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domenica 29 marzo 2026

2026 L16: Maurizio De Giovanni - Volver

Einaudi, 2024

Serve coraggio quando si parte, ma a volte ne serve ancora di piú quando si torna. È il luglio del 1940, l’Italia è in guerra. Ricciardi – preoccupato per la figlia Marta e per i suoceri, in grave pericolo a causa delle origini ebraiche – ha ormai trasferito la famiglia a Fortino, il paese dove è nato. Lí, nei luoghi dell’infanzia, sperava di avere un po’ di quiete. Invece, mentre in città il fido brigadiere Maione cerca di salvare un comune amico da morte certa, tra le montagne del Cilento il commissario è messo faccia a faccia con un passato che avrebbe voluto scordare. Per lui, e non solo per lui, è arrivato il momento di regolare i conti con la propria storia. Del resto è questo, quasi sempre, il destino di chi torna.

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Mi è piaciuto, anche se sembra un po' confuso. Forse fa parte di una serie, da quanto leggo nei commenti, ma comunque un libro dovrebbe stare in piedi per conto suo. Qui ci sono dei personaggi che non si capisce cosa c'entrino nella storia, in particolare la cantante che torna dall'Argentina e poi sparisce. Poi c'è quello strano capitolo XXX che non si capisce se appartiene a questo libro o a un altro. Comunque, resta una bella storia, non da Top ma almeno per passare un po' di tempo rilassato.

¿Hemos dejado atrás la prehistoria? ¡No lo creo!


Tradicionalmente, se considera que la transición de la prehistoria a la historia tuvo lugar entre el 3500 y el 300 a. C., con la invención de la escritura. Esto es lo que nos enseñan en la escuela, aunque la percepción común, en lugar de enfatizar el nuevo modo de transmitir información (las fuentes escritas), ha simplificado todo al considerar a los habitantes de la época prehistórica como los "Flinstones" de la serie de televisión del mismo nombre, y a nosotros, los que nacimos dentro de la Historia, como los "modernos".

Sin embargo, dado que esta transición no trajo consigo ningún cambio radical en la organización social —de hecho, se caracterizó más bien por el dominio progresivo del modelo patriarcal y la subyugación gradual y constante de la mitad de la población mundial, es decir, las mujeres—, quizás deberíamos empezar a cuestionar este tema y mirarlo desde una perspectiva diferente.

Si queremos considerar la transición de un "antes" a un "después" como algo significativo para las generaciones venideras, con el fin de dejar un mensaje positivo, una visión de una sociedad más justa e igualitaria que tenga en cuenta a todas las personas que habitan este planeta, podríamos pensar que, incluso hoy, vivimos en el mundo del "antes", un mundo donde los hombres dominan en casi todos los países y sectores económicos y sociales del mundo. El progreso alcanzado en el último siglo se debe casi exclusivamente a las luchas de las mujeres, en contra de la opinión propagada por hombres que temían, y aún temen, que al fortalecer los derechos de las mujeres nosotros, (puesto que también soy hombre) perderíamos el poder que nos corresponde porque "siempre ha sido así".

Numerosas escritoras, expertas y científicas han demostrado la falsedad de esta premisa, dejando claro que no se trata de algo divino, sino de una construcción social masculina que se impone contra la voluntad femenina. El hecho de que todas las religiones se hayan inventado sobre esta base —un Dios masculino, así como el hijo o profeta, y que las ceremonias y la lectura de textos sagrados sean para hombres— forma parte del circo mediático que sirvió para justificar esta violencia y opresión históricas.

Ahora que la Iglesia Anglicana ha nombrado a Sarah Mullally Arzobispa de Canterbury, la primera mujer en los más de cinco siglos de existencia de esta iglesia, resulta cada vez más difícil justificar la exclusión de las mujeres de los sacramentos religiosos.

Poco a poco, el muro erigido por el mundo masculino para marginar todos los descubrimientos de las mujeres, los documentos fundamentales que escribieron, como la Declaración de los Derechos de la Mujer y de la Ciudadana de Olympe de Gouges (1791), una crítica al machismo imperante en la revolución de Robespierre (quien la mandó guillotinar) y compañía, los numerosos Premios Nobel no reconocidos, sobre todo el que se le negó a Rosalind Franklin, cuyo trabajo pionero le permitió identificar la doble hélice del ADN, lo que le valió el Premio Nobel a Watson y Crick, quienes explotaron este descubrimiento sin su consentimiento. En resumen, el muro comienza a crujir lentamente y, esperemos, ¡un día caerá!

