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mercoledì 12 febbraio 2014

Rientro in Italia



Sono tornato oggi da un breve periodo passato a Nairobi. Ero lì per questioni di lavoro, sempre le solite storie di terre e diritti. Abbiamo lanciato un primo progetto in Kenya e, prossimamente, dovremmo fare altrettanto per quell’ altro in Somalia.

Ho avuto pochi contatti con l’Italia, dato che anche gli italiani frequentati laggiù seguono maggiormente i problemi locali piuttosto che le piccole beghe nostrane.

La prima cosa che ho fatto è stat di andare a prendere il giornale ed un cappuccino al bar, in modo che le notizie strillate in prima pagina fossero controbilanciate dal piacere di mandar giù un sapore migliore, quello del caffè e della spuma di latte.

Ho appreso così di aver perso l’ennesima caciara organizzata da Grillo e dal suo capo Casaleggio. Non mi mancano molto, dato che la loro approssimazione era evidente già da tempo. Anche loro, come molti altri prima, avevano avuto una felice intuizione iniziale, che li aveva fatti notare e seguire da molte persone di buon senso, salvo poi derivare nel mondo della fantasia, del razzismo e del qualunquismo più becero. Un anno è quasi passato da quando sono arrivati in Parlamento e se non fosse stato per questi schiamazzi o per le brighe interne sui rimborsi o sulle espulsioni delle poche voci fuori dal coro, nessuno si ricorderebbe più di loro. Ma va comunque ricordato che, anche grazie a loro, ci ritroviamo questo Presidente e questa alleanza di governo. Avevano avuto l’intuizione giusta proponendo Rodotà poi, forse pentitisi di esser stati giusti ed avanguardisti, lo hanno mandato a quel paese come oramai è di prassi da quelle parti. Che adesso le offese siano arrivate alla Presidente della Camera è solo perché lei è un personaggio pubblico rispettabile, il che ne fa automaticamente un bersaglio in modo che i giornali ne parlino. Metti che la coppia Grillo e Casaleggio se la fossero presa con Scaloja, quello della casa comprata a sua insaputa, o magari con il tesortiere della Margherita, quel Lusi che ha rubato soldi a palate.. o con mille altri di quel caravanserraglio.. ecco, allora in tanti saremmo stati con loro, ma non è detto che la notizia sarebbe arrivata in prima pagina. Per G.&C. l’importante è che si parli di loro, in modo che, quando usi i motori di ricerca, il loro brand sia sempre in alto. Pensano che in quel modo gli italiani li voteranno, solo perché alla fine sono gli unici a far casino.

Tolto il disturbo stellato, la notizia del giorno è nella rapidità con cui “Tin Tin” Renzi ha contraddetto (ma non era la prima volta ad essere onesti) le sue precedenti dichiarazioni. Ricordate tutti cosa aveva detto su Berlusconi (forse non gli era piaciuto il menù a casa sua), per cui con lui mai più patti, mai più nulla.. e poi eccolo lì a tirarlo fuori dalla naftalina e rimetterlo al centro dei giochetti romani. Questa volta è stato ancora meglio. Ero partito lasciando Tin Tin con le sue dichiarazioni che escludevano categoricamente una sua ascesa al governo. Sono stato votato per fare il Segretario del Partito e quello è il mio compito. Giusto, bravo, per quello ti hanno votato. Non mi interessa andare a Palazzo Chigi.. Giusto, d’ accordo… Ha anche risposto per scritto a questa domanda (Renzi Primo Ministro?): Ma siamo matti?

Entro il fine settimana Letta sarà stato buttato via come un calzino sporco,  e rimpiazzato da colui che mai e poi mai avrebbe voluto andare a Palazzo Chigi. Va a finire che gli toccherà usare la frase di Scaloja: lo faranno primo ministro a sua insaputa.
Pensare poi che ci sia della gente che crede ancora che Tin Tin sia il futuro di un partito di centro sinistra, proprio non riesco a capire. Renzi è un vecchio dentro; democristiano della specie di quelli degli anni 70, interessato al potere, dove metterà adesso i suoi uomini (o donne) nei posti chiave delle grandi imprese i cui AD stanno per essere rimpiazzati, e che per i prossimoi dieci anni ci bombarderà con le famose riforme che solo lui sa fare. Sapesse almeno preparare la ribollita… ma qui ce la serve fredda.. e la gente se lo beve.

