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domenica 8 luglio 2012

Argentina: desaparecidos - a volte ritornano

Argentina, Videla condannato a 50 anni per il rapimento dei figli dei desaparecidos Sentenza dura per l'ex dittatore per il rapimento dei figli dei desaparecidos durante la dittatura, poi affidati a ufficiali del regime o loro conoscenti BUENOS AIRES - L'ex dittatore argentino Jorge Rafael Videla è stato condannato a 50 anni di carcere per il sequestro dei figli dei desaparecidos durante l'ultimo regime militare (1976-1983). Videla, 87 anni fra meno di un mese, già condannato all'ergastolo due anni fa, è detenuto nella prigione militare di Campo de Mayo alla periferia della capitale argentina. Insieme a Videla sono stati condannati, per lo stesso reato, altri esponenti della giunta fra i quali il generale Reynaldo Brignone, ultimo capo del regime militare, a 15 anni; e Jorge Acosta, "el Tigre", che diresse il campo di concentramento dell'Esma, la scuola tecnica della Marina, a 30 anni.
x gli interessati, consiglio: http://esperanzasred.wordpress.com/ il libro Germania, 1945. Argentina, 1977. I lager per lo sterminio degli ebrei e le torture e i vuelos de la morte dei dissidenti dell’Erp, l’esercito rivoluzionario del popolo argentino, i 30mila desaparecidos strappati alle famiglie. In questi due contesti, così lontani e così vicini, si sviluppano le storie dei protagonisti. Mathias e Nicole, in Germania, Antonia, in Argentina. La consapevolezza che solo la conoscenza di ciò che è stato, così ben nascosto dalle rispettive famiglie, possa aiutarli a vivere il presente e pensare a un futuro li porterà a vivere l’avventura di Andrés, che combatte a Santa Cruz per i diritti delle comunità indigene. Il loro viaggio verso il futuro li catapulta in un passato fatto di violenza, sofferenza, tirannia. Ripercorrono la vita di zia Helga, di Alicia e Nestor, di Britta e di quanti hanno i segni indelebili del periodo storico in cui si sono trovati imbrigliati. Esperanza è un racconto storico che si snoda in 65 anni fondamentali per la storia del nostro tempo, e restituisce, insieme alla memoria di ciò che non vorremmo sapere, la consapevolezza che si possa cambiare. Che una vita migliore sia possibile. Sullo sfondo di una Germania in pieno boom economico, un’Argentina al collasso, una Bolivia ostaggio di giochi di potere troppo grandi, ci sono tutte le domande sulle origini e lo sviluppo di ogni genere di razzismo e di dittatura, anche economica. E c’è una risposta. Unica. Esperanza. Lasciate parlare me. Io, Pachamama, la Madre Terra tante volte orribilmente offesa da esseri umani senza pietà. Io vi racconto di Jesùs, del suo cane Silver e di Romualdo, in attesa sotto il portico che arrivino gli angeli di Buenos Aires. Io sono qui, a Bahia Blanca, come altrove, a proteggere, a darvi il mio sangue e le mie forze. Io vi accolgo quando finite il vostro passaggio terreno e vi faccio riposare in pace. Ma non per tutti è così, c’è chi nasconde dentro di me il peggio di se stesso, l’abominio e il disonore. Questo sono venuti a cercare i giovani angeli. [...] Hanno sentito il mio grido. Sono anni che piango, in silenzio, forse adesso è arrivato qualcuno per compiere quella purificazione che aspetto da troppo tempo. Nord est di Bahia Blanca, Camino della Carrindanga, quello che va verso la Sierra de la Ventana. Terra buona, scura e ricca, le mie migliori energie: è lì sotto che vanno a cercare la risposta al dubbio su quel gruppo di desaparecidos.

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