Y cuando esto suceda, podremos decir que, como sociedad humana, hemos entrado finalmente en la Historia, emergiendo de la prehistoria de violencia y opresión que aún domina, independientemente del medio, material o escrito, que utilicemos para comunicarnos.

Por supuesto, si el mundo masculino también empezara a colaborar, no estaría mal. Seguir gritando "¡No a la guerra!", "¡No a la violencia!", y luego ser incapaces de cambiar nosotros mismos en nuestro comportamiento diario, nos demuestra cuánto camino nos queda por recorrer, incluso para aquellos hombres que se autodenominan de izquierda o progresistas.

¡La lucha continúa!


Siamo usciti dalla preistoria? Non credo!


Convenzionalmente si considera il passaggio dalla Preistoria alla Storia attorno al 3500-300 AC, con l’invenzione della scrittura. Questo è quanto ci insegnano a scuola, anche se la percezione comune più che mettere l’accento sulla nuova modalità di trasmissione dell’informazione (le fonti scritte), ha semplificato il tutto considerando i Preistorici come gli “Antenati” dell’omonima serie televisiva e noi, quelli delle Storia, come i “moderni”.

Dato però che questo passaggio non ha significato nessun cambio radicale nell’organizzazione sociale, anzi, si è caratterizzato per il progressivo dominio del modello patriarcale e la sottomissione progressiva e costante della metà della popolazione umana, quella femminile, forse bisognerebbe cominciare a interrogarsi su questo tema in maniera un po’ diversa. 

Se vogliamo considerare il passaggio da un “prima” a un “dopo” come qualcosa di significativo per le generazioni che verranno dopo di noi, volendo con questo lasciare un messaggio positivo, di una visione di società più giusta e paritaria che consideri l’insieme delle persone che abitano questo pianeta, verrebbe da pensare che noi, ancora oggi, siamo nel mondo del “prima”, un mondo cioè dove dominano gli uomini in quasi tutti i paesi e settori economici e sociali del mondo. I passi avanti che si sono registrati nell’ultimo secolo, si devono in misura quasi esclusiva alle lotte delle donne, contro l’opinione propagandata dai maschi che temevano, e temono, che rafforzando i diritti delle donne loro (noi, dato che anche io sono maschio) perderemmo quel potere che ci è dovuto perché “è sempre stato così”.

Molte scrittrici, esperte e scienziate hanno dimostrato la falsità di questo assunto, mettendo in chiaro che non è un qualcosa di divino, ma una costruzione sociale del maschio contro la volontà della donna. Che poi tutte le religioni siano state inventate sulla base di questo assunto, un Dio maschile, così come il figlio o profeta, che le cerimonie e la lettura dei sacri testi sia roba da uomini, fa parte del circo mediatico che serviva a giustificare questa violenza e sopraffazione storica.

Adesso però che la Chiesa anglicana ha incoronato Sarah Mullally come arcivescovo di Canterbury, prima donna negli oltre 5 secoli di vita di questa chiesa, diventa sempre più complicato giustificare l’estromissione delle donne dai sacramenti religiosi. 

Pian piano il muro eretto dal mondo maschile per mettere in un angolo tutte le scoperte realizzate da donne, i documenti fondamentali da loro scritti, come la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (1791) di Olympe de Gouges, critica del maschilismo imperante nella rivoluzione di Robespierre (che la fece ghigliottinare) e soci, i tanti premi Nobel non riconosciuti, valga fra tutti quello negato a Rosalind Franklin i cui lavori pionieristici permisero di individuare la doppia elica del DNA, cosa che fruttò a Watson e Crick, che sfruttarono questa scoperta senza il suo consenso, il premio Nobel; insomma, pian piano il muro comincia a scricchiolare e, un giorno, speriamo cadrà!

E quando questo succederà, allora sì che potremo dire di essere entrati, come società umana, dentro la Storia, uscendo dalla preistoria di violenza e sopraffazione che continua a dominare, indipendentemente dal mezzo, materiale o scrittura, che usiamo per comunicare.

