile netto della tua famiglia? (euro)  

1) Meno di 800;

2) Tra 800 e 1200;

3) Tra 1200 e 1600;

4) Tra 1600 e 2500; 

5) Tra 2501 e 5000; 

6) Più di 5000

B14. Qual è il tuo stato lavorativo?  

1) Tempo pieno, 

2) Part-time, 

3) Non lavora

B15. E quello del tuo partner?  

1) Tempo pieno, 

2) Part-time, 

3) Non lavora


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Perimetro ristretto

D1. Chi si occupa di raccogliere e lavare i panni sporchi?

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D2. Chi si occupa di stendere i panni?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D3. Chi si occupa di piegarli e metterli a posto?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D4. Chi si occupa di lavare i piatti?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D5. Chi si occupa di comprare detersivi e altro materiale per la pulizia?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D6. Chi si occupa dei parenti e/o figli malati?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D7. Chi si occupa di fare la raccolta differenziata?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D8. Chi si occupa di comprare vestiti per i bambini?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D9. Chi li accompagna a scuola?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D10. Chi si occupa di comprare il materiale per la scuola?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D11. Chi si occupa dei compiti?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D12. Chi si occupa di portarli alle attività sportive?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D13. Chi prepara la colazione?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D14. Chi prepara il pranzo?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D15. Chi prepara la cena?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D16. Chi si occupa dei pagamenti delle bollette e gestisce le finanze domestiche?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

D17. Chi si occupa delle pulizie generali? (Bagno, cucina, camere da letto etc.)  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

==

Perimetro intermedio

E1. Chi di voi due fa attività sportiva?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

E2. Chi di voi due ha hobbies?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

E3. Chi di voi due si occupa delle piante?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

E4. Chi di voi due fa shopping per la famiglia?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

E5. Chi si occupa di fare la spesa alimentare?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

E6. Chi fa le riparazioni in casa?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

==

Perimetro allargato

F1. Chi di voi passa più tempo in macchina per le faccende domestiche?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

F2. Chi di voi porta in giro qualche parente non autosufficiente?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

F3. Chi di voi guida durante i viaggi in macchina?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

F4. Chi di voi si prende cura degli animali domestici?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

==

Equità domestica

C1. Come descriveresti l'evoluzione della distribuzione delle responsabilità domestiche nel corso della tua relazione? 

1) È diventata più equa; 

2) È rimasta invariata; 

3) È diventata meno equa; 

4) Non saprei

C2. Ritieni che le responsabilità domestiche cambino con l'età dei figli o con l'età dei partner?  

1) Sì, molto; 

2) Sì, in parte; 

3) No, per niente; 

4) Non saprei

C3. Ritieni che la tua coppia discuta e negozi equamente le responsabilità domestiche?  

1) Mai; 

2) Raramente; 

3) A volte; 

4) Spesso; 

5) Sempre

C4. In che misura la presenza di più figli ha influenzato la distribuzione delle responsabilità domestiche nella tua coppia?  

1) Non ha influenzato; 

2) Ha aumentato leggermente le disparità; 

3) Ha aumentato significativamente le disparità; 

4) Non saprei

C5. Avete un aiuto a casa per le faccende domestiche?  

1) Si;

0) No

C6. Avete un/a baby sitter fisso/a?  

1) No;

2) Una volta a settimana; 

3) Fino a tre volte a settimana;

4) Tutti i giorni

C7. C'è stata qualche discontinuità particolare nel vostro equilibrio di coppia?  

1) Si;

0) No

==

Carico mentale

G1. Chi è responsabile per la pianificazione degli appuntamenti?  

(es Medico, scuola, commercialista...)  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G2. Chi è responsabile per l'organizzazione delle faccende domestiche?

(es fare la spesa, ricordarsi cosa bisogna acquistare e quando)  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G3. Chi fornisce supporto emotivo all'altra persona, figli e/o parenti?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G4. Chi ricorda al/alla partner di completare determinati compiti domestici?   