Ricordiamoci sempre una delle Leggi di Murphy: se una cosa può peggiorare, peggiorerà! Ecco, questo è quello che ci prepara Tin Tin. Il suo fregio sembra dire: Qui lo dico e qui lo nego! Che sostituisce, parzialmente, il vecchio motto secondo cui le promesse valgono solo per chi le ascolta. Prepariamoci quindi all’ennesimo cambio della guardia: guardiamoci indietro e cerchiamo di ricordare una sola cosa buona abbia fatto il governo Monti.. e poi quello Letta… ecco, questo è il trend e chi sogna che con Tin Tin le cose miglireranno penso io viva in un altro mondo. Al massimo riuscirà a spaccare anche SEL, ma non mi sembra che sia un gran risultato. Un governo nuovo verso il quale anche Berlusconi guarda con simpatia, ti da una gran voglia di riprendere l’aereo subito. Che poi ci sia ancora una consistente parte dell’elettorato pronta a rivotare G&C, allora definitavamente ti rendi conto che non abbiamo più speranze.

Ma siccome sono un ingenuo, ho continuato la lettura del mio giornale, alla ricerca di altre chicche del genere. E le ho trovate, in particolare la baruffa fra Dalla Valle e il giovane angellino: si vede che hanno frequentato i salotti buoni… “Azienda nana” dice l’agnellino a Della Valle, e l’altro replica: “Vai a lavorare”..seguito da un breve escursus sul quanto la Fiata abbia preso all’Italia e come, ai primi segnali di crisi, se ne siano scappati all’estero, per concludere come questa gente non meriti nessun rispetto. Giusto! Firmo anch’io… resta quell’amaro in bocca che ti fa capire come nemmeno nei piani alti ci sia un minimo di viisone comune, quel “sistema Paese” di cui la Confindustria si riempie sempre la bocca, chiaramente non appartiene ai suo iscritti. Ricordo solo il gesto simbolico del conte Marzotto che il mese scorso ha rimesso il titolo di Cavaliere della Repubblica causa la condanna di Berlusconi (invitato ad andarsene via per indignità) e chiedendo solidarietà agli altri cavalieri iscritti alla stessa associazione. Non si ricorda un solo nome di imprenditore che abbia intrapreso quella strada.

Insomma, questo è il ceto industriale che abbiamo e questi i partiti che ci ritroviamo. Per carità di Patria non parlo nemmeno più delle giravolte di Casini o di quella banda di mezze tacche leghiste che, di fronte alla condanna del loro Cota, si mettono a gridare che è finita la democrazia.
Dall’estero, quando sono indulgenti, ci guardano compatendoci, poi però non pigliamocela se nelle conversazioni private i toni sono diversi.

Tempo fa un bel film dei fratelli Coen,  “Questo non è un paese per vecchi” ha fatto molto parlare anche in Italia, per le varie similitudini possibili. A me sarebbe venuto da pensare che, quanto a somiglianze, si poteva accorciare il titolo: Questo non è un paese!!!

PS. Cosa incredibile, il giornale in questione ha anche dedicato un intero settore centrale alla crisi del Centrafrica. Mi son chiesto, leggendo l’ottimo articolo della giornalista, se questo unico serio riferimento ad una delle tante crisi in corso, era stato inserito come un contentino per quei lettori, come me, che pensano prima a capire il mondo dove siamo inseriti e poi, alla fine, guardano anche alle piccole baruffe nostrane… Resto un mohicano che cerca ancora dei quotidiani che portino i lettori ad interessarsi al mondo… lo so che sogno… ma ci provo… il provincialismo italiano non è solo colpa degli italiani come cittadini, ma anche di chi sceglie di dare certi tagli agli organi di informazione. Parlarci per settimane di “Dudù” deve essere una strategia che fa vendere… ma mentre nel resto del mondo e magari nei paesi a noi vicini e dove abbiamo interessi, ostaggi o imprese che lavorano, succedono montagne di cose da raccontare .. e che poi raramente vengono raccontate (a parte Internazionale ovviamente), mi stupisco sempre meno di questa deriva, simile alle retrocessioni calcistiche… sognavamo di vincere il Mondiale, poi magari ci troviamo in serie Lega Pro… ma almeno diciamocelo: ci stiamo scavando la fossa da soli.

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