Certo che se anche il mondo maschile cominciasse a collaborare, non sarebbe male. Continuare a gridare No alla guerra!, No alla violenza! E poi non essere capaci di cambiare noi stessi, nei nostri comportamenti quotidiani, ci dice quanta strada ci sia ancora da percorrere, anche per quegli uomini che si dicono di sinistra o progressisti.

La lotta continua!


lunedì 23 marzo 2026

2026 L15: Roberto Ampuero - Pasiones griegas

 


Editorial Planeta

"No volveré. No me llames ni me busques" es el inesperado mensaje que Bruno Garza, académico de una universidad, encuentra una mañana en la pantalla de su correo electrónico. Fabiana, su mujer, ha decidido abandonarlo. Hasta ese día en que amaneció convertido en un hombre solo, llevaba una existencia más bien tranquila en una ciudad de la pradera del Midwest norteamericano. Contaba con una cátedra sobre el pensamiento utópico y carecía de grandes emociones, salvo engañar a su esposa.

Pero Bruno no está dispuesto a perder a Fabiana. Viaja a Nueva York, sigue a Antigua de los Caballeros, en Centroamérica, y después a Grecia. Realiza una búsqueda desesperada, en la que no sólo irá tras su mujer, sino tras la razón que explique su vida, la rutina en que cayó su matrimonio, los quiebres del amor y la pasión perdida.

Fabiana, en cambio, huye de su marido y de sí misma, de la sombra de su pasado y de su origen en una Centroamérica exótica y violenta, llevando dolorosos secretos familiares a cuestas.

Una bella y remota isla griega es el sitio que ambos se han trazado, sin acuerdo previo, como probable lugar de reencuentro. Allí confluyen sus mejores evocaciones de lo que fue su amor, su pasión y su felicidad. Surge así el paraíso al cual tal vez algún día Bruno y Fabiana deberán llegar, o regresar.

En Pasiones griegas Roberto Ampuero entrega una nueva obra sobre vidas cruzadas, de mayor fuerza erótica y expresiva que la celebrada Los amantes de Estocolmo. Se trata de una novela imprescindible, en la que un hombre y una mujer intentan hallar desesperadamente una explicación plausible para los fracasos y las esperanzas de la vida en pareja, y para aquello que a menudo se convierte en su principal víctima: la pasión. Una vez más, con su peculiar estilo, Roberto Ampuero teje una trama que atrapa al lector desde las páginas iniciales, y donde lo aguarda un final absolutamente inesperado.

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I libri di Ampuero mi piacciono, soprattutto perché mi ricordano il Cile, paese che tanto amo. La storia è un po' aggrovigliata, ma la gioia di leggerlo in lingua originale vale tutti i difetti.

mercoledì 18 marzo 2026

2026 L14: Jean-Christophe Rufin - D'or et de jungle

Folio, 2025

Le monde d’aujourd’hui ne manque pas de pays vulnérables qu’un coup d’État « clefs en main » pourrait livrer à des entreprises mille fois plus puissantes qu’eux. C’est l’aventure dans laquelle va nous entraîner Flora, jeune championne de plongée, fascinée par l’image de son grand-père, célèbre mercenaire qui a passé sa vie à renverser des pouvoirs établis.
Le sultanat de Brunéi, pays d’or (noir) et de jungle, sera sa destination. Entraîné par Flora et d’innombrables personnages, vous allez vivre pas à pas la prise de contrôle d’un pays que rien, en apparence, ne destinait à se trouver projeté au cœur de l’actualité mondiale.

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Gran bella storia, un ottimo Rufin!

martedì 17 marzo 2026

2026 L13: Gisèle Pelicot - Et la joie de vivre

Flammarion, 2026

Le 2 septembre 2024 s'ouvre le procès de Mazan et la France découvre le visage de Gisèle Pelicot. Décidée à ce que "la honte change de camp", elle a voulu et obtenu que ce procès soit public. Son courage bouleverse le monde entier à mesure que l'horreur des crimes qu'elle a subis est exposée au tribunal. Depuis le procès, elle qui n'a jamais pris la parole et est devenue un symbole mondial de la dignité des femmes a décidé de raconter son histoire avec ses propres mots. Elle veut transmettre un message d'espoir à tous ceux et toutes celles qui traversent des épreuves, comme à ceux et celles qui l'ont soutenue au cours de ces semaines d'automne 2024. Le récit ciselé et bouleversant qu'elle a écrit avec la romancière Judith Perrignon dévoile l'histoire singulière et passionnante ainsi que les ressorts intimes de l'incroyable résilience de cette femme si secrète.