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G5. Chi spiega all'altro/a come eseguire le faccende domestiche?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G6. Chi media/si prende cura della risoluzione dei conflitti?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G7. Chi si occupa di decidere scuole o campi estivi dei bambini e/o vacanze?  

1) Solo io; 

2) Principalmente io;

3) Entrambi;

4) Principalmente il partner;

5) Solo il partner;

6) Aiuto Domestico;

G8. Ti senti emotivamente sopraffatta/o dalle responsabilità domestiche? (rispondi in una scala da 1 a 5 dove 1 significa per nulla e 5 molto)

G9. Quanto pensi alle faccende domestiche quando ti stai occupando di altro? (es quando sei al lavoro) (rispondi in una scala da 1 a 5 dove 1 significa per nulla e 5 molto)


lunedì 27 ottobre 2025

I dare, I can, and I want it

I dare, I can, and I want it

Fifty years ago, on October 24, 1975, the most important feminist revolution of the modern era began. The country, Iceland, is small, but what matters is the symbol.

Before that date, women in that country were treated like those in any other European country and the rest of the world: they counted for nothing! Their life trajectory was designed from birth: learn to do all the household chores, get married, have children, take care of their husband, children, and parents, and keep quiet.

That revolution, which began with a general strike by all the country's women, forced male citizens to realize the importance of women in their daily lives, both in the public and private spheres. The following years saw a shift in the status quo that not only led to women holding the highest positions in the state, but also to a growing awareness, even among men, of the magnitude of the problem.

Today, the government of that country is advancing the seventh gender equality program, focused on four key dimensions:

- Education

- Health and Care

- Environment and

- Peace and Security.

Problems still exist, but there is no doubt that Iceland today is profoundly different, and better, from that of before 1975 and, above all, that the next steps will be the result of struggles, both from above and below, where women and even enlightened men will fight together.

What matters, as I said at the beginning, is the symbol: changing centuries-old patriarchal structures will take time and a lot of strength, but it can be done.

The battle cry of that October 24th remains more relevant than ever, for both women and men who accept the challenge of building a different world:

I dare, I can, and I want it!


Me atrevo, puedo y lo quiero

Me atrevo, puedo y lo quiero.

Hace cincuenta años, el 24 de octubre de 1975, comenzó la revolución feminista más importante de la era moderna. Islandia es un país pequeño, pero lo que importa es el símbolo.

Antes de esa fecha, las mujeres de ese país eran tratadas como las de cualquier otro país europeo y del resto del mundo: ¡no contaban para nada! Su trayectoria vital estaba diseñada desde su nacimiento: aprender a hacer todas las tareas del hogar, casarse, tener hijos, cuidar de su marido, hijos y padres, y guardar silencio.

Esa revolución, que comenzó con una huelga general de todas las mujeres del país, obligó a los hombres a comprender la importancia de las mujeres en su vida cotidiana, tanto en el ámbito público como en el privado. Los años siguientes presenciaron un cambio en el statu quo que no solo llevó a las mujeres a ocupar los puestos más altos del Estado, sino también a una creciente conciencia, incluso entre los hombres, de la magnitud del problema.

Hoy, el gobierno de ese país impulsa el séptimo programa de igualdad de género, centrado en cuatro dimensiones clave:

- Educación

- Salud y Cuidado

- Medio Ambiente

- Paz y Seguridad.

Aún existen problemas, pero no cabe duda de que la Islandia de hoy es profundamente diferente, y mejor, a la de antes de 1975 y, sobre todo, de que los próximos pasos serán el resultado de luchas, tanto desde arriba como desde abajo, en las que mujeres e incluso hombres progresistas lucharán juntos.

Lo que importa, como dije al principio, es el símbolo: cambiar las estructuras patriarcales centenarias requerirá tiempo y mucha fuerza, pero es posible.

El grito de batalla de aquel 24 de octubre sigue siendo más relevante que nunca, tanto para las mujeres como para los hombres que aceptan el reto de construir un mundo diferente:

¡Me atrevo, puedo y lo quiero!


