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martedì 18 ottobre 2016

Brasile - Bolsa Familia (Fome Zero): Era tutto oro quello che luccicava?

Leggo un articolo sulla versione elettronica del giornale di Rio O GLOBO: http://g1.globo.com/bom-dia-brasil/noticia/2016/06/mais-de-500-mil-funcionarios-publicos-receberam-bolsa-familia-diz-mpf.html

Dopo il cambio di governo avvenuto qualche mese fa, é iniziata una verifica dettagliata degli iscritti al famoso programma di lotta alla fame. I primi accertamenti indicano la cifra astronomica di cinquecentomila funzionari pubblici che risultano iscritti al programma per cui ricevono dei sussidi come fossero dei poveracci del NordEst.

Capisco che il Brasile é il paese "mais grande du mundo..." ma mi sembrano cifre da far impallidire anche i nostri compaesani (penso in particolare all'insuperabile Remo Gaspari - vi invito a leggere l'articolo che segue: http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2013/09/03/AQ_12_11.html - che alle poste era riuscito a far assumere tutta Pescara e paesi limitrofi, ma mai si era inepricato a questi livelli. Qua stiamo confrontando il pur rispettabile Monte Bianco con l'Everest.

Spero proprio che qualcuno dei miei amici brasiliani mi spieghi come questo sia stato possibile. Si tratta di cifre, se non erro, relative al solo periodo 2013-2014. Il problema delle liste "aggiustate" d'altronde é nato assieme al Fome Zero: ricordo le discussioni con il mio amico Padre Martinho su come le buone intenzioni di Brasilia finissero troppo spesso nelle tasche degli amici degli amici a livello locale.  Si pensava peró di averne posto rimedio, ma adesso invece viene fuori che quello era solo lo stadio zero del missile Bolsa Familia/Fame Zero e che il bello era tutto da scoprire.

Vedremo nei prossimi mesi cos'altro salterá fuori. L'unica cosa sicura, su cui possiamo mettere la mano al fuoco, é che i fondi per il programma saranno ridotti, data la crisi economica in cui Dilma ha lasciato il paese, e che il numero di poveri e affamati riprenderà a salire.

La mia personale impressione é la stessa di tanti altri commentatori: non aver voluto cambiare le ragioni strutturali del problema della fame e della povertà rurale (che, come scriveva 70 anni fa Josué de Castro, sono riconducibili in buona parte a una struttura agraria altamente diseguale), cioé non aver fatto una riforma agraria seria, come tuttavia era stata promessa dall'allora candidato Lula, ha lasciato il problema della povertà e fame in balia di misure congiunturali (ancorchè "politiche pubbliche") dipendenti dai prezzi internazionali delle commodities. Finchè c'erano soldi da spartire, tutto é andato bene, ma adesso che non c'é trippa pe' gatti, é logico attendersi quello che i francesi chiamano un "retour de bâton prévisible et mérité".



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