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Senza alcun dubbio IL LIBRO DELL'ANNO!

mercoledì 4 marzo 2026

2026 L12: William Ospina - No Llegó El Cambio Y Hacia Atrás Asustan

Random House, 2025

William Ospina «Lo que paraliza a Colombia es el Estado, lo que la extenúa es la corrupción, lo que la confunde es la politiquería, lo que la arroja a la violencia es la falta de una economía legal e incluyente, lo que la frustra es la falta de oportunidades, lo que la anula es el desprecio, lo que la mantiene con las manos atadas es la ignorancia, lo que la borra es que los únicos que tienen protagonismo son los políticos y los violentos, lo que la pierde sin descanso es no tener rumbo, ni confianza en su gente, ni memoria, ni conciencia de sus posibilidades. Aquí nada es tan urgente como cambiar las costumbres y renovar la cultura. Pero a menudo los profesionales del cambio no solo son incapaces de corregir las viejas costumbres, sino que se dan el lujo de dejar pasar una cuarta parte de su gobierno sin darles ninguna oportunidad a unos procesos culturales sin los cuales ningún cambio es posible...».

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Una voce molto critica del Presidente Petro da parte di un pensatore di sinistra. Da leggere.

giovedì 19 febbraio 2026

Interdipendenza tra sfera pubblica e sfera domestica - Cos'è e come tradurla in pratica


 

un possibile spin-off del nostro IPAD nel mondo delle imprese; grazie a Elisabetta per il lavoro che stiamo iniziando assieme. 

Articolo disponibile qui: https://www.linkedin.com/pulse/interdipendenza-tra-sfera-pubblica-e-domestica-cos%C3%A8-come-isa-maggi-dxjgf/?trackingId=TqBiSeDm5%2BpwSczaUyHXLQ%3D%3D


lunedì 16 febbraio 2026

2026 L11: Miguel Gotor - Aldo Moro Lettere dalla prigionia

Einaudi, 2018

«Bacia e carezza per me tutti, volto per volto, occhi per occhi, capelli per capelli. A ciascuno una mia immensa tenerezza che passa per le tue mani. Sii forte, mia dolcissima, in questa prova assurda e incomprensibile. Sono le vie del Signore. [...] Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo».

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E' la nostra storia, che ci piaccia o meno.

giovedì 12 febbraio 2026

2026 L10: Anna Negri - Con un piede impigliato nella Storia

Derive e Approdi, 2023

Il libro è un’autobiografia: quella di Anna, figlia di Toni Negri, professore di Scienze politiche all’Università di Padova, fondatore di Potere operaio e leader di Autonomia operaia. Ed è anche una storia personale e intima; racconta l’infanzia e l’adolescenza di una figlia, insieme alle vicende familiari fra gli anni Settanta e Ottanta. Soprattutto le vicende di un padre ingombrante che un po’ come uno spettro l’ha accompagnata nella sua vita.È il maggio del 1977 quando in casa Negri irrompono i carabinieri a mitra spianati. La dodicenne
Anna li guarda a lungo, rabbrividisce al contatto della canna fredda dell’arma sulla pancia attraverso la canottiera e poi scoppia a ridere. Anna è una testimone, suo malgrado. Da un lato
c’è la figura paterna, assente, contraddittoria, complessa, capace di suscitare alternativamente sarcasmo e invidia nei compagni di scuola di Anna. Dall’altro, un percorso di crescita e
maturazione che ha come tutori hippy e intellettuali, famiglie «bene» e rivoluzionari armi in pugno. Sullo sfondo il terrorismo, la politica extraparlamentare, i movimenti. E poi il padre in
carcere, Parigi, l’irreperibilità, la solitudine. Ma tutto, ancora una volta, viene ricondotto a lei, Anna. Anna che soffre di disturbi alimentari, che si innamora, che cerca stabilità nella sfuggente figura paterna, che mal tollera la nevrotica sfida della madre nel tenere unita la famiglia, che prova a vivere una vita normale sui banchi di scuola. Anna che, ancora oggi, cammina con un piede impigliato nella Storia.