Io oso, posso e lo voglio

Io oso, posso e lo voglio

Cinquant’anni fa, il 24 ottobre 1975, iniziava la più importante rivoluzione femminista dell’era moderna. Il paese, l’Islanda, è piccolo, ma quel che conta è il simbolo.

Prima di quella data, le donne di quel paese erano trattate come quelle di qualsiasi altro paese europeo e del resto del mondo: non contavano niente! La loro traiettoria di vita era disegnata fin dalla nascita: imparare a fare tutti i compiti della sfera domestica, sposarsi, fare figli, occuparsi del marito, dei figli e dei genitori e stare zitta. 

Quella rivoluzione, iniziata con uno sciopero generale di tutte le donne del paese, costrinse i cittadini maschi a rendersi conto di quanto contavano le donne nella vita quotidiana, sia nella sfera pubblica che nella sfera privata. Gli anni successivi hanno visto mettersi in moto un cambiamento che non solo ha portato le donne a coprire le più alte cariche dello Stato, ma anche una presa di coscienza crescente, anche da parte maschile, della magnitudine del problema.

Oggigiorno, il governo di quel paese sta portando avanti il settimo programma di uguaglianza di genere, centrato in quattro dimensioni chiave:

- Educazione

- Salute e Cura

- Ambiente e

- Pace e Sicurezza.

Problemi ne esistono ancora, però non ci sono dubbi sul fatto che l’Islanda di oggi sia profondamente diversa e migliore da quella di prima del 1975 e, soprattutto, che i passi successivi saranno frutto di lotte, sia dall’alto che dal basso, dove donne ed anche uomini illuminati lotteranno assieme. 

Quel che conta, come dicevo all’inizio, è il simbolo: cambiare strutture patriarcali vecchie di secoli, prenderà tempo e molta forza, ma si può fare. 

Il grido di battaglia di quel 24 ottobre resta attualissimo più che mai, sia per le donne che per quegli uomini che accettano la sfida di costruire un mondo diverso:

Io oso, posso e lo voglio!


venerdì 3 ottobre 2025

Esfera doméstica y esfera pública

 Esfera doméstica y esfera pública


Paolo Groppo, Laura Cima, Marco D’Errico

Carole Pateman resumió el tema así: «La dicotomía entre lo privado y lo público es central en casi dos siglos de escritura feminista y lucha política; es, en última instancia, la esencia del movimiento feminista».[1] En la década de 1970, a partir del grupo Lotta Femminista de Padua, surgieron importantes líneas de investigación sobre este tema. La primera, de Mariarosa Dalla Costa, integrada por Selma James y Silvia Federici, introdujo las nociones de trabajo doméstico y reproducción social[2], cuestionando la postura marxista según la cual el trabajo doméstico no era «productivo». De ahí surgió la campaña por el salario doméstico, que sigue vigente hasta la actualidad.[3] Otra línea de pensamiento fue desarrollada por Antonella Picchio quien, partiendo de la misma base —es decir, la importancia del trabajo de cuidados no remunerado realizado por la mayoría de las mujeres— y compartiendo las mismas críticas planteadas por Dalla Costa contra la izquierda (de la que provenían) que "nunca ha comprendido la importancia social del trabajo no remunerado y ha desviado la mirada de todo lo que no es trabajo remunerado", colocó en el centro de sus reflexiones una visión del sistema económico capaz de contener tanto el proceso de producción capitalista como el proceso de reproducción social de la población.

