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martedì 2 marzo 2010

Le temps de l’abondance

Questo sento passare alla televisione, finché ripenso ad oggi, al pranzo con Mauro, alla gioia profonda di ritrovare radici.. e questo proprio nei giorni in cui sto rileggendo Pavese, La Luna e i Falò.. ed il pensiero va immediatamente a chi quel libro me l’aveva prestato, tanti anni fa: nel 1982 il suo soprannome fu Zea Mais, mescolando il nome del portiere brasiliano di quel mondiale indimenticabile, con il sorgo dei nostri campi vicentini. Scrivo pensando a loro, Mauro e Roberto, cresciuti a 100 metri l’uno dall’altro, che ho incontrato sequenzialmente nella vita: Mauro prima, l’incontro della gioventù, distanti ma così vicini, l’esperienza di Sarnico a legarci, e poi strade diverse, tu a buttarti nel lavoro, l’immobiliare Vicenza se ricordo bene, io alla ricerca di me stesso all’università… e lì arriva Roberto, una passione ineguagliata per le piante, andar per campi.. e capisco che Pavese tu ce l’hai dentro…

Sto leggendo la Luna e i Falò, riti di passaggio, ricerca di radici, chi siamo, dove andiamo. Risposte finite non ne avremo mai, ma cerchiamo, e ritrovare in Mauro una modestia d’ antan, mi fa quasi piangere. Non dovrei scriverle qui queste cose, sono troppo personali, ma sono anche sensazioni che voglio lasciare per chi verrà dopo di noi, sia Charlotte, la mia Charlie, sia Valentina, la sua Vale, che sappiano che può esistere una amicizia grande, che si costruisce col tempo, senza forzare, quando il tempo e le stagioni la chiamano.

Chissà se è stato il caso a farci rincontrare. Ma se così fosse è un caso bello, da ringraziare. Penso a Roberto, penso a Mauro e penso ad una voglia di fare, per sé e per gli altri, non esistiamo fuori da uno schema di società, crescere per poter dare di più, ecco la legge di fondo di questa umanità, o almeno quella che vorrei.

Vorrei dirti Mauro, e anche a te Roberto, che mi sento l’uomo più felice della terra ad aver amici come voi. Esiste una parentesi, anzi due: una è ovviamente Consuelo, l’ altra si chiama pure Roberto. Mio padre, quando parlava di suo fratello Pietro, quello che sentiva più vicino, diceva sempre: lo zio Pietro (in quei casi non era Piero o Piereto, con una “t” ma Pietro, più ufficiale) è più di un fratello, è un amico. Io non capivo, e mi ci sono voluti molti anni per capirlo, ma l’ordine era corretto: un fratello non lo scegli, un amico sì e ad un amico puoi parlare senza pensarci. Ecco, La triade mia siete voi: Consuelo, Mauro e Roberto. Ma in realtà non è una triade, perché anche se siamo ancora per strada, Roberto, il medico geometra, è sicuramente parte di questa. I 4 dell’ avemaria.. i punti focali importanti quando costruisci una vita per te, la tua famiglia, e cerchi di aiutare qualcuno, sia in Nepal, Paraguay, Venezuela, Mozambico, Angola o Sudan a trovare una loro strada fuori dalla guerra.

Siete importanti per me, volevo dirvelo da tanto tempo, e stasera, con un buon bicchiere di rosso in mano lo grido forte al cielo: grazie di esistere amici miei.

Post Scriptum di Christiane:
Plus on est dans un monde qu’on ne contrôle plus, plus les amitiées sont proches. (Xuor)

1 commento:

  1. probabilmente sarà banale dirti che questi tipi d'intervento sono quelli che preferisco ma è un modo bellissimo di scoprire cosa eri e cosa sei adesso.
    queste cono delle parole bellissime, dette a cuore aperto.
    sono davvero fiera e cosi felice di avere dei genitori come voi, di essere cresciuta in questo modo e avere un rapporto così stretto con te.
    anche se leggere queste tue bellissime parole mi rende sempre più ammirativa nei tuoi confronti, non ho bisogno di leggere per ricordare chi sei.
    il mio amore è talmente grande che va oltre qualsiasi parola scritta o detta, è un sentimento che durerà per sempre.
    la tua fan numero 1 (charlie marlie)

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