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Molto interessante ...

2026 L9: Titou Lecoq - Libérées - le combat féministe se gagne devant le panier de linge sale

Fayard, 2017

Un jour, je me suis demandée : pourquoi est-ce moi qui ramasse les affaires qui traînent ?

Je n’ai trouvé qu’une seule réponse. Parce que je suis une femme qui vit avec un homme et deux enfants et que, conséquemment, les corvées, c’est pour ma gueule.

Être une femme, ce n’est pas seulement l’idéal de minceur et de cheveux qui brillent, c’est le souci permanent des autres et du foyer, c’est être sans cesse ramenée à la saleté, aux taches, à la morve. L’égalité serait déjà là, mais les femmes conservent la conviction intérieure qu’elles doivent s’occuper de tout et tout le monde, et d’elles en dernier, s’il reste cinq minutes à la fin de leur triple journée.

Cette féminisation de la sphère privée implique une autre conséquence : l’espace public est toujours masculin. Peut-on se dire égaux quand la moitié de la population adapte ses vêtements en fonction des transports et fait attention à ne pas être seule la nuit dans la rue ?

Et si le combat féministe devait encore et toujours se jouer dans la vie quotidienne de chacune et chacun, chez soi, dans sa propre maison, devant le panier de linge sale ?

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Se l'avessi letto quando è uscito magari il nostro gruppetto lo creavamo prima. Conferma comunque l'intuizione che la battaglia che portiamo avanti sia quella giusta.

martedì 3 febbraio 2026

2026 L8: Louise Mey - Petite sale

Le Masque, 2023

" La terre est riche. Parfois, elle y pense – la terre est riche. La boue est riche. Elle pas. Tout le monde est plus riche qu’elle, même la boue. "
Catherine est pauvre. Catherine fait sale. Catherine parle peu. Elle n’aime pas qu’on la regarde – les filles qu’on regarde ont des problèmes. Au Domaine où elle travaille, elle fait partie de ces invisibles grâce à qui la ferme tourne.
Monsieur, lui, est riche. Il ne parle pas non plus – il crache ou il tonne. Et il possède tout.
Mais quand sa petite-fille de quatre ans disparaît ce jour glacé de février 1969, Monsieur perd quelque chose d’une valeur inestimable.
Dans cette vallée de champs de betterave, où chaque homme et chaque femme est employé de près ou de loin par Monsieur, deux flics parisiens débarquent alors pour mener l’enquête avec les gendarmes.
Car une demande de rançon tombe. Mais le village entier semble englué dans le silence et les non-dits. Personne ne veut d’ennuis avec Monsieur. À commencer par Catherine. Catherine qui se fait plus discrète et plus invisible encore. Catherine qui est la dernière à avoir vu la petite.

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Ci ho messo un po' a entrare nella storia, forse perché di vecchie aziende padronali ne ho viste anche troppe nel mio lavoro. Ma poi la storia è diventata molto ma molto interessante. Consigliato. 

2026 L7: Cristina Cassar Scalia - Mandorla amara

Einaudi, 2025

Sette cadaveri su uno yacht alla deriva. Causa della morte, avvelenamento. Un delitto quanto mai insolito che spalanca un abisso di ipotesi, sospetti e stranezze in cui Vanina Guarrasi, nonostante il difficile momento personale, è pronta a calarsi.

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Sempre un piacere leggere le storie di questa autrice.

mercoledì 21 gennaio 2026

2026 L6: Salomé Saqué - Résister

Payot et Rivages, 2026

Un appel à la résistance, à l'indignation et au retour du collectif pour préserver la démocratie et le bien commun par Salomé Saqué.

L'extrême droite est aux portes du pouvoir. Dans les urnes comme dans les esprits, ses thèmes, son narratif et son vocabulaire s'imposent. Il est encore temps d'inverser cette tendance, à condition de comprendre les rouages de cette progression et de réagir rapidement (quatrième de couverture).

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Lettura periodicamente necessaria per ricordarci i rischi che corriamo.

martedì 20 gennaio 2026

2026 L5: Titiou Lecoq - Les grandes oubliées

L'Iconoclaste, 2021

« On nous a appris que l’histoire avait un sens et que, concernant les femmes, elle allait d’un état de servitude totale vers une libération complète, comme si la marche vers l’égalité était un processus naturel. Ce n’est pas exact. On a travesti les faits. »
De tout temps, les femmes ont agi. Elles ont régné, écrit, milité, créé, combattu, crié parfois.
Et pourtant elles sont pour la plupart absentes des manuels d’histoire.
Pourquoi ce grand oubli ?
De l’âge des cavernes jusqu’à nos jours, Titiou Lecoq s’appuie sur les découvertes les plus récentes pour analyser les mécanismes de cette vision biaisée de l’Histoire. Elle redonne vie à des visages effacés, raconte ces invisibles, si nombreuses, qui ont modifié le monde.
Pédagogue, mordante, irrésistible, Titiou Lecoq propose un livre et une lecture engagés. Elle révèle au grand jour les rôles qu’ont joués les femmes dans l’Histoire, et s’inscrit avec brio dans la lignée des travaux de l’historienne Michelle Perrot qui signe la préface.
« Femme libre et engagée, esprit avide et curieux, écrivaine confirmée, Titiou Lecoq livre un grand récit, passionnant et vrai. » Michelle Perrot
Les femmes ne se sont jamais tues.
Ce livre leur redonne leurs voix.

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Nessun dubbio: sarà nella Top!

lunedì 12 gennaio 2026

Rabbia, Libertà, Fantasia: IPAD 2026

Rabbia, libertà e fantasia sono le tre parole che mi hanno accompagnato durante la mia vita professionale. Rabbia per questo mondo ingiusto e voglia profonda di cambiarlo. Libertà di pensiero, per non restare incasellato in ideologie che non sentivo mie, più interessato a promuovere valori e diritti com’ero e, finalmente, fantasia: quest’ultima è fondamentale per adattare il modo di agire alle cambianti situazioni da affrontare. Due delle mie ultime consulenti, amiche profonde da oltre 20 anni di collaborazioni congiunte, si ricordano ancora quando gliene ho parlato per la prima volta, quando organizzammo la conferenza internazionale sulla riforma agraria e lo sviluppo rurale ICARRD in Brasile, nel lontano marzo del 2006. Avevamo tanti fattori contro di noi, nemmeno i movimenti contadini ci credevano molto, la Banca mondiale che boicottava, supportata da alcuni dei dirigenti FAO. Ma ce la facemmo.

Rabbia, libertà e fantasia mi hanno permesso, con le varie squadre di lavoro miste messe assieme per ogni progetto/programma, di cambiare la politica nazionale delle terre del Mozambico, successivamente la legge, così da far riconoscere i diritti fondiari delle comunità contadine, per la prima volta nella loro storia, e poi per formare decine e decine di giudici, poliziotti locali, agenti delle ONG, in modo da tradurre in pratica quanto scritto nei documenti ufficiali. Lo stesso riuscimmo a fare in Angola dove, per la prima volta, un popolo indigeno, i Koi-San del Sud del paese, hanno avuto i loro diritti alla terra riconosciuti con titoli ufficiali del governo. In questi paesi difendemmo con molta forza, anche contro il parere dei vecchi lider comunitari, i diritti delle donne, e non ringrazierò mai abbastanza Marianna Bicchieri per l’immenso lavoro svolto.

In Brasile siamo riusciti a imporre all’attenzione di un governo di destra, il tema dell’agricoltura familiare, in un’epoca quando il tema non esisteva, nella letteratura e nelle politiche. Da lì è diventato un tema di importanza mondiale, ma a me è costato il posto di lavoro. Chi negli anni ha fatto solo il ripetitore senza continuare a sviluppare il tema, non ha capito quanto fosse importante iniziare da lì, cioè dal riconoscere l’importanza di queste pratiche contadine, ma da lì andare avanti per snidare il diavolo che si trovava all’interno della sfera domestica. La favola della famiglia contadina, unita nello sforzo come un sol corpo unito e democratico, continua ad essere messo in giro da chi non vuol capire le basi dello sfruttamento. Ci ritorneremo quando porteremo il nostro IPAD nel mondo contadino.

Contro capi ufficio, direttori di divisione, direttori generali, ministri e grandi organizzazioni finanziarie, non ci siamo mai arresi. Solo chi ha avuto paura di difendere questi valori ha abbassato gli occhi ed oggi si vergogna. Dei miei colleghi FAO quasi nessuno è diventato un/a amico/a, a parte poche e care persone che non hanno bisogno di essere citate. 