En la Conferencia Mundial sobre la Mujer celebrada en Pekín en 1995, Picchio propuso incluir el trabajo doméstico en el PIB nacional, destacando así su importancia. Desde su perspectiva, de gran relevancia hoy en día, la conciliación de las condiciones de vida y el trabajo remunerado no es un asunto de mujeres, sino un problema del sistema productivo en su conjunto.[4] Por ello, para que las políticas de igualdad de oportunidades sean eficaces, deben implicar un cambio en las reglas y relaciones fundamentales que estructuran el mercado laboral en general, en cuanto a tiempo, espacio, adecuación salarial, estrés y seguridad.[5]

A partir de trabajos previos,[6] junto con un grupo mixto de personas de diversos orígenes, hemos promovido una reflexión que se alinea con las propuestas de Picchio: un cambio en las relaciones entre hombres y mujeres en el ámbito doméstico, para garantizar que estas últimas asuman su parte de tareas, liberando así el tiempo de las mujeres. Una reflexión, por tanto, no centrada en el valor del trabajo no remunerado en la reproducción del sistema capitalista, sino en la cuestión del tiempo, que debe distribuirse de forma diferente y más equitativa.

Sobre esta base, considerando toda una serie de tareas necesarias para el sostenimiento de una pareja/familia, hemos desarrollado una propuesta para un Índice de Igualdad Doméstica (IPAD). Este índice está diseñado inicialmente para un público limitado: grupos, asociaciones y/o movimientos que expresan posiciones públicas a favor de la igualdad de género. El IPAD destacará la coherencia entre el discurso, las palabras y las acciones concretas que se llevan a cabo en su seno, para impulsar un proceso de cambio hacia la verdadera igualdad. Sin embargo, para alcanzar su valor real y compartido, es esencial que las partes con las que trabajamos se involucren y asuman un papel protagónico en su construcción y posterior seguimiento, de modo que el IPAD se convierta en su herramienta y demuestre cómo su valor mejora con el tiempo. De hecho, el IPAD servirá, inicialmente (T°), para visibilizar el verdadero equilibrio de poder dentro de las parejas/familias y, en consecuencia, qué y cuánto esfuerzo se requiere para alinear el discurso público con las prácticas internas concretas. El propósito del diálogo y la negociación iniciales será aumentar la conciencia explícita sobre cuántas actividades son necesarias para mantener unida a una pareja/familia, de modo que aumente la voluntad personal de las partes menos involucradas.

El marco conceptual que proponemos se organiza en torno a tres perímetros:

Un perímetro específico: que contiene las actividades principales de las tareas domésticas.

Un perímetro intermedio: a la primera lista se añaden aquellas que es más probable que realicemos por puro placer y, por lo tanto, que duren más de lo estrictamente necesario.

Un perímetro extendido: a las dos primeras se añaden los tiempos de desplazamiento, los viajes en coche y, por ejemplo, pasear al perro.

A este marco básico, añadimos la carga mental, tal como se describe en el trabajo de Ana Catalano Weeks[7]. Para cada perímetro, se propondrán dimensiones iniciales (áreas temáticas), seguidas de variables específicas (ejemplo: dimensión: Tareas domésticas; variables: Cocinar, Limpiar, Lavandería, etc.). 

En cuanto a la ponderación de las distintas actividades, hemos optado por asignarles a todas el mismo peso, sin distinguir entre actividades más o menos costosas, más o menos agotadoras o que requieren más o menos tiempo. A partir de una lista indicativa que se completará mediante negociación inicial entre las partes, obtenemos un total de X actividades, a las que se les asigna un valor de -1 si las realiza solo el socio A; -0,5 si las realiza principalmente el socio A; 0 si las realizan por igual tanto los socios A como B; +0,5 si las realiza principalmente el socio B; y +1 si las realiza únicamente el socio B. Para las entrevistas, utilizaremos una muestra estadísticamente representativa de la población del estudio.

El promedio del conjunto de valores encontrados nos permitirá establecer un valor inicial en el momento T°. El uso del promedio es una práctica habitual en la inferencia estadística. En el caso del IPAD, dado que requiere interpretaciones subjetivas del uso del tiempo de cada individuo, su uso satisface dos necesidades: depurar los datos del sesgo cognitivo que cada uno de nosotros aplicaría a sus respuestas; y proporcionar una idea del grado de alineación y consciencia de las parejas a las que nos dirigimos. El IPAD se medirá entonces varias veces a lo largo del tiempo, ya que lo más interesante es observar cómo cambia el equilibrio. Por lo tanto, los valores iniciales en T° adquieren plena relevancia en el seguimiento periódico (¿cómo ha cambiado el valor en T1 y T2 gracias a las acciones específicas implementadas por los líderes de la asociación, movimiento o partido?) más que en el análisis espacial (comparabilidad dentro del mismo año entre diversas instituciones), que no es el núcleo del problema que pretendemos abordar.

En una sociedad que ha otorgado un papel fundamental a los índices, creemos que apoyar la presión popular, con la participación de hombres y mujeres, para un auténtico reparto del tiempo en el ámbito doméstico, de manera que los hombres puedan asumir su parte de responsabilidad y liberar el tiempo de las mujeres para cualquier otro uso, es una propuesta interesante que merece la pena debatir. 

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[1] Pateman, C. 1983. Feminist Critiques of the Public/Private Dichotomy, in S.I. Benn - G.F. Gauss (edd), Public and Private in Social Life, Kent 1983

[2] Daniela A.; Stagno, Ch. 2021. Lo chiamano amore, noi lo chiamiamo lavoro non pagato In: Contratto o rivoluzione! L’Autunno caldo tra operaismo e storiografia[online]. Torino: Accademia University Press

[3] Rosa, K. S. 2022. The Wages for Housework Campaign is As Relevant As Ever. Novara media 

[4] Picchio, A. 2003. Political economy and a life research. Salute Mentale Donna - http://www.salutementaledonna.it/09_2003_reversibita_HTM_file/Picchio_ita.pdf (accesso 17 gennaio 2024)

[5] Picchio, Ibid.

[6] Groppo, P., Cangelosi, E., Siliprandi, E. Groppo, Ch., (prefazione di Laura Cima), 2023. Quando Eva bussa alla porta – Donne, terre e diritti. Ombre Corte, Verona

[7] Weeks, A. C., 2022. The Political Consequences of the Mental Load 



Domestic sphere and public sphere

Domestic sphere and public sphere

Paolo Groppo, Laura Cima, Marco D’Errico 

Carole Pateman summed up the issue thus: “The dichotomy between the private and the public is central to nearly two centuries of feminist writing and political struggle; it is, ultimately, what the feminist movement is about.”[1] In the 1970s, starting with the Lotta Femminista group in Padua, important lines of research on this topic emerged. The first elaboration, by Mariarosa Dalla Costa, integrated by Selma James and Silvia Federici, introduced the notions of domestic work and social reproduction[2], questioning the Marxist position according to which domestic work was not “productive”. From there emerged the campaign for the house wage which remains relevant to the present day.[3] Another line of thought was developed by Antonella Picchio who, starting from the same foundation—namely, the importance of unpaid care work performed by the majority of women—and sharing the same criticisms raised by Dalla Costa against the left (from which they came) that "has never understood the social importance of unpaid work and has turned its gaze away from everything that is not paid work," placed at the center of her reflections a vision of the economic system capable of containing both the process of capitalist production and the process of social reproduction of the population. 

At the World Conference on Women held in Beijing in 1995, Picchio proposed including domestic work in the national GDP, thus highlighting its importance. From her perspective, which is extremely relevant today, the reconciliation of living conditions and paid work is not a women's issue, but rather a problem for the production system as a whole.[4] For this reason, equal opportunity policies, to be effective, must involve a change in the fundamental rules and relationships that structure the labor market in general, with respect to time, space, wage adequacy, stress, and security.[5]

Building on previous work,[6] together with a mixed group of people from various backgrounds, we have promoted a reflection that aligns with Picchio's proposals: namely, a change in male-female relationships within the domestic sphere, to ensure that the latter shoulder their share of tasks, thus freeing up women's time. A reflection, therefore, not focused on the value of unpaid labor in the reproduction of the capitalist system, but on the question of time, which must be distributed differently and more equitably.