La rabbia è rimasta intatta, la libertà anche, così che cerchiamo strade diverse per portare avanti IPAD, e finalmente la fantasia che ci fa entrare in terreni ancora sconosciuti.

Se non ci hanno fermato quei poteri di allora, figuratevi se possiamo aver paura di quello che stiamo portando avanti noi adesso. Il 2026 sarà un anno IPAD, in Italia e all’estero.

Never surrender!


giovedì 8 gennaio 2026

2026 L4: Caryl Férey - Plutôt crever

Gallimard, 2006

Mc Cash n'est pas du genre docile. Plutôt crever ! Alors que Fred Le Cairan est soupçonné de maltraitance sur son grand-père, le flic comprend qu'il est en réalité mêlé au meurtre du député Longemoux et décide de le retrouver. Pas une mince affaire, car Fred et sa meilleure amie Alice fuient à travers la Bretagne, en voiture, à vélo, à pied et en kayak... Si seulement Alice n'avait pas offert un flingue à Fred pour son anniversaire, ils ne seraient pas traqués par le flic le plus coriace du pays et par un terroriste basque aux tendances psychopathes. Mais plus Mc Cash se rapproche du couple d'amis, plus il se demande si Fred est vraiment coupable.

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Molto bello, potenziale candidato alla Top

mercoledì 7 gennaio 2026

2026 L3: Qiu Xiaolong - L'insaisissable Monsieur X


Liana Lévi, 2025

Alors que la Chine est encore ébranlée par le Covid et que la bulle financière menace d’éclater, l’ancien inspecteur en chef Chen, devenu directeur du Bureau de la Réforme judiciaire, reçoit un appel de Vieux Chasseur. Son fidèle ami, à présent détective privé, lui demande de l’aider pour une mission confiée à son agence. Mei, une femme qui a fait fortune dans l’immobilier, cherche à retrouver un certain X, disparu peu avant. Chen accepte de mener l’enquête, avec l’aide de Jin, sa fidèle assistante. Peu à peu, il met au jour de mystérieux parallèles entre son propre parcours et l’histoire de X… et découvre que cet ex-universitaire destitué après Tian’anmen se cachait dans la Cité de la Poussière Rouge, où il s’était reconverti en modeste médium. Chen comprend que la cheffe du comité de quartier l’a dénoncé aux autorités, par peur de perdre son poste. Il réussit à récupérer un enregistrement audio qui prouve l’innocence de X, permettant ainsi à Mei de sauver celui qui l’aime en secret depuis près de quarante ans.

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Mah, che dire? L'ho trovato meno interessante dei precedenti.

2026 L2: Natacha Appanah - La nuit au coeur


Gallimard 2025

« De ces nuits et de ces vies, de ces femmes qui courent, de ces cœurs qui luttent, de ces instants qui sont si accablants qu’ils ne rentrent pas dans la mesure du temps, il a fallu faire quelque chose. Il y a l’impossibilité de la vérité entière à chaque page mais la quête désespérée d’une justesse au plus près de la vie, de la nuit, du cœur, du corps, de l’esprit.

De ces trois femmes, il a fallu commencer par la première, celle qui vient d’avoir vingt-cinq ans quand elle court et qui est la seule à être encore en vie aujourd’hui.

Cette femme, c’est moi. »

La nuit au cœur entrelace trois histoires de femmes victimes de la violence de leur compagnon. Sur le fil entre force et humilité, Nathacha Appanah scrute l’énigme insupportable du féminicide conjugal, quand la nuit noire prend la place de l’amour.

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Primo candidato alla Top dell'anno

2026 L1: Anne Holt - Bienheureux ceux qui ont soif

Editions Odin, 1999

Un viol barbare et un portrait-robot impossible à faire, des mares de sang et aucun cadavre : la ville d’Oslo est en état de choc. Victimes assoiffées de vengeance, coupables, rêvées et conclusions trop hâtives, l’enquête d’Hanne Wilhelmsen nage en eaux troubles. L’inspectrice traque les démons des criminels, mais aussi ceux, plus sombres et plus discrets, de la police…

« Un roman très noir qui interroge la possibilité d’une justice où cohabitent racisme et crimes sexuels. »

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Un anno iniziato cn una buona lettura