On this basis, considering a whole series of tasks necessary to sustain a couple/family, we have developed a proposal for a Domestic Equality Index (DEI). This index is initially designed for a limited audience: groups, associations, and/or movements that express public positions in favor of gender equality. The DEI will highlight the coherence between discourse, words, and concrete actions undertaken within them, to stimulate a process of change toward true equality. However, to achieve its real and shared value, it is essential that the partners we work with are involved and take a leading role in its construction and subsequent monitoring, so that the IPAD becomes "their thing" and demonstrates how its value improves over time. In fact, the DEI will serve, initially (T°), to highlight the real balance of power within couples/families and, consequently, what and how much effort is needed to align public discourse with concrete internal practices. The purpose of the initial dialogue and negotiation will be to increase explicit awareness of how many activities are necessary to keep a couple/family together, so that the personal will of the less involved partners increases. 

The conceptual framework we propose is organized around three perimeters:

A narrow one: which contains the "core" activities of housework.

An intermediate one: to the first list are added those that we are more likely to do purely for pleasure and therefore last longer than strictly necessary.

An extended one: to the first two are added travel times, car trips, and, for example, walking the dog.

To this basic framework, we add mental load, as described in the work of Ana Catalano Weeks.[7] For each perimeter, initial dimensions (thematic areas) will be proposed, followed by specific variables (example: dimension: Housework; Variables: Cooking, Cleaning, Laundry, etc.).

Regarding the weighting of the various activities, we have chosen to give them all the same weight, without distinguishing between more or less expensive, more or less tiring, or more or less time-consuming activities. Starting from an indicative list that will be completed through initial negotiation between the parties, we obtain a total of X activities, which are assigned a value of -1 if they are performed only by partner A; -0.5 if they are performed primarily by partner A; 0 if they are performed equally by both partners A and B; +0.5 if they are performed primarily by partner B; and +1 if they are performed solely by partner B. For the interviews, we will use a statistically representative sample of the study population.

The average of the set of values found will allow us to establish a starting value at time T°. Using the average is standard practice in statistical inference. In the case of the IPAD, since it requires subjective interpretations of each individual's time use, using the average meets two needs: to purify the data from the cognitive bias that each of us would put into our responses; and to provide a sense of how aligned and aware the couples we are addressing are. The IPAD will then be measured multiple times over time, because the most interesting part is seeing how the balance changes. Therefore, the initial values at T° take on their full meaning in periodic monitoring (how has the value changed at T1 and T2 thanks to the specific actions implemented by the leaders of the association, movement, and/or party?) rather than in spatial analysis (comparability within the same year across various institutions), which is not the core of the problem we wish to address.

In a society that has given a key role to indexes, we believe that supporting grassroots lobbying, involving both men and women, for a genuine sharing of time within the domestic sphere, so that men can assume their share of responsibility and free up women's time for any other use, is an interesting proposal worth discussing. 

[1] Pateman, C. 1983. Feminist Critiques of the Public/Private Dichotomy, in S.I. Benn - G.F. Gauss

(edd), Public and Private in Social Life, Kent 1983

[2] Daniela A.; Stagno, Ch. 2021. Lo chiamano amore, noi lo chiamiamo lavoro non pagato In: Contratto o rivoluzione! L’Autunno caldo tra operaismo e storiografia[online]. Torino: Accademia University Press

[3] Rosa, K. S. 2022. The Wages for Housework Campaign is As Relevant As Ever. Novara media 

[4] Picchio, A. 2003. Political economy and a life research. Salute Mentale Donna - http://www.salutementaledonna.it/09_2003_reversibita_HTM_file/Picchio_ita.pdf (accesso 17 gennaio 2024)

[5] Picchio, Ibid.

[6] Groppo, P., Cangelosi, E., Siliprandi, E. Groppo, Ch., (prefazione di Laura Cima), 2023. Quando Eva bussa alla porta – Donne, terre e diritti. Ombre Corte, Verona

[7] Weeks, A. C., 2022. The Political Consequences of the